Grillo vs Renzi

La tregua armata tra Grillo e Renzi sembra ormai terminata. La bagarre per la riforma del Senato con il noto “canguro” per fermare l’ostruzionismo delle opposizioni ha definitivamente fatto tramontare tutte le ipotesi di dialogo.

Il definitivo strappo è avvenuto con la macabra “favola” pubblicata sul Blog di Beppe Grillo domenica scorsa. Il surreale dialogo tra Renzi e un imprenditore suicida, oltre ad essere pieno di populismo e genericamente fuori luogo, punta il dito contro il premier, accusandolo di preoccuparsi poco dei problemi reali e molto di più della forma comunicativa. Sotto accusa c’è ovviamente il reiterato rinnovo ed evoluzione del Patto del Nazareno stretto tra Berlusconi e il Premier per portare avanti riforma della giustizia ed Italicum.

Grillo é probabilmente rimasto illuso dalle prospettive di collaborazione offerte da Renzi nei mesi scorsi. Dopo la “batosta”elettorale inferta al movimento del comico genovese, e il suo corrispettivo ridimensionamento politico, la mano tesa del Premier per parlare di riforme aveva in parte scombussolato il complicato equilibrio antisistemico instaurato da Grillo in questi anni.

Ora il leader dei 5 stelle, dopo l’esperienza agostana sul senato e le nuove intese tra Renzi e Berlusconi, sotto lo spettro di una maggioranza variabile, ha deciso di rompere la tregua a favore della più scontata opposizione populista. Grillo ha per un momento sperato di poter davvero diventare il protagonista delle riforme a fianco dell’ex sindaco di Firenze e ammaliato dal richiamo governativo ha lasciato che all’interno del movimento si creassero due fazioni opposte, pro e contro Renzi.

Come detto la spaccatura è avvenuta durante la votazione per la riforma del Senato. Il grosso degli emendamenti grillini sono stati rimbalzati dal presidente Grasso, su indicazione del premier, per velocizzare la votazione finale del testo. Anche il potente vicepresidente della Camera Di Maio ha deciso di scrivere una lettera al Presidente del Senato mostrando tutto il suo rammarico per le azioni intraprese accusandolo di “aver abdicato il suo ruolo di padre della discussione parlamentare”. Ed anche il più diplomatico e ormai navigato politico del Movimento che, a varie riprese, è stato mediatore e moderatore dell’irruenza politica grillina, si è visto costretto a fare quadrato attorno al suo leader.

Insomma quello che pareva un nuovo inizio dell’esperienza  politica dei pentastellati, si è rivelata una abile mossa di strategia da parte di Matteo Renzi che, riuscendo a creare dissenso interno al movimento e costringendolo al dialogo, ha stordito le truppe grilline guadagnando un discreto margine di azione nella corsa verso le riforme.

Ora Grillo in vacanza medita la strategia per l’autunno. I sondaggi ingenerosi di certo non gli permettono di tenere la mente lucida, ma è evidente che per sopravvivere nel mare della politica italiana, sarà necessario cambiare rotta e pensare a nuove strategie di azione perché, continuare su questa strada c’è l’evidente rischio di passare alla storia senza lasciare traccia di sé.

©Futuro Europa®

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