Regione Lombardia, a destra corsa a tre

Si scaldano i motori per la corsa alla poltrona della Regione più importante d’Italia, dove la situazione nel centrodestra sembra più confusa del previsto.

A mischiare le carte in tavola ovviamente le questioni di politica nazionale. La crisi del PD ha ridato carica ai partiti di centrodestra che stanno tentando in tutti i modi di trovare un punto d’incontro che porti ad una coalizione coesa. I sondaggi in effetti sembrerebbero dare, nella sua feste classica, la coalizione di centrodestra vincente, anche con percentuali prossime al 40% (soglia per ottenere la maggioranza dei seggi in Parlamento).

Questa suggestione potrebbe portare i contendenti alla poltrona di Governatore a riconsiderare la propria posizione. Già, perché oltre all’annunciata ipotesi di ricandidatura di Maroni, sembra manifestare ambizioni regionali l’ex Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, plenipotenziaria azzurra in Lombardia che ha fatto il pieno di voti alle scorse amministrative di Milano. I due, che potrebbero anche pensare ad un tandem che porti l’azzurra alla guida dell’Assessorato al Welfare, potrebbero però sentire il richiamo delle sirene romane, che di fronte ad una vittoria del centrodestra, garantirebbe certamente un ministero di rilievo ai due esponenti politici.

Ma allora, chi potrebbe giocarsi la partita contro l’esponente democratico? Voci di corridoio, affermano che qualora i due ex ministri decidessero di tentare di tornare all’esperienza romana, a guidare la coalizione in Lombardia potrebbe essere quel Parisi che, pur avendo perso le elezioni a Milano, sta trovando un certo seguito nel mondo dei moderati di destra.

Di certo questo schema rientra ad oggi ancora nel quadro della fantapolitica perché nulla si muoverà almeno fino al congresso del PD che diventerà il vero spartiacque per l’ipotesi di voto anticipato e definizione degli schieramenti. Di certo la contingenza delle due tornate elettorali trasforma questa ipotesi in un vero giro di roulette che potrebbe trovare le proprie basi esclusivamente sui risultati dei sondaggisti italiani.

Difficile decisione per Maroni che l’anno scorso si è posizionato al terzo gradino del podio tra i governatori più amati e che una sua ricandidatura darebbe comunque al centrodestra una “garanzia” in più sul risultato delle consultazioni elettorali. Ovviamente i malumori tra le fila azzurra, se Parisi dovesse realmente trasformarsi nel candidato Governatore del centrodestra, potrebbero acuirsi con veti e picchetti ad Arcore che metterebbero in seria difficoltà l’ex Cavaliere.

Insomma, anche la politica regionale lombarda sembrerebbe subire i riflessi della confusa situazione politica nazionale e ogni singola pedina è in grado di causare un effetto domino su tutto il Paese. Di certo, di fronte ad un serio progetto di centrodestra nazionale, la fantapolitica potrebbe presto trasformarsi in realtà.

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