Rassegna stampa estera

Come era prevedibile, dopo “l’euforia” scatenata dall’elezione del Presidente della Repubblica, il nostro Paese è tornato nell’ombra, almeno dal punto di vista dei commenti politici sulla stampa estera. Purtroppo a far notizia è stata la nuova tragedia del mare avvenuta al largo delle coste siciliane. Al di là dei numeri che sono andati spaventosamente crescedo, l’ultimo drammatico evento ha scatenato immediatamente le polemiche, giuste, sulle dinamiche del salvataggio. L’Operazione Triton, che ha preso da pochi mesi il posto di Mare Nostrum, si è subito mostrata un ingiustificabile ed inequivocabile fallimento, come ha sottolineato sin dai primi momenti la stampa. Gaia Pianigiani e Jim Yardley riportano sul  New York Times le parole di  Flavio di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni, “quasi certo che il cambiamento (il passaggio da Mare Nostrum a Triton, ndr) possa aver giocato un ruolo tragico negli eventi di lunedì. Se fossero state utilizzate navi più grandi della Marina Militare, ci sarebbe stato più spazio e maggiore protezione dalle intemperie per i migranti soccorsi”. Purtroppo, tragedia nella tragedia, dei due gommoni affondati ci si è accorti solo grazie alle successive testimonianze dei sopravvissuti. Il Malay Mail parla di veri “buchi” nella rete di salvataggio: come possono piccole motovedette essere di aiuto a tutta quella povera gente in difficoltà? L’esperienza insegna che i gommoni non viaggiano mai da soli. Come pensare che quelle 29 vittime iniziali, morte di freddo e non per annegamento, potessero essere il bilancio totale? Anche qui si parla di “inadeguatezza dei mezzi e dei limiti della portata di Triton”. Le parole del Sindaco Nicolini sembrano oggi profetiche quando ha ricordato come il Mondo avesse promesso che non ci sarebbe stata la ripetizione delle due tragedie del 2013 che hanno visto morire 400 persone. Promesse vuote, l’Europa è ancora una volta latitante. Anche il Libya Herald ha lanciato il suo J’accuse all’Italia (che non doveva abbandonare Mare Nostrum) e all’Europa, che ha messo in piedi una forza che oggi ci fa solo sentire derisi e abbandonati. Di “rabbia” nei confronti di trafficanti di esseri umani e di pseudo soccorritori parlano anche Mali Actu, Le Monde, Tribune de Genève e tantissimi se ne aggiungono mano a mano che il bilancio della tragedia si aggrava. Una tragedia che sembra essere senza fine per  via delle “leggerezze” di chi dovrebbe intervenire responsabilmente, fa rabbia si. Ricordano Deborah Ball w Liam Moloney sul Wall Street Journal che “l’opposizione da parte dei gruppi anti-immigrazione e la mancanza di sostegno degli altri Paesi europei, ha spinto Roma ad abbandonare il programma Mare Nostrum lo scorso 31 Ottobre. Le autorità italiane avevano dato inizio a questo impegnativo programma di ricerca e salvataggio dopo che 360 migranti africani erano morti nel tentativo di raggiungere Lampedusa nell’Ottobre del 2013. L’Europa intera deve fare un esame di coscienza, anche se non sembra minimamente toccata dalla questione visti i risultati.

Vogliamo dare anche una nota politica a questa rassegna, segnalando il sempre piacevolmente sarcastico blog di Phiippe Ridet, che riesce a dare quadri dell’Italia squisitamente  azzeccati. Titola il suo commento Pour Renzi, un de perdu, dix de retrouvés, facile capire che si parla di Berlusconi e Scelta Civica. “C’è voluto più di un anno – e diversi appuntamenti a due –  a Silvio Berlusconi per realizzare che il ‘patto’ che aveva firmato nel Dicembre del 2014 con Matteo Renzi, riguardo le riforme istituzionali, comportava una ‘deriva autoritaria’. Questo ci fa capire che è un uomo che ha bisogno di tempi lunghi nelle riflessioni… I termini di questo accordo non sono mai stati pubblicati e nessuno sa se ne esiste copia”. Ridet racconta come per i due l’accordo abbia comunque portato i suoi frutti: ruolo politico ritrovato per Berlusconi, riforma della legge elettorale  e del Senato per il Primo Ministro. Ma al di là del fatto di essere rimasto in gioco, Berlusconi ha perso appeal con i suoi e si è sentito preso in giro da Renzi. Ma la rottura del patto non preoccupa il Premier Segretario, “che se ne frega… La marcia verso le riforme è comunque assicurata, a sentir lui, cifre in mano (…) In più, mentre venerdì 6 Febbraio, l’ex Cavaliere recitava la parte dell’amante tradito, 8 parlamentari di Scelta Civica sceglievano di lasciare i ranghi centristi per entrare nel PD diretto da Renzi”. Scelta Civica? Ridet ricorda ai suoi lettori “più affezionati” la storia di Monti, che “sicuro di sé e pieno di audacia pensava poter rimanere al potere con l’unzione delle urne”. Ma, scrive il giornalista francese, “il verdetto delle urne si è dimostrato crudele (…) di defezione in scissione, il piccolo Partito è diventato un guscio vuoto. Ha celebrato Domenica 8 Febbraio in una sala Congressi di Roma, il suo primo (e forse ultimo) Congresso. Una cabina telefonica sarebbe bastata.”

In conclusione vogliamo riportare all’attenzione un fatto avvenuto la settimana scorsa e che ci è sfuggito per via dell’elezione del Presidente Mattarella. Renaud Bernard, giornalista di France 2, viene citato da diversi media francesi tra i quali France Tv info per la sua critica pesante alla  “non reazione” del Governo alla legge anti moschea votata in Lombardia. “Nel Paese, questa misura non ha provocato alcuna reazione” dice dall’emittente. ”L’ostilità all’Islam ha fatto un altro passo in Italia. La Lega Nord ha fatto votare, in Lombardia, una legge che rende la costruzione di moschee quasi impossibile (…) Questa situazione, che sarebbe impensabile in Francia, viene vissuta in Italia in modo totalmente disinibito (…) Ancora più sorprendente è il silenzio della sinistra e del Capo del Governo Matteo Renzi, sempre pronto a reagire, soprattutto sui social network. Bisogna dire che il suo Ministro degli Esteri si è lasciato andare ad una amalgama pericolosa dieci giorni fa, assimilando immigrati e terrorismo. Ne consegue che, in materia di diversità in Italia, tutta la classe politica è all’unisono”. Un’affermazione poco piacevole che forse non sarebbe dovuta passare in sordina. Le sue parole sono state riprese da Le Figaro, che in realtà spiega che la legge è rivolta a tutti i luoghi di culto, anche se, per come è stata scritta, si capisce che quello che si prende di mira sono le moschee, come ammette lo stesso Salvini: includere tutti gli edifici di culto è stato il modo di non renderla incostituzionale. Ma sono state riprese anche da molti siti francofoni di fede musulmana che hanno criticato non poco l’islamofobia e l’intolleranza che nasce in Italia. E questo non è un bene.

Deborah Ball, Liam Moloney, Hundreds of Migrants Die at Sea in Attempt to Reach Italy, Wall Street Journal, 11 Febbraio 2015; Gaia Pianigiani, Jim Yardley, Migrants Are Plucked From Sea Off Libya, but 29 Die Aboard Italian Rescue Ships, New York Times, 9 Febbraio 2015; Libya Herald reporters, More Migrants perish in icy seas, Libya Herald, 9 Febbraio 2015; AFP per MalayMail, Italy sees gaps in rescue operations after 29 migrants died in latest tragedy, 10 Febbraio 2015; Mali Actu, Italie: Une nouvelle tragedie montre les failles de l’opération Triton,  10 Febbraio 2015; Philippe Ridet, Après un nouveau drame en Méditérranée, l’opération Triton critiquée, Le Monde, 10 Febbraio 2015; Tribune de Genève,  Polémique en Italie après un nouevau drame en mer, TdG, 10 Febbraio 2015; Philippe Ridet, Pour Renzi, un de perdu, dix de retrouvés, Le Monde, 8 Febbraio 2015; France TV info,  Loi anti-mosquée: l’Italie ‘totalement décomplexée’, 3 Febbraio 2015; Georges Gobet, Une loi ‘anti-mosquée’ adoptée en Lombardie, Le Figaro, 3 Febbraio 2015; Oum Michket, Une loi anti-mosquée adoptée en Italie, Ajib.fr, 4 Febbraio 2015; Oumma.com, Une loi anti-mosquée passe comme une lettre à la poste dans l’Italie du Nord,  5 Febbraio 2015.

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