Elezioni europee: Italia europeista e PPE primo in Europa

Se in Italia questa tornata elettorale per le Europee ha assunto i connotati di un referendum pro o contro l’Europa, emerge con chiarezza che la maggioranza assoluta degli elettori italiani ha votato a favore dell’Europa; per quei partiti, cioè, che pur con alcuni distinguo hanno nel loro DNA un’europeismo convinto.

Di contro, quelli che hanno impostato la loro campagna elettorale all’insegna di un populismo anti Europa e anti euro non hanno raccolto affatto il consenso al quale aspiravano. Allora, è proprio vero che – alla fine, nella solitudine della cabina elettorale – gli Italiani si dimostrano molto più intelligenti di quei “politici” che vorrebbero portare il Paese verso una deriva isolazionista, autarchica e antistorica. E’ ormai impossibile arrestare quel processo virtuoso di costruzione dell’Europa che molti decenni fa rappresentò l’intuizione e la condivisione politica di De Gasperi, Adenauer e Schuman.

Alla luce dei risultati definitivi forniti dal Viminale, in Italia si è assistito ad una grande (forse inaspettata da loro stessi) affermazione del PD renziano che ha doppiato il risultato del suo “antagonista” M5S in consistente calo di consensi, mentre Forza Italia ha visto una vertiginosa discesa a valori mai raggiunti in passato; intanto, la Lega ha raccolto un’affermazione decente più che altro rispetto ai risultati da pallottoliere delle ultime Politiche dello scorso anno. Ncd-Udc-PPE si è posizionata al quinto posto e prima tra le forze politiche che sostengono il Governo del Segretario del PD. Dato interessante è quello poi della lista Tsipras che dimostra come il PD renziano non sia riuscito a convincere la sinistra radicale.

Tra le altre forze politiche che comunque non esprimeranno deputati in Europa non avendo raggiunto la soglia del 4%, Fratelli d’Italia, I Verdi ed Italia dei Valori; ma anche Scelta Europea, figlia dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti, ormai scomparsa dal panorama politico con un insignificante zero virgola qualcosa.

Questi risultati per la consultazione europea, apriranno ora nuovi scenari all’interno di quei partiti delusi dal voto. Forza Italia dovrà fare i conti con l’affermazione personale di Raffaele Fitto (già “falco” di FI) che ha surclassato in preferenze il suo coordinatore nazionale Giovanni Toti; mentre il M5S è in attesa di sapere se il suo capo Beppe Grillo terrà fede alla promessa di abbandonare la guida del Movimento qualora non avesse superato di almeno un punto il PD, quando invece è il Partito demorenziano che ha superato di diciannove punti i pentastellati.

Dicevamo di un’Italia europeista ma anche dell’affermazione dei Popolari su base europea. Il Partito Popolare Europeo ha conquistato la maggioranza dei seggi nell’Europarlamento e si è confermato la prima forza politica al Parlamento di Bruxelles. Come avevamo già previsto prima del voto, ora le proiezioni vedono il PPE con 212 seggi, seguito dei Socialisti con 186, poi l’Alde, i Verdi ed altre formazioni minori.

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