I mostri (Film, 1963)

I mostri di Dino Risi è giustamente citato tra i 100 film italiani da salvare, indimenticabile per la cifra stilistica di umorismo grottesco e surreale, insolita nella nostra commedia. Ha un tardo (ma valido) sequel con I nuovi mostri (1977) di Risi, Scola e Monicelli, ma anche una pessima (e perdibile) imitazione: I mostri oggi (2009) di Enrico Oldoini.

Fotografia caustica e graffiante dell’Italia del dopo boom in venti episodi, tra politici corrotti, premi letterari truffaldini, pugili suonati, genitori che insegnano ai figli come approfittarsi del prossimo, amanti fedifraghi, teledipendenti, francescani poco umili, avvocati di malaffare, mostri in senso fisico e in senso morale. L’Italia sta cambiando, l’imperativo categorico sembra essere: fatti furbo! I personaggi di Risi, Scola, Maccari, Age e Scarpelli si adeguano al diktat e vengono resi mostruosi dal regista per fattezze ed espressione fisica. Lo spettatore deve rendersi conto subito della loro bruttezza morale. Alcuni episodi sono rapidi intermezzi, vignette ironiche comunque azzeccate, altri sono più elaborati a livello di sceneggiatura e vivono su personaggi ben costruiti.

Alcune curiosità. Il piccolo Ricky Tognazzi – futuro attore – è protagonista del primo episodio, come figlio di un perfido genitore che gli insegna a essere cinico e cattivo per fare successo. Il mondo è tondo e chi non galleggia va a fondo, Chi picchia per primo picchia due volte, Meglio un brutto processo che un bel funerale, sono i suoi dettami. Ne farà, giustamente, le spese, perché chi semina vento raccoglie tempesta. Il produttore Mario Cecchi Gori recita un cameo da automobilista multato da un vigile truffaldino ne L’agguato. Michèle Mercier è la bella moglie fedifraga di un teledipendente prima di sfondare come Angelica. Marisa Merlini è la moglie del testimone volontario che vorrebbe scomparire per la vergogna.

Mattatori assoluti del film sono Gassman e Tognazzi, sempre in primo piano, interpretano una serie di personaggi diventati epocali, persino proverbiali. Gassman si traveste da donna e ironizza su Maria Bellonci e il Premio Strega, Tognazzi veste i panni di un laido democristiano che sembra ricordare il sindaco La Pira, insieme danno vita a scenette come un divertente processo che vede Tognazzi soccombere di fronte a un sagace avvocato difensore. Memorabile l’ultimo episodio che ha per scenario il mondo del pugilato, con Tognazzi manager senza scrupoli e Gassman boxeur suonato, connotato da un poetico finale felliniano.

Ettore Scola ci mette del suo insieme al fido Maccari. Straordinaria la colonna sonora di Armando Trovajoli che lancia una moda – ripresa dai Vanzina – dello sfruttamento a livello discografico. Ricordiamo: Abbronzatissima (Edoardo Vianello), Cosa vuoi da me (Michele), Se mi perderai (Nico Fidenco), I tuoi capricci (Neil Sedaka), Io che amo solo te (Sergio Endrigo), Alla mia età (Rita Pavone), Tornerai… Suzie (Nico Fidenco), Samoa Tamourè (4 + 4 di Nora Orlandi). La RCA fece uscire un 45 giri a firma Trovajoli contenente Samoa Tamourè e La nobile arte che riscosse un buon successo.

Un film che serve come scuola di cinema per tanti registi, Leonardo Pieraccioni compreso che lo cita in Fuochi d’artificio, e inaugura una serie di film a episodi – molti firmati da Dino Risi – che non eguaglieranno mai la forza comica e la dissacrante accusa politico-sociale de I mostri. Molte noie con la censura, soprattutto per alcune esplicite battute sui politici democristiani e su un Parlamento divenuto Pappamento. Risi ironizza sul collega Vittorio De Sica e tutto il cinema neorealista (Presa dalla vita), stigmatizza l’invidia tra attori, la teledipendenza dilagante, il gallismo italico e il cinismo della nuova classe media. Ritratto ineguagliabile di quel che è diventato il nostro paese dopo il boom. E sarà sempre peggio.

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Regia: Dino Risi. Soggetto e Sceneggiatura: Agenore Incrocci (Age), Ruggero Maccari, Elio Petri, Dino Risi, Furio Scarpelli, Ettore Scola. Fotografia: Alfio Contini. Montaggio: Maurizio lucidi. Musiche: Armando Trovajoli. Scenografia e Costumi: Ugo Percoli. Produttore: Mario Cecchi Gori. Paesi Produzione: Italia/ Francia. Durata: 118′. Genere: Commedia a episodi. Episodi e Interpreti: Ugo Tognazzi, Ricky Tognazzi, Mario Frera (L’educazione sentimentale), Vittorio Gassman, Franco Castellani (La raccomandazione), Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi (Il mostro), Ugo Tognazzi, Lando Buzzanca (Come un padre), Vittorio Gassman, Maria Mannelli (Presa dalla vita), Ugo Tognazzi (Il povero soldato), Vittorio Gassman, Angela Portaluri (Che vitaccia!), Ugo Tognazzi, Carlo Kechler, Ugo Attanasio, Gabriella Ferri (La giornata dell’onorevole), Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Luciana Vincenzi (Latin lovers), Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Marisa Merlini (Testimone volontario), Vittorio Gassman, Daniele Vargas (I due orfanelli), Ugo Tognazzi, Mario Cecchi Gori (L’agguato), Vittorio Gassman, Rica Dialina, Francois Leroy (Il sacrificato), Ugo Tognazzi, Isabella Biagini (Vernissage), Vittorio Gassman, Salvatore Borgese (La musa), Ugo Tognazzi, Luisa Rispoli (Scenda l’oblio), Vittorio Gassman (La strada è di tutti), Ugo Tognazzi, Michèle Mercier, Marino Masè (L’oppio dei popoli), Vittorio Gassman, Riccardo Paladini (Il testamento di Francesco), Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Lucia Modugno, Ottavio Panunzi, Mario Brega, Nino Nini (La nobile arte).

©Futuro Europa®

 [NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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