Creative Europe 2014

Non di solo bilanci e di banche si parla nella Eurozona, anche la cultura e l’intrattenimento intelligente rientrano tra i progetti della UE, la cui Presidenza l’Italia si appresta ad assumere. Attualmente i programmi di settore si sono articolati tramite i progetti MEDIA e MEDIA Mundus, questi verranno assorbiti dal nuovo progetto Creative Europe 2014 con obiettivo temporale 2014-2020. L’attuale programma MEDIA diventa uno dei tre componenti del nuovo progetto, e sarà destinato specificatamente al settore audiovisivo. Gli altri due sottoprogrammi che completeranno la strutture del Creative Europe 2014 saranno rispettivamente il CULTURA, dedicato ai settori creativi e culturali, ed infine un componente transettoriale che andrà ad intersecare trasversalmente tutti gli ambiti.

Per incrementare l’attività in questi ambiti, gli stanziamenti sono stati aumentati del 37% arrivando a contare su 1,8 miliardi di euro, suddivisi in 824 milioni sul MEDIA, 455 milioni sul CULTURA ed i restanti 183 milioni al transettoriale STRAND. Quest’ultimo, in particolare, si concentrerà sulla facilitare, tramite strumenti di garanzia, l’accesso ai finanziamenti da parte di PMI e piccole organizzazioni, nonché aumentare la capacità di analisi del rischio da parte degli intermediari finanziari.

Ambiziosi gli obiettivi del programma MEDIA, si mira ad intervenire sulla produzione culturale di 250.000 operatori del settore, ad incrementare la distribuzione di 800 film europei, a sostenere 2.000 cinema che si impegnino a dedicare almeno il 50% della propria programmazione ai prodotti continentali, a diffondere 4.500 libri di origine UE.

In un momento in cui si accusa l’Unione Europea di avere voluto creare la Comunità solo tramite l’asettica moneta senza tenere conto delle diverse culture, il programma in oggetto va proprio nella direzione di superare le barriere di lingua e tradizioni diverse, formando un tessuto transnazionale che sia trama comune ai cittadini europei.

Non va poi sottovalutato il fatto che in questi anni il settore ha vissuto un aumento dell’occupazione del 3,5% a fronte dell’1% sul totale economico dell’Eurozona. Questi dati, uniti al fatto di impiegare ben 8,5 milioni di lavoratori pur incidendo per solo il 4,5% sul PIL europeo, fa intravedere ampi spazi di crescita potenziale con particolare beneficio nel rapporto spesa-risultato.

Destinatari dei fondi saranno Enti Privati e Pubblici, ma non singoli cittadini, questi, per accedere al progetto, dovranno riunirsi in organizzazioni mirate. L’ambito geografico degli aventi diritto è stato invece individuato, oltre che dai paesi membri, alla zona EFTA (Area di Libero Scambio) e PEV (Politica di Vicinato).

©Futuro Europa®

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