Expo alla prova del primo weekend

Gli organizzatori non si sbilanciano, ma il primo weekend targato Expo ha registrato numeri che tolgono ogni dubbio sui buoni propositi dell’Esposizione Universale targata Milano. Sono oltre cinquecentomila gli ingressi registrati nei primi tre giorni di apertura, mezzo milione di persone che nel ponte del Primo maggio hanno scelto Milano e il suo sito espositivo per le proprie vacanze. Qualche mese fa scriveremmo degli enormi ritardi che preoccupavano Governo, Regione e Comune, ma concludendo che il primo maggio tutto sarebbe stato pronto. E così è stato.

Tanto è stato detto sulle parole del Premier, del Papa e anche sui disordini causati da persone che neanche sanno come si scrive la parola Democrazia, ma poco si è detto su tutta l’organizzazione che ha portato all’inaugurazione. A tempo record tutto ciò che è visibile al pubblico è stato completato. Niente camouflage perché le parte incomplete sono solo quelle di servizio che nel giro di una settimana saranno pressoché terminate. I collaudi e le bonifiche del sito sono avvenute il giorno prima, così come le prove sull’eliporto; tutto verificato per tempo.

Più problematica è stata l’organizzazione dell’evento all’Open Air Theater, gli inviti sono giunti a singhiozzo e nei tre giorni antecedenti l’evento i telefoni risultavano staccati. Alla fine però tutto si è svolto al meglio. La sicurezza ha funzionato bene, le code ai tornelli d’ingresso non sono state troppo lunghe e la gente ha atteso pazientemente in coda.

Insomma la macchina sembra aver funzionato alla perfezione.  Sono circa diecimila le persone che vi lavorano e tra loro c’è anche chi si occupa della sicurezza sanitaria interna ed esterna al sito. Sono circa quattrocento tra medici ed infermieri le persone che a turno lavoreranno nel presidio sanitario interno e oltre 6 i milioni di euro stanziati per i pronto soccorso delle aree adiacenti, necessari a garantire una perfetta copertura sanitaria a tutti i visitatori.

Gli intervistati di questi giorni sembrano essere entusiasti, a parte le code ai padiglioni (abbastanza comprensibili il primo weekend) e qualche prezzo alto, un po’ di problemi con gli addetti alle pulizie, ma nulla che un po’ di rodaggio non possa risolvere. Insomma, come ricordato dal Premier sembra proprio che lo sconfitto di questi primi giorni sia il popolo dei “non ce la farete”. Milano immersa nei suoi cantieri e nella lotta alla ripresa economica, ha mostrato di essere pronta al vero confronto con le altre grandi città europee.

Ora resta da vedere come saranno gestiti i prossimi mesi dell’Esposizione, perché anche se è stata buona la prima, sarò necessario mostrare la capacità di dare continuità al sistema mostrato in questi giorni. Expo sarà una grande opportunità per Milano e per l’Italia, sta solo a noi confermare le impressioni del primo giorno per lasciare un chiaro segno nella Storia.

©Futuro Europa®

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