Lega, battuta d’arresto nei sondaggi

Siamo ormai prossimi alla tornata elettorale amministrativa che vedrà definire il destino politico dei principali capoluoghi italiani. E, dopo qualche anno di défaillance, il centrodestra sembra poter competere per la vittoria in qualche città. Ma a fare notizia in questi giorni sono sicuramente i risultati dei sondaggi politici che hanno visto un inaspettato arresto della Lega salviniana e un sensibile recupero del partito di Berlusconi.

Il dato è significativo soprattutto se analizzato nell’arco dei precedenti due anni dove la scalata alla doppia cifra ad opera del segretario leghista è stata inesorabile. L’arresto intorno al 15% è un segnale politico non indifferente. Innanzi tutto una lieve ripresa da parte di Berlusconi della propria visibilità televisiva ha di fatto contribuito a recuperare quell’1-2% di voti che sono saldamente collegati alla sua figura, ma dall’altra parte l’arresto leghista può nascondere questioni politiche ben più rilevanti.

Va detto che il posizionamento antisistema portato avanti da Salvini sta manifestando i primi limiti elettorali. D’altronde ad occupare questo spazio c’è ormai da qualche anno il partito di Grillo, che ha fatto dell’antipolitica e dell’antisistema un pilastro fondamentale della propria azione politica.

Altra causa di questa battuta d’arresto può essere ricondotta alla monotonia dei temi portati avanti dall’eurodeputato. Sicurezza, immigrazione e Europa hanno avuto una diffusione mediatica enorme fino a non molto tempo fa, ma ora avendo spostato sostanzialmente l’attenzione sul Referendum di ottobre, determinate tematiche sono state messe da parte. Questo può aver contribuito ad un parziale disinteresse da parte dell’opinione pubblica su queste tematiche spostando l’attenzione sulle riforme costituzionali e sostanzialmente lasciando la Lega senza contradditorio. Ma questo trend nazionale è frutto della somma di tante piccole situazioni locali. La Lega sui territori non è riuscita a realizzare quella rottura con il passato come è avvenuto per i vertici del partito, lasciando spesso spazio a situazioni di scarsa capacità di rispondere efficacemente al territorio. Insomma una serie di concause che hanno portato, almeno nei sondaggi, ad uno stop inaspettato.

Salvini continua imperturbabile nella sua campagna in giro per l’Italia dove comunque riscuote un discreto successo. La palla ora passa ai cittadini e sarà importante capire se i sondaggi saranno confermati o apriranno la strada ad una nuova corsa del movimento padano. Un ruolo chiave sarà ricoperto dalle grandi città dove il voto d’opinione è sicuramente più forte rispetto alle piccole realtà locali. Se invece, si dovessero confermare risultati poco significativi, allora non solo nella Lega, ma in tutto il centrodestra, si aprirebbero nuovamente scenari interessanti per la ricerca del leader che possa effettivamente competere contro Matteo Renzi.

©Futuro Europa®

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