Campo de’ fiori (Film, 1943)

Una sera d’estate a Piombino e il film che non ti attenderesti perché davvero poco commerciale per gli anni bui che stiamo vivendo, nonostante questo un buon pubblico all’interno del mercato coperto cittadino, da rivitalizzare nel ricordo della piazza romana che dal 1869 è sede del pittoresco mercato popolare.

Rivedere Campo de’ Fiori oggi è un’esperienza esaltante, pare che il tempo si sia fermato da quanto il film è invecchiato bene e da come riesce ancora a commuovere e coinvolgere. Mario Bonnard lo dirige nei primi mesi del 1943, il film esce nelle sale a giugno, in piena guerra mondiale, un mese prima dei bombardamenti su Roma e della crisi del fascismo, ma nella pellicola la guerra resta sullo sfondo, s’intuisce dal mercato nero e da alcune considerazioni su alimenti e prodotti di prima necessità che non si trovano. Cinema fascista, ancora, ma senza darlo a vedere, soprattutto evitando di trattare argomenti spiacevoli o soggetti a censura.

Secondo film interpretato da Aldo Fabrizi – anche sceneggiatore insieme a Fellini, Pinelli e Bonnard di un brillante soggetto del grande Marino Girolami – che molti critici includono in una singolare trilogia. Infatti il primo film interpretato da Fabrizi è Avanti c’è posto (1942) – sempre di Bonnard – mentre il terzo è L’ultima carrozzella (1943) di Mario Mattòli: la trilogia è caratterizzata da un Fabrizi nelle vesti di tranviere, pescivendolo e vetturino, cantore di ruoli popolari a lui congeniali.

In breve la trama. Peppino (Fabrizi) è un pescivendolo romano, amico della fruttarola Elide (Magnani), vicina di banco al mercato di Campo de’ Fiori, innamorata non corrisposta di lui che aspira a conquistare donne della buona borghesia. Peppino è amico di un barbiere conquistatore (De Filippo) e insieme a lui sogna di vivere avventure galanti. Peppino perde la testa per la bella Elsa (Boratto), per lei finisce in prigione, ne alleva il figlio (Cristiani) per essere piantato in asso quando torna il vero padre. Lieto fine, nonostante tutto, perché il pescivendolo comprende che il suo mondo è tra le donne del popolo e decide di sposare la bella Elide.

Campo de’ Fiori ha molti pregi. Prima di tutto inaugura il filone realistico prima del neorealismo ed è commedia sentimentale leggera prima del neorealismo rosa. Girato in luoghi reali con molte sequenze in esterni (piazze romane, campagna abruzzese, treno, appartamenti, bottega del barbiere) caratterizzate da fondali scenografici dipinti. Campo de’ Fiori è la vera protagonista del film con la sua umanità di commercianti e di avventori che la frequenta, lasciandosi andare a grida e commenti veraci. Interpretato da grandi attori di teatro come De Filippo, Fabrizi e Magnani che recitano una sceneggiatura perfetta e dialoghi così ben scritti da non invecchiare.

Tempi comici, dialetto romanesco, spirito popolare ben riprodotto, battute irriverenti, un pizzico di critica sociale (i borghesi viziosi e senza cuore), con un minimo di concessione alla retorica dei poveri tutti buoni e belli come nel neorealismo rosa. Fabrizi è un pescivendolo realistico, la Magnani pare nata fruttarola e De Filippo barbiere ganimede. Grande mestiere di Bonnard, capace di far recitare anche un bambino come Cristiano Cristiani, interprete alcuni anni dopo de La porta del cielo (1945) di Vittorio De Sica.

Citiamo una sequenza epocale per la comicità italiana: l’incontro tra Fabrizi e un signore grasso (Barnabò) nello scompartimento di un treno. Ritroveremo la sequenza comica nel film Totò a Parigi (1958) con Mimmo Poli nella parte del signore grasso, ma la rivedremo in varianti infinite nelle successive commedie all’italiana e in molte commedie sexy. Campo de’ Fiori è una commedia atipica, precursore del cinema realista e del primo impegno sociale, che va ben oltre gli schemi estetici delle commedie dei telefoni bianchi. Da rivedere per capire come il buon cinema resista al passare del tempo.

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Regia: Mario Bonnard. Soggetto: Marino Girolami. Sceneggiatura: Federico Fellini, Tullio Pinelli, Mario Bonnard, Aldo Fabrizi. Fotografia: Giuseppe La Torre. Montaggio: Gino Talamo. Musiche: Giulio Bonnard. Scenografia: Giovanni Sarazani. Trucco: Giuseppe Annunziata. Produttore: Giusepe Amato. Casa di Produzione: Cines. Distribuzione: E.N.I.C.. Durata: 95’. Genere. Commedia sentimentale. Interpreti: Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Peppino De Filippo, Caterina Boratto, Cristiano Cristiani, Olga Solbelli, Rina Franchetti, Guido Morisi, Ciro Berardi, Pina Piovani, Checco Rissone, Gorella Gori, Guglielmo Barnabò, Giulio Calì, Olga Vittoria Gentili, Enrico Luzi, Alfredo Martinelli, Gianrico Tedeschi, Luana Lori, Gioconda Stary, Olga Capri, Lia Campomori, Saro Urzì.

©Futuro Europa®

 [NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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