Giannini, l’Europa sia più attraente per i giovani ricercatori

Bruxelles – Le politiche a favore di ricerca e innovazione scientifica dovranno essere uno dei pilastri principali del futuro dell’Unione europea, con investimenti mirati alla ricerca d’eccellenza a favore delle nuove generazioni: lo ha sottolineato il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, alla guida dell’ultimo Consiglio di presidenza UE sulla competitività della ricerca in ambito scientifico.

I rappresentanti dei 28 Paesi membri hanno discusso a Bruxelles il tema degli investimenti in ricerca e innovazione, analizzando il futuro delle sovvenzioni a favore della scienza. In particolare, il programma Horizon 2020 disporrà nel corso di sette anni di circa 80 miliardi di euro per il raggiungimento dell’eccellenza nella scienza, nella competitività industriale e verso le sfide della società globale.

Secondo il ministro Giannini, sarà necessario «orientare i programmi nazionali di investimento per ottimizzare le risorse finanziarie», in un’ottica di meritocrazia che goda di «regole di reclutamento trasparenti e sistemi di istruzione più omogenei». Per porre le basi di un nuovo spazio unico della conoscenza, compito dell’Unione europea sarà dunque di rendersi sempre più attraente nei confronti della comunità scientifica internazionale, soprattutto verso i giovani ricercatori in formazione. L’Europa oggi dispone della più alta percentuale di ricercatori al mondo, pari a un milione e seicentomila persone: è cruciale definire a loro beneficio delle procedure standard di merito, che integrino istruzione e ricerca sia in ambito nazionale che europeo.

Un altro canale fondamentale da garantire ai futuri professionisti della scienza è una maggiore mobilità nel territorio europeo e mondiale: alla stregua del successo dei progetti di interscambio studentesco favoriti dal programma Erasmus, la Commissione europea ha attivato le Marie Curie Actions, fondi destinati allo studio di giovani ricercatori presso le più importanti istituzioni scientifiche del mondo. La Giannini intende la mobilità anche come possibilità di spostamento non soltanto geografico, «ma anche tra il settore pubblico e l’industria, un’area che attualmente vede impegnato solo il 30% dei ricercatori europei».

Alla conferenza stampa presso il Consiglio UE ha presenziato anche l’astronauta Luca Parmitano, in veste di ambasciatore del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, sottolineando l’impegno della ricerca europea nello spazio. Attraverso la metafora del tetragono, figura geometrica che cresce in altezza solo ampliandone la base, Parmitano ha affermato: «Se in Italia siamo solo in sessanta milioni, possiamo arrivare soltanto sino a una certa altezza, ma in Europa siamo molti di più, e insieme possiamo salire molto più in alto».

©Futuro Europa®

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