Mimì muore di vergogna

A cosa serve davvero lo sciopero? In questi tempi così superficiali, dove tutto si consuma velocemente, la protesta attuata attraverso le famose braccia serrate, cosa comporta? Ha esiti positivi? Sarebbe stato interessante chiederlo la sera del 14 luglio alle persone, specie straniere che hanno abbandonato la meravigliosa location romana delle Terme di Caracalla, dove doveva essere messa in scena la Boheme.

Almeno un terzo del pubblico che si era presentato per assistere all’evento che di fatto era l’apertura della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma, si è alzato e se n’è andato quando il sovrintendente Carlo Fuortes ha annunciato che le voci di Rodolfo e Mimì sarebbero state accompagnate solo dal pianoforte. “Non saremo in grado di andare in scena con l’orchestra – ha detto Fuortes – dobbiamo rispettare il diritto di sciopero e sostituiremo l’orchestra con il pianoforte. Chi vuole può andar via a e farsi rimborsare il biglietto questa sera stessa”.

A dire la verità io questo diritto di sciopero lo contesto; qualsiasi diritto abbiate da difendere, avete solo provocato molto malcontento e se possibile ancora più indifferenza; ma sai quanto gliene frega al tedesco che magari ha comprato un biglietto mesi prima delle rivendicazioni di persone di cui non comprende nemmeno il nome? Intanto ci saremo presi i soliti colpi: cialtroni, pagliacci etc etc da parte del resto del mondo.

Io credo che la democrazia sia uno strumento molto delicato in mano a una banda di ladri di polli. “Scioperiamo e siamo pronti a continuare la protesta per salvare il Teatro dell’Opera di Roma, perché sia salva la qualità e la produttività di un pezzo del patrimonio culturale italiano. Ma anche per gli spettatori, perché questa che vogliono attuare è una frode al pubblico” avevano detto i lavoratori che hanno aderito all’astensione dal lavoro indetta da Cgil e Cisal che nel pomeriggio di lunedì 14 si erano anche presentati davanti al ministero dei Beni Culturali.

Allora cosa si è salvato la sera del 14 luglio? La produttività? Era tutto sold out. E il patrimonio culturale di cosa ha beneficiato? L’organico del teatro si è ridotto; ma in che epoca vivete, non lo sapete che siamo nella crisi più nera e la barca è affondata? Bell’esempio di civiltà: il mio problema personale in primo piano, più importante di tutto e soprattutto di qualsiasi altro problema.

Ma fatemi il piacere e vergognatevi tutti. E riaprite le miniere, abbasso gli scioperi, abbasso la democrazia dei pollaroli.

©Futuro Europa®

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