Venezuela tra Congresso PSUV e arresti eccellenti

I nord coreani non si devono più preoccupare, il loro Presidente Eterno, Kim-Il-Sung ha un omologo, infatti, come ci dice la TV chavista Tele Sur “Le masse rivoluzionarie hanno nominato Hugo Chavez Presidente Eterno del Venezuela”. Questa decisione è stata presa durante il III Congresso del Partito Socialista Unificato del Venezuela (PSUV) in corso di celebrazione a Caracas da sabato fino a giovedì 31. Il Congresso, nelle intenzioni dei due principali esponenti dello chavismo, il presidente Maduro, presidente del PSUV, e Diosdato Capello, presidente dell’Assemblea Nazionale e numero due del partito, con la mobilitazione dei sette milioni e mezzo di iscritti, speravano di avere la forza per introdurre una serie di riforme capaci di salvare il paese dall’alta inflazione, dalla mancanza di prodotti di base, dalla profonda crisi economica del paese.

Le cose sembrano non essere andate come speravano i due leader, sembra che appena il 15% o il 20% degli iscritti sia andato al voto. Sembra come forma di protesta contro i gruppi corrotti dello chavismo  o l’imposizione di delegati non votabili, come il figlio di Maduro. Impassibile, Maduro ha letto la lista degli eletti nella stessa domenica, giorno di votazione, i dati sulla partecipazione richiesti da alcuni non sono stati forniti perché ininfluenti. Tutto sembrava filare liscio, quando, nell’isola olandese di Aruba viene arrestato il generale in pensione Hugo Carvajal, ex direttore dei servizi segreti ai tempi di Chavez. Senza precedenti la reazione di Maduro: “Si tratta di una ignobile imboscata, mi gioco la presidenza, su Carvajal, l’esercito tutto ed il paese sono con lui. Reagiremo in termini politici, economici e con tutti i mezzi contro questo sopruso ignobile”. Subito vengono interrotti i voli per l’isola che è meta privilegiata dei venezuelani. Maduro minaccia pure l’Olanda, chiedendole di intervenire sulla giustizia di Aruba, giustizia che difende il suo operato dicendo che Hugo Carvajal non è, come dice Maduro, il console venezuelano di Aruba, non vi è nessun accredito, pertanto è valido il suo arresto richiesto da ben sei mandati provenienti dagli USA.

Molti esperti, interrogati sulla violenta reazione di Maduro all’arresto di Carvajal, la ritengono normale, dato il peso dell’uomo. Per anni Carvajal è stato dietro tutte le operazioni più riservate degli chavisti, dai rapporti con le FARC a quelli con i narcotrafficanti. In caso di estradizione in USA, con la prospettiva di finire la sua vita nelle carceri, come reagirà Carvajal? L’ex ministro della difesa Vicente Luis Narvaez Churion la mette scherzosamente dicendo :”I chavisti temono che Carvajal finisca per cantare meglio di Pavarotti”. Non bisogna dimenticare che gli USA, oltre ad avere prove ed informazioni, hanno i contenuti dei computer di Reys. Nel 2008, in una incursione in territorio ecuadoriano, i colombiani non solo uccisero il numero due delle FARC Reys, ma si impadronirono pure dei suoi computer. I loro contenuti furono poi passati agli USA.

Comprensibile il terrore dei leader chavisti che, nel caso di una perdita del potere in Venezuela, potrebbero finire in carcere. Alcuni piani di Cuba, dell’Iran e degli Hezbollah in Venezuela destano la forte curiosità degli USA. Ma domenica altra sorpresa, Carvajal viene liberato da Aruba con motivazioni molto opache, torna in Venezuela ricevuto dai leader venezuelani come un eroe, felici per lo scampato pericolo. Gli USA  sono furiosi.

©Futuro Europa®

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