Italia delle Regioni

Siglato all’inizio di gennaio uno tra i primi  accordi  tra le regioni del  Lazio e dell’ Umbria per migliorare la Sanità e rilanciare il Turismo. Mettere in comune le funzioni significa fornire servizi di qualità ai cittadini e alle imprese e rendere più competitivi i territori. Non si tratta quindi di una collaborazione episodica, ma è l’inizio di un percorso per favorire la continua collaborazione tra le nostre Regioni. La collaborazione tra le Regioni è importante perché consente di ottimizzare le risorse, produrre uno sforzo comune su obiettivi chiari e precisi, e anche di mettere in comune le funzioni per fornire servizi di qualità ai cittadini e alle imprese e rendere più competitivi i territori.

Firmato un protocollo con la Regione Umbria sulla sanità e il turismo: l’accordo costituisce un esempio significativo di come sia già possibile attivare forme di collaborazione tra le Regioni, condividere strategie e risorse e sviluppare vocazioni comuni. Per la sanità. L’accordo fa parte della più grande operazione di riequilibrio dell’offerta sanitaria sul territorio mai fatta nella nostra regione. L’obiettivo è dare più servizi ai cittadini che in questi anni sono stati penalizzati dalle politiche sanitarie di questi anni. Tutto questo avverrà con nuovi strumenti e nuove strutture e attraverso il riconoscimento dello stato degli ospedali in zone disagiate di Amatrice e Acquapendente. Servizi migliori, impiego efficiente delle strutture. L’accordo permette di raggiungere obiettivi importanti come il pieno utilizzo delle reti dei servizi.  L’obiettivo è sempre lo stesso: garantire un’assistenza sanitaria efficiente, basata su standard di qualità elevati, e aumentare la quantità di prestazioni a disposizione. Un questo modo per rispondere anche in tempi ancora più rapidi alle emergenze. Benefici importanti per tutti i cittadini. Non solo per tutto il territorio dell’Alto Lazio verso il polo Terni – Viterbo, ma anche per tutta l’area del lago di Bolsena e Acquapendente confinante con Orvieto.

Per il turismo. Con l’accordo le due Regioni intendono mettere a sistema due realtà importanti  superando i confini regionali e valorizzando i tesori, le vocazioni e le eccellenze comuni. In particolare si conferisce più valore agli antichi collegamenti viari, agli itinerari religiosi e a tanto altro. Dalla Flaminia  ai percorsi legati a figure straordinarie come i santi Francesco e Benedetto, che con la via di Francesco – Cammino di Francesco e la Via Benedicti attraversano alcuni dei luoghi più belli d’Europa, con le abbazie di Fossanova e Cassino, Leonessa e Valle Santa. Più valore ai paesaggi, alla storia e alle tipicità dei territori.  Dalle bellezze naturali agli  antichi borghi e ai prodotti tipici, le due Regioni promuovono insieme un luogo di eccezionale bellezza come quello della Valle del Tevere, con gioielli come Civita di Bagnoregio e Orvieto.

Un sostegno alla crescita di questi territori nel mondo.  Tutto questo avverrà anche per mezzo di un  utilizzando migliore della grande forza attrattiva di Roma, che può contare anche sul più importante hub aeroportuale italiano e sul polo crocieristico di Civitavecchia. Tra l’altro l’accordo intende anche favorire la  partecipazione a eventi fieristici nazionali e internazionali; con particolare attenzione ai nuovi mercati, soprattutto Cina e Russia e Sudamerica.

Un nuovo modello di interazione da estendere anche ad altre regioni confinanti con il Lazio, con cui sarà possibile condividere progetti e strategie non solo nella sanità e nel turismo, ma anche in altri settori fondamentali quali le infrastrutture, i trasporti, il dissesto idrogeologico e il demanio idrico. Non si tratta quindi di una collaborazione episodica, ma è l’inizio di un percorso per favorire la continua collaborazione tra le Regioni anche in vista dell’Expo 2015. “Troppo spesso si lavora a canne d’organo invece ci sono comunità che necessitano di uno scambio di collaborazione regionale come quello che abbiamo sulla sanità e sul turismo – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: rompiamo queste barriere e lavoriamo insieme per migliorare la qualità della vita e delle persone”. “C’è esigenza che queste Regioni possano autoriformarsi ma lo facciano con una integrazione naturale che può venire dal basso e che non fa disegnare delle carte geografiche anomale, ma mette insieme territori che per dinamiche economiche, industriali e del lavoro sono naturalmente collegate e connesse”- è il commento della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.

Altro capitolo trattato in questi giorni dalla Conferenza delle Regioni Italiane sono le 693 opere incompiute in Italia, per le quali sono stati già spesi oltre 3 miliardi di euro e per il cui completamento serve 1,5 miliardi di euro: si va da scuole e asili nido a strade, da loculi cimiteriali alle Vele di Calatrava a Tor Vergata. È questo il risultato a cui si arriva sommando i dati dell’anagrafe istituita presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha cominciato a censire dai primi mesi del 2012 le opere avviate e non concluse. Si tratta però di numeri che crescono a vista d’occhio: se al primo censimento dell’ottobre del 2013, gli interventi al palo erano 593, a fine 2014 questi sono lievitati a ben 693 mentre, intanto, alcune di esse hanno perso la loro utilità rispetto alle finalità per le quali erano state concepite. E’ stato il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, a fare il punto su questo tema nel suo intervento al convegno dal titolo “Opere incompiute: quale futuro?”, organizzato dalllo stesso ministero Mit, dall’istituto Itaca e dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome. Il convegno si è svolto in un luogo simbolo: il Centro dello Sport a Tor Vergata, noto come le ‘Vele di Calatrava’. Opera incompiuta per eccellenza.

Per le Regioni Italiane è allora fondamentale “aprire una stagione nuova, una stagione di interventi di qualità, selezionati attraverso concorsi di progettazione e che abbiamo come obiettivo quello della riduzione progressiva del suolo consumato, per arrivare a zero nei prossimi trenta anni. Il destino delle opere incompiute, a meno che non siano così importanti da dover essere concluse o degli eco-mostri da dover essere abbattuti, sta nel loro riuso e nella loro trasformazione”. La strada da percorrere è quella del ricorso alle procedure concorsuali, le sole che possono garantire architetture di qualità; della condivisione dei progetti con le comunità territoriali locali; di una seria programmazione che metta a sistema le potenzialità economiche e le risorse disponibili. Tutto ciò potrà evitare scelte che scelte politiche sbagliate, troppo spesso dettate dai favoritismi, provochino ritardi e contenziosi, accrescendo sprechi di risorse sul piano ambientale, economico e sociale”.

Il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sta comunque valutando un bonus fiscale a favore delle imprese che prendano in carico le opere infrastrutturali incompiute per terminarle. Lo ha dichiarato il viceministro, Riccardo Nencini, precisando però che su questo si dovrà discutere con il ministero del Tesoro. “Stiamo pensando – ha detto Nencini – a bonus fiscali, sia alle imprese che volessero ereditare le opere incompiute sia agli enti locali che adottassero provvedimenti per favorire tale soluzione. Con il ministero del Tesoro dovremo lavorare per questo”. “Non escludo – ha concluso il viceministro – la possibilità di revisione di natura urbanistica delle opere incompiute” nel senso di un cambio di destinazione dunque che possa costituire un incentivo per i privati.

©Futuro Europa®

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Un Commento

  • Italia delle Regioni ma che siano undici da cinque milioni di abitanti unificando Marche, Abruzzo, Umbria, Molise e la Provincia di Rieti si otterrebbe una Regione da 5 milioni di abitanti
    eguelmente unificando Calabria, Basilicata e Puglia si otterrebbe una Regione Ionica da 5 milioni di abitanti anche unificando Liguria, Piemonte e Val d’Aosta Regione Occitana e Veneto Trentino A.A. e Friuli V.G. Regione Ladina. Maxregioni autonome competitive per numero di abitanti e federante con le altre e con una Rappresentanza costituzionale nel nuovo Senato.

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