Luoghi cult

L’incendio del grattacielo a Londra ci ha sconvolto tutti. E la storia dei ragazzi che sono morti insieme ci ha straziato. Ma ho anche letto tante sciocchezze. Andiamo per gradi. Questo episodio ha rivelato a chi non era al corrente, un’altra faccia della meravigliosa metropoli, quella che appena distante dai quartieri glamour mostra tutte le sue rughe.

Anni fa mio figlio decise di trasferirsi proprio a Londra per studiare. Insieme a un suo amico, armati di gioventù e tanta voglia di fare, affittarono un appartamento vicino a King’s Cross. Definirlo appartamento mi sembra pomposo; la prima volta che lo vidi mi prese un colpo.

Il “coso” era una scala maleodorante dove affacciavano in quest’ordine : micro camera con micro finestra, dopo due gradini micro bagno con doccia dell’epoca di Sherlock Holmes, dopo due gradini loculo adibito a cucina e per finire, all’attico altra camera con vista sui binari. Roba da far impazzire un claustrofobico. Naturalmente con prese elettriche pendenti, lampadari modello Edison e via dicendo. L’unica cosa regolare era la regolarità del padrone di casa nel venire ogni venerdì e riscuotere l’affitto di quella roba. Poi con il tempo trovò una sistemazione più civile.

Perché Londra è piena di posti così, lontani dai quartieri chic, abitazioni orrende e insicure per studenti e operai, una vera schifezza. Però tutti vogliono andarci, come lo hanno voluto quei poveri ragazzi. Ma non mi piace leggere che sono morti perché l’Italia non ha saputo loro offrire un futuro, secondo me non è corretto.

Non nego con questo che il nostro Paese sia moribondo, ma credo che la motivazione dei due ragazzi e di moltissimi altri sia che Londra è Londra, la città dove le cose accadono, sempre stata un punto di rifermento per tutti i giovani come lo fu anche per me.

Un po’ come Berlino, città brutta ma gettonatissima perché lì respiri contemporaneo e futuro allo stesso tempo. I nostri luoghi, le nostre belle città spesso sono solo belle. E i giovani sono dei cercatori di emozioni, di sfide, di futuro. Sicuramente l’Italia non è al passo, strangolata da nepotismo e precarietà, ma scrivere che i due ragazzi sono morti per questa ragione, mi sembra squallido e di bassa lega.

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