La luna (Film, 1979)

Bernardo Bertolucci (Roma, 1941), uno dei nostri registi più celebrati, ancora in attività (Io e te è del 2012, ma l’hanno visto in pochi), ha vissuto il periodo creativo migliore dal 1970 al 1993 (Il conformistaPiccolo Buddha). La luna è un piccolo film intimista che segue lo scandaloso Ultimo tango a Parigi (1972) e l’indimenticabile epopea di Novecento (1976). Piccolo per quanto può esserlo un film di Bertolucci, girato tra New York e Roma, con molte citazioni cinematografiche e ricostruzione minuziosa di scenografie verdiane.

Il regista – autore della storia insieme a Franco Arcalli e al fratello Giuseppe – racconta le vicissitudini della soprano americana Caterina (Clayburgh) che dopo la morte del marito si trasferisce in Italia insieme al figlio quindicenne Joe (Barry) per interpretare alcune opere di Giuseppe Verdi. La madre scoprirà che il figlio si droga, prima con il fumo, quindi con la più pericolosa eroina. Farà di tutto per salvare il ragazzo, trascurando il lavoro che ama più di ogni altra cosa. Il regista descrive il rapporto morboso che lega madre e figlio, indugiando in particolari che suggeriscono un rapporto incestuoso. Joe incontrerà in Italia il vero padre (Milian) e – in una straordinaria sequenza finale – pare che le cose giungano a compimento nel migliore dei modi.

Un buon film, accusato da parte della critica di essere troppo melodrammatico e di abbondare in scene madri, ma sceneggiato con perizia dal regista e dalla futura moglie Clara People, omaggiando il cinema (Marilyn Monroe, Niagara…) e le opere di Giuseppe Verdi (Trovatore…). Fotografia eccellente di Storaro, un vero e proprio valore aggiunto; regia perfetta, ricca di suggestivi movimenti di macchina, tra piani sequenze, panoramiche romane e scorci di campagna parmense. Un film psicanalitico che sviscera il complesso di Edipo, il rapporto madre – figlio, l’egocentrismo che complica le cose, l’assenza della figura paterna, i pericoli legati al mondo della droga e il sottobosco dei piccoli spacciatori. La pellicola alterna realismo e poesia, dramma e vita quotidiana, immortalando degrado e squarci paesaggistici tra mare e agavi spinose. Bertolucci ama l’opera e non ne fa mistero, svela tutti i trucchi della messa in scena, fondendo regia teatrale e cinematografica.

Interpreti molto bravi, soprattutto Jill Clayburgh e Matthew Barry, impegnati nel rendere credibile un rapporto di amore – odio che lega madre e figlio, sempre in bilico tra affetto e iniziazione sessuale ai limiti dell’incesto. Bertolucci – dopo Ultimo tango a Parigi – scandalizza ancora una volta i solerti censori italiani e molti critici bacchettoni. Tomas Milian si vede solo nel riuscito finale, ma presta il volto a un personaggio che in quel periodo della sua vita interpreta facilmente, perché alle prese con problemi simili. Roberto Benigni (amico di Giuseppe Bertolucci) interpreta un brevissimo cammeo nei panni di un tappezziere, così Renato Salvatori (il comunista che offre un passaggio alla madre), Sergio Citti (adescatore di minori), Alida Valli (nonna del ragazzo) e Carlo Verdone (regista teatrale).

La luna gode di un’atmosfera intensa, quasi morbosa, a tratti persino irreale, con sognanti inquadrature e parti oniriche sotto forma di flashback che riportano al passato. Il prologo che presenta la madre mentre imbocca il figlio nella casa del compagno sulla spiaggia di Ostia suggerisce il futuro rapporto incestuoso. Un dramma psicologico che resiste al tempo, invecchiato molto meglio di Ultimo tango a Parigi, che offre ancora oggi interessanti elementi di riflessione.

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Regia: Bernardo Bertolucci. Soggetto: Franco Arcalli, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci. Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Clare Peploe, Giuseppe Bertolucci. Adattamento Inglese: George Malko. Fotografia: Vittorio Storaro. Montaggio: Gabriella Cristiani. Operatore alla Macchina: Enrico Umetelli. Suono: Mauro Dallimonti. Mixer: Fausto Ancillai. Assistente alla Regia. Gabriele Polverosi. Costumi: Lina Taviani. Trucco: Giuseppe Banchelli. Scenografie: Maria Paola Maino, Gianni Silvestri. Direttore di Produzione: Mario Di Biase. Produzione: Giovanni Bertolucci. Casa di Produzione: Fiction Cinematografica spa. Distribuzione: 20th Century Fox. Interpreti: Jill Clayburgh, Matthew Barry, Veronica Lazar, Renato Salvatori, Fred Gwynne, Alida Valli, Tomas Milian, Elisabetta Campeti, Franco Citti, Roberto Benigni, Carlo Verdone, Peter Eyre, Stephane Barat, Pippo Campanini, Rodolfo Lodi, Shara Di Nepi, Iole Silvani, Francesco Mei, Mimmo Poli, Massimiliano Filoni, Ronaldo Bonacchi, Alessandro Vlad. 

©Futuro Europa®

[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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