David Shrigley: il Fourth Plinth si rinnova

Londra – Uno degli eventi dell’anno per il calendario dell’arte contemporanea della capitale inglese ha avuto luogo: il 29 settembre, il nuovo ospite del Fourth Plinth su Trafalgar Square è stato finalmente svelato agli occhi del pubblico. Quale più alta scultura che abbia mai sovrastato il suddetto supporto, Really Good di David Shrigley si eleva per 7 metri e davanti a essa si prospetta un anno di permanenza, sostituendo Gift Horse di Hans Haacke.

Di seguito a un conto alla rovescia, trascorre ancora qualche secondo per permettere la rimozione della copertura in tela nera, istanti che sembrano essere davvero di troppo e accrescere a dismisura una suspence insofferente che sa di eccitato entusiasmo e curiosità Il momento cruciale in cui tutti gli sguardi dei presenti si potranno posare sul profilo bronzeo della mano a enorme pollice alzato.

Rimasto vuoto per oltre 150 anni per mancanza di fondi, il quarto plinto che si affaccia sulla Piazza è stato inserito in un programma d’arte contemporanea nel 1999 dalla Royal Society of Arts, in gestione alla Greater London Authority a partire dal 2005. Commissioni precedenti includono Hahn/Cock nel 2014, il galletto blu elettrico di Katharina Fritsch, Nelson’s Ship in a Bottle di Yinka Shonibare nel 2010, Alison Lapper Pregnant di Marc Quinn nel 2005.

Nel 2014, ben 2 anni fa, l’opera di Haacke era stata presentata, nel suo titolo e forma, assieme a quella di Shrigley; quest’ultima non poteva risultare più azzeccata nel paesaggio britannico dell’immediato periodo post-Brexit. Tuttavia, si tratta di un pezzo altamente referenziale rispetto alla città di Londra, centro della ricchezza britannica, almeno secondo il Sindaco Sadiq Khan, che in occasione della cerimonia inaugurale ha dichiarato che: “Ciò che rappresenta è così importante, ossia ottimismo, positività, il meglio di ciò che abbiamo da offrire. Questa scultura è così importante per mostrare ai Londinesi, ai turisti, che Londra è aperta.”

L’Artista, proposto al Turner Prize 2013, sembra invece viaggiare su una linea che possa eventualmente abbracciare l’intero Regno Unito, con il proposito: “di rendere il mondo un posto migliore, che ovviamente è un proposito ridicolo, ma un buon proposito io ritengo”. Ma c’è chi ci vede l’impersonificazione del lato oscuro, definendola spiacevole e stridente – l’opinione è di Jonathan Jones, giornalista del Guardian e sin dal 2009 membro della giuria dedicata all’assegnazione del Turner Prize. Jones la considera esteticamente brutto con il suo pollice sproporzionatamente esagerato, di un ottimismo inappropriato e improponibile.

Eppure la silhouette meravigliosamente fallica richiama a una bellezza disarmante, primordiale, così sottilmente sexy che sembra una trovata del marketing di cui non ci si può liberare. Si staglia a rassicurante a insegna di fertilità e commercio vivace. Monile la cui simbologia apotropaica che percorre la storia della raffigurazione dal più antico ritrovamento databile a 28mila anni fa, e viaggia per la Mezzaluna Fertile, l’Egitto, l’antichità classica, l’Asia, e la Penisola Scandinava.

Colosso in bronzo assimilabile è Pointing Hand, opera recente di Shrigley in cui è il dito indice ad alzarsi verso il cielo. Possiamo poi pensare a L.O.V.E. di Maurizio Cattelan che da saluto romano mozzato, presentava invece il marmoreo dito medio alzato contro Palazzo Mezzanotte, scenografia della milanese Piazza Affari.

Quella di Shrigley, un’opera estremamente efficace, accessibile, che non teme l’attuale presente, semplicemte geniale e seducente. A fronte dell’Ammiraglio Nelson, suo compagno di piazza, si erige fiera quale esempio della migliore nuova arte statuaria.

©Futuro Europa®

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