Cronache britanniche

Londra – Anche questa settimana è Nigel Farage a dominare la scena mediatica britannica. Il lancio della campagna elettorale dell’Ukip non ha, infatti, tradito le attese. Grazie al generoso contributo (£1.5m) di Paul Sykes, che in precedenza aveva supportato la campagna elettorale del partito conservatore ed è un convinto fautore dell’uscita del Regno Unito dall’Europa, il leader del partito nazionalista ha ottenuto ciò che voleva: aprire una breccia sul terreno a lui più congeniale, quello dell’immigrazione e dell’antieuropeismo.

La campagna dell’Ukip ha trascinato su di sé molte critiche, ed è stata definita “razzista” dai principali avversari politici. L’ex ministro Tory Lord Debden descrive l’Ukip come un partito che fa leva su “pregiudizio, paura ed egoismo” della gente. Tra i poster lanciati dal partito euroscettico che hanno destato maggior effetto, c’è né uno che dipinge un muratore inglese che fa l’elemosina con il messaggio “politiche europee in azione – lavoratori britannici colpiti duramente dall’illimitata disponibilità di manodopera a basso costo – rimpossessiamoci della nostra nazione” Un altro fa riferimento alla ricerca di lavoro da parte di giovani europei dipingendo un grosso dito indice puntato contro il lettore con il messaggio che recita: “26 milioni di persone in Europa stanno cercando lavoro. A quale posto stanno mirando?”. Altri fanno appello al contribuente britannico affinché smetta di finanziare “lo stile di vita da celebrity dei tecnocrati europei”.  

Farage, che proprio la scorsa settimana era stato accusato dal Times, di far uso improprio dei rimborsi europei in veste di europarlamentare, è stato inoltre criticato per la presenza a libro paga del partito della moglie tedesca Kirsten Mehr. Il leader dell’Ukip, si è però difeso sostenendo che nessuna segretaria britannica potrebbe lavorare cosi duramente, sottolineando che la moglie risponde alle sue mail anche da casa “a mezzanotte e sette giorni su sette”. A sua ulteriore difesa, Farage ha suggerito, decisamente in contrapposizione agli slogan propagandistici di partito, che il Regno Unito ha bisogno solo di lavoratori ultra qualificati (che questo sia il caso della compagna è un altro discorso!).

Durante le prossime settimane si prospettano certamente altre “sorprese” e scontri infuocati tra i leader politici, con lo stesso Farage che ha promesso un “terremoto” e “una vera rivoluzione” della politica britannica. I partiti filo-europeisti come i liberaldemocratici e i laburisti, dovranno, dunque, confrontarsi con un duro scoglio e un’ondata di populismo forse senza precedenti nel Regno Unito. Secondo un sondaggio di ICM, infatti, potrebbe votare per l’Ukip un britannico su cinque, mentre molti preannunciano una debacle quasi certa del partito conservatore, anche se i Tories hanno abituato l’elettorato a rimonte spesso inaspettate.

©Futuro Europa®

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