Ambiente, è l’Uomo il custode del Creato

Scrive Papa Francesco, nella Esortazione Apostolica ‘Evangelii gaudium’ del novembre 2013: “Come esseri umani, non siamo meri beneficiari, ma custodi delle altre creature. Mediante la nostra realtà corporea, Dio ci ha tanto strettamente uniti al mondo che ci circonda che la desertificazione del suolo è come una malattia per ciascuno e possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione! Non lasciamo che al nostro passaggio rimangano segni di distruzione e di morte che colpiscono la nostra vita e le future generazioni”. La Chiesa italiana ha risposto alla Esortazione con i contenuti della 9° Giornata per la Custodia del Creato, organizzata in questi giorni dall’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali ed il Lavoro della Cei. La Giornata, articolata nelle Diocesi d’Italia, vede la sua celebrazione nazionale con gli appuntamenti del 10, 18, 27 e 28 settembre ad Aversa, in piena Terra dei Fuochi. Lineare, dall’analisi dei problemi alla proposta sociale, la successione degli incontri di Aversa: da ‘Contaminazione delle matrici ambientali’, incontro-laboratorio con S.E. mons. Angelo Spinillo che si è tenuto il 10 settembre, a ‘Tutela della salute dalle minacce ambientali’ previsto il 18 settembre, fino al convegno “Costruire la città” del 27 settembre. Infine la celebrazione eucaristica, che si terrà Domenica 28 settembre nella cattedrale di Aversa.

Non è da oggi che la Chiesa affianca, in prima linea, la società civile nella difesa dell’Ambiente. Anzi: per prima lo ha fatto con una visione ‘olistica’, di Creato appunto, che come la Genesi racconta affianca l’Uomo, creatura come le altre, ad ogni altro essere vivente e realtà fisica; e in più lo investe della responsabilità della gestione e non sfruttamento illimitato, così va inteso il ‘dominio’ della Natura (in senso antico, come responsabilità e gestione), espresso in Genesi 1,26.. La visione di un tutt’uno Uomo-Ambiente è un dato importante: la concezione della Natura ottocentesca, romantica e alternativa ai Lumi e alla Industrializzazione, come quella dell’Ambiente del secondo Novecento, che era necessaria contrapposizione ad un’Economia a quel tempo lontana dal principio base della sostenibilità, avevano infatti un taglio ‘alternativo’ appunto, ‘antagonista’, che separava il lavoro dell’Uomo dalla tutela delle risorse naturali e per difendere Natura e Ambiente condannavano in certe forme l’Uomo. Una di-cotomia nelle dicotomie della modernità, che ha separato ragione e fede tanto quanto lavoro e ‘amministrazione del giardino di Dio’ indicata dalla Genesi, ed ha creato fra l’altro l’Alienazione, che confina il rapporto con la Natura fra le questioni non economico-lavorative e nel tempo libero – nella ‘dimensione estetica’ descritta da Herbert Marcuse. Oggi però le ricadute drammatiche sul clima e sulla società di un sistema economico svincolato dalle responsabilità ambientali (un ‘dominio’ di ben altra specie, un dominio assoluto) hanno generato, con la ‘sostenibilità’ e con la Green Economy, una nuova visione della inscindibile unità nella Natura di Uomo e Ambiente, da sempre presente nel pensiero cristiano. La Chiesa quindi si trova in prima linea su questo fronte semplicemente perché non ha mai perso il contatto con questa visione fondata, in fin dei conti, su una rivelazione e su una saggezza antiche.

Ecco, allora, per citare i documenti più noti, le encicliche Redemptor Hominis, Sollicitudo Rei Socialis e Centesimus Annus di Giovanni Paolo II,  ecco l’enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI, ecco la lettera Evangelii Gaudium di Papa Francesco. Ecco poi le iniziative di comunicazione sul territorio come la Giornata per la Custodia del Creato. In occasione della Giornata, accanto all’iziativa-simbolo di Aversa spicca l’intenso messaggio dell’Arcivescovo di Taranto, Mons. Filippo Santoro, che sull’Ilva ricorda con preoccupazione che “nonostante gli sforzi, non si sono registrati ancora significativi passi in avanti per quanto concerne sia l’adeguamento degli impianti sia le irrinunciabili bonifiche delle aree esterne allo stabilimento industriale. La scoperta della contaminazione della falda a Statte è un fatto grave da non sottovalutare”; ma esordisce, l’Arcivescovo, affermando che “dove è Gesù si amano i fratelli, ci si impegna a salvaguardare la loro vita e la loro salute anche rispettando l’ambiente e la natura”. Ecco, insieme, le iniziative di comunicazione come il convegno “Cieli e Terre Nuove” Custodia del Territorio e del Creato, organizzato dalla Diocesi locale  il 20 settembre a Vigevano o il convegno ‘La salute nei nostri territori’, che si è tenuto per iniziativa della Diocesi di Concordia – Pordenone. Ma anche momenti di condivisione come ‘Sentinelle in movimento’,  giornata in bici tra marcite, abbazie e territori sottratti al degrado, che si è tenuta per iniziativa della Diocesi di Milano, o l’ ‘Eco-Happening’ programmato dal 31 agosto al 14 settembre dalla Diocesi di Reggio Emilia. E poi la Passeggiata nella Natura in compagnia del Vescovo Armando che si è tenuta per iniziativa della Diocesi di Fano – Fossombrone – Cagli – Pergola  presso il Santuario di Santa Maria del Soccorso, a Cartoceto. Iniziative anche dalle Diocesi di Potenza, Sulmona, San Miniato, Asti , Foligno,  Massa Carrara. Un ‘concerto’ utile a comunicare quell’unità Uomo-Ambiente di cui il cristianesimo deve essere testimone.

Una testimonianza che il Cristianesimo può dare alla nostra epoca al di là dei confini della nostra Italia. Nel Messaggio Patriarcale in occasione della Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato 2014, dato il primo settembre in Fanar (Istanbul), il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo cita “l’illimitato sfruttamento banditesco delle risorse naturali della Creazione, che costituisce la principale causa della distruzione dell’ambiente naturale”, e spiega che “la Chiesa offre l’antidoto per il trattamento dei mali ecologici, chiamando tutti alla restaurazione della immagine di Dio alla sua antica bellezza originale”. Una ‘missione’ per la Bellezza, del Creato, che il cristiano può affrontare con responsabilità di ‘amministratore dell’Ambiente,’ ispirato dal concetto di Ecologia Umana caro a Papa Francesco ed ai suoi gesti visibili come la visita a Caserta; o contemplando icone come quella lasciataci da Papa Benedetto: che nel giorno della sua elezione si definì, con una immagine antica ma oggi straordinariamente significativa, ‘un umile operaio nella Vigna del Signore’.

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