La Relazione annuale AGCOM

Presso la Sala della Regina di Montecitorio, lo scorso 15 luglio il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Cardani, ha presentato ufficialmente la Relazione annuale relativa al 2013 e, in parte, al primo trimestre del 2014.

Quello che è possibile evincere dalle parole del Presidente Cardani è fondamentalmente un calo sia in termini di fatturato che di investimenti per tutti i settori oggetto dell’intervento dell’Autorità. In particolare sono degni di nota i dati negativi relativi alla Rete Internet: nei confronti della quale si pongono particolari attenzioni e, soprattutto, si ripongono speranze per il futuro del sistema-paese.

I dati sono tanto negativi da porre addirittura in dubbio l’integrità, da un punto di vista strutturale, dell’Autorità stessa. Il riferimento è al decreto legge 90/2014, adottato lo scorso mese dal Consiglio dei Ministri ai fini della riforma della P. A., e che prevede la razionalizzazione delle autorità indipendenti.
Le preoccupazioni di Agcom, lo afferma apertamente Cardani, riguardano la sede principale di Napoli e i rischi di accorpamento di diverse autorità presso una sede comune, e fa fronte a queste sottolineando l’alto livello di professionalità dei dipendenti che operano presso la sede del capoluogo campano.

Ma la presentazione della relazione annuale dell’Autorità, aperta dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, che ha colto l’importante occasione per parlare del Digital Divide come della frontiera della nuova diseguaglianza sociale che affligge anche il nostro Paese, è stata anche e soprattutto l’occasione per dare numeri, dati, statistiche sull’andamento del settore.

L’attuale crisi economica, come accennato, danneggia tutti i settori considerati. Per quanto riguarda, in particolare, le Telecomunicazioni, il calo risulta essere pari all’8,79%. Particolarmente negativo il dato della rete mobile (meno 11,2%), positivo resta invece il mobile Internet: le SIM che hanno servito traffico dati sono salite, per il primo trimestre 2014, a 32,7 milioni, contro i 31,3 milioni dello scorso anno. Per quanto riguarda la rete fissa, è doveroso considerare, con particolare riferimento al bene concorrenza, che la quota di mercato dell’Incumbent Telecom Italia è per la prima volta andata sotto alla soglia del 50% (è oggi, infatti, al 49%).

Di grande importanza risulta infine essere il tema delle nuove frequenze, a 26 e 28 gigahertz, destinate ai servizi wireless broadband e rese disponibili grazie al riordino dello spettro radio.

Importanti riflessioni sono inoltre state spese con riguardo agli OTT (Over The Top), come lo sono Skype o Facebook, nel confronti dei quali è possibile e doveroso, secondo il Presidente Cardani, considerare la necessità di una specifica e nuova regolamentazione di tipo 2.0.

©Futuro Europa®

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