Cronache dai Palazzi

“Sarò l’avvocato difensore del popolo italiano”, ha esordito così il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, giurista e professore di diritto all’Università di Firenze, che si accinge ad entrare a Palazzo Chigi da perfetto sconosciuto alla grande massa.

Dopo aver ricevuto l’incarico dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e aver accettato “con riserva”, Giuseppe Conte ha confermato la vocazione europea dell’Italia e ha detto ai giornalisti che intende chiudere la partita del totoministri entro il fine settimana. “Deve preoccuparsi della stabilità del Paese” ha sottolineato il capo dello Stato riferendosi ai prossimi impegni del nuovo presidente del Consiglio. “Voglio un governo equilibrato”, è stata invece la sintesi offerta alla stampa da Giuseppe Conte a ridosso dell’incontro di circa due ore con il presidente Mattarella.

In sostanza la Carta costituzionale (artt. 92, 93, 95 96) conferisce al presidente del Consiglio lo status di organo costituzionale e un’autonoma rilevanza. Il premier concorre alla definizione dell’indirizzo politico amministrativo dello Stato, dirige ed è responsabile della politica generale, promuove e coordina l’attività dei ministri. Tutt’altro che un esecutore quindi. “Faccia il premier in autonomia, io sarò al suo fianco in modo leale”, ha a sua volta assicurato Sergio Mattarella al futuro presidente del Consiglio, al quale ha implicitamente promesso collaborazione e fiducia. Una fiducia che si rivelerà reciproca.

Con lo sguardo rivolto verso l’Europa, Giuseppe Conte ha inoltre affermato che le battaglie che l’Italia dovrà affrontare a Bruxelles le condurrà “costruendo le alleanze opportune”, senza dimenticare l’alveo storico delle relazioni internazionali in cui il nostro Paese si trova immerso. Il docente ha assicurato di essere consapevole delle sfide che dovrà affrontare e ha annunciato un programma “basato sulle intese tra le forze di maggioranza”.

Conte ha ancorato il suo governo al contratto firmato dai leader Salvini e Di Maio, contratto che è lo “specchio del cambiamento” e che “rappresenta in pieno le aspettative di cambiamento degli italiani. Lo porrò a fondamento dell’esperienza di governo”, ha dichiarato il docente futuro premier. Nel contempo, però, Conte ha rassicurato il Quirinale e il resto del mondo garantendo di assicurare “la collocazione internazionale ed europea dell’Italia”. Per quanto riguarda i rapporti con l’Ue e le cose da portare a termine in Europa “il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati sui temi di bilancio europeo, riforma del diritto d’asilo e completamento dell’unione bancaria”, ha spiegato Giuseppe Conte.

Dopo un vertice con Di Maio e Salvini e un incontro di oltre 90 minuti con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, “in cui si è discusso dello stato dell’economia italiana”, Giuseppe Conte è ora al lavoro per definire la squadra dei ministri che non sarà al completo prima di domenica pomeriggio, per poi proseguire con il giuramento del nuovo governo molto probabilmente il prossimo lunedì, giorno in cui potrebbe quindi avvenire il passaggio di consegne con Gentiloni.

Tra i nodi da sciogliere il governo di Conte avrà la questione delle banche e il sacrificio di molti risparmiatori che purtroppo hanno sofferto per i default. “Queste persone, come tante altre, devono essere ascoltate dalle istituzioni”, ha twittato il premier in pectore Giuseppe Conte dopo aver incontrato una delegazione di risparmiatori vittime del tracollo bancario. “Sono persone che chiedono giustizia e che il loro risparmio venga tutelato come previsto dalla Costituzione”, ha aggiunto Conte. In sostanza la tutela dei risparmi, “spesso frutto di sacrifici e una vita di lavoro, sarà uno degli impegni principali del Governo del Cambiamento. Chi ha subito truffe o raggiri sarà risarcito”, ha assicurato il premier in pectore.

Altra questione il ministero di via XX Settembre e il caso Savona. Di Maio e Salvini continuano a ribadire che Paolo Savona è l’uomo giusto per essere una figura di “assoluto rilievo” ma per il Colle non garantirebbe un solido ancoraggio all’Unione europea. Il Quirinale ha inoltre specificato che i continui diktat dei due leader sulla questione sono “inammissibili”. In sostanza le nomine dei ministri spettano al Quirinale e al premier. “L’esecutivo sarà politico”, ha garantito a sua volta Giuseppe Conte. “Il tema all’ordine del giorno non è quello dei presunti veti – puntualizza una nota ufficiosa del Colle – ma, al contrario, quello dell’inammissibilità di diktat nei confronti del presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica nell’esercizio delle funzioni che la Costituzione attribuisce a tutti e due”. In riferimento all’articolo 92 della Carta costituzionale il timore è che “si stia cercando di limitare l’autonomia” del premier in pectore e “di conseguenza” del presidente della Repubblica che esclude un governo con la regia occulta di Salvini e Di Maio. Il, leader pentastellato si appresta a dichiarare che i nomi dei futuri ministri rappresentano “una questione che riguarda i due presidenti” e, solo dopo aver incontrato Giuseppe Conte, anche Salvini rassicura il contesto nazionale ed internazionale di fronte alla stampa: “A lui l’onore e l’onere a chi di dovere nomi e ruoli di chi si farà carico di realizzare quello che gli italiani si aspettano. Noi umilmente e responsabilmente daremo consigli, proposte e suggerimenti”.

“Veti su di me? Credo di sì”, ha dichiarato a sua volta l’economista Paolo Savona, mentre Salvini è tornato a rassicurare la platea affermando che “sul caso Savona decide il premier incaricato. Sono appese ad un filo anche la candidatura di Massolo per la Farnesina e quella per il ministero della Difesa.

Nessun sostegno al nuovo governo da parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia, e da parte del Pd che siederanno tutti sui banchi dell’opposizione che si auspica sia un’opposizione costruttiva volta a definire il meglio per il Paese. Il neo premier ha comunque espresso a tutte le forze politiche che una cosa è il contratto e un’altra la sua attuazione. Una delle priorità del governo Conte rimane però il reddito di cittadinanza anche per la vicinanza al programma dei pentastellati al quale il professore conferma di aver dato il proprio contributo.

Nel frattempo dall’Europa arrivano i primi segnali di fiducia nei confronti del neopremier italiano, Giuseppe Conte. “È un buon segno che  il futuro presidente del Consiglio italiano abbia parlato da europeista, che abbia detto che vuole con il suo governo attenersi alle regole europee”, ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz. “Abbiamo tutti notato positivamente le prime dichiarazioni del presidente del Consiglio italiano che si è impegnato giustamente a rispettare le regole europee”, ha invece dichiarato Bruno Le Maire ministro delle Finanze di Parigi. Il commissario Ue per gli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, ha in definitiva confermato la “fiducia nell’Italia” auspicando “un dialogo costruttivo” con Roma. Occorre in definitiva “essere ragionevoli” e non dare ascolto alle “fibrillazioni mediatiche” in quanto “l’Italia rimarrà un membro molto  importante della zona euro” a patto di tenere “sottocontrollo l’alto debito pubblico italiano”.

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