Italia delle Regioni
“Giochi del Mediterraneo, un riscatto meritato oltre le emergenze”. Così il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti a margine dalla cerimonia di apertura del 21 agosto della XX edizione del grande avvenimento sportivo in programma fino al 3 settembre.
“Taranto è il luogo ideale, cuore pulsante dei Giochi, per vocazione e prospettiva, perché dopo aver sperimentato quanto possano ferire i conflitti, soprattutto quelli immateriali, sa usare parole di pace per trasformare il ricordo del dolore in una promessa di unione, dialogo e rinascita. Taranto – continua Bitetti – ha imparato faticosamente a fare sintesi: oggi, attraverso lo sport, tenta di riscrivere il proprio destino e di farsi portavoce di un territorio troppo spesso segnato da divisioni. Lo fa riaffermando un principio essenziale: l’appartenenza alla medesima famiglia umana, con la consapevolezza che solo insieme possiamo superare gli ostacoli che impediscono la nostra compiuta realizzazione come comunità”.
Una storia secolare: “la centralità di Taranto non è un primato che scopriamo oggi, è la Città dei due mari che si affaccia sul Mediterraneo, città plurimillenaria, avamposto dell’espansione magnogreca nell’Italia meridionale, presidio delle rotte commerciali, porto civile e militare, sede industriale, oggi straordinario esempio di rinascita e transizione”.
Ci si chiede: Spenti i riflettori sui Giochi, quale sarà l’eredità per la comunità?
Impianti, infrastrutture e un immenso patrimonio che la città avrà cura di preservare. “L’auspicio – prosegue il sindaco – è che i Giochi ci insegnino a vivere i luoghi con maggiore consapevolezza e rispetto, di comprendere che uno stadio, una palestra, una pista ciclabile, siano posti dove sperimentare la nostra capacità di essere comunità, dove coltivare un futuro che la trasformi in città delle alternative, di buona economia fatta di eventi, sport e diversificazione”. “La sfida dei Giochi – conclude il sindaco di Taranto – è scoprire che possiamo cambiare andando oltre ciò che siamo stati per decenni, nel bene e nel male”.
“La pubblicazione dell’Avviso ‘Crescere nei piccoli comuni 2026‘, con una dotazione di 50 milioni di euro destinati ai Comuni fino a 5.000 abitanti, rappresenta un altro risultato concreto del percorso che la Consulta Piccoli Comuni dell’Anci sta portando avanti con il Governo. È una misura importante, che dimostra come il confronto istituzionale possa tradursi in risposte concrete per le comunità”. Così Alessandro Santoni, coordinatore nazionale della Consulta Piccoli Comuni dell’Anci, commenta la pubblicazione, da parte del Ministero per la Famiglia, dell’Avviso “Crescere nei piccoli comuni 2026”, che mette a disposizione 50 milioni di euro per sostenere interventi e servizi rivolti alle famiglie nei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti.
“Voglio innanzitutto esprimere il nostro apprezzamento al Governo e, in particolare, al Ministero per la Famiglia – sottolinea Santoni – per aver saputo ascoltare le esigenze che abbiamo portato al tavolo e averle tradotte rapidamente in una misura concreta. È un riconoscimento importante del valore del confronto che stiamo portando avanti attraverso la Consulta Piccoli Comuni”.
L’Avviso presenta inoltre una caratteristica particolarmente significativa: non si tratta di un bando selettivo nel quale i Comuni devono competere tra loro per aggiudicarsi le risorse. I Comuni ammessi al finanziamento riceveranno infatti un contributo, che sarà ripartito sulla base della rispettiva popolazione residente risultante dai dati Istat. I Comuni potranno inoltre presentare la propria manifestazione di interesse singolarmente oppure in forma associata.
“Questo aspetto per noi è particolarmente importante – continua Santoni – perché rappresenta una delle richieste che abbiamo inserito con chiarezza nell’Agenda Controesodo. Nei piccoli Comuni non ha senso mettere in competizione amministrazioni che spesso partono da condizioni e disponibilità organizzative molto diverse. Avevamo chiesto di superare la logica dei bandi competitivi, proprio per garantire che le risorse potessero arrivare ai territori sulla base di criteri oggettivi e non della maggiore capacità di costruire una candidatura”.
“Il fatto che questa impostazione sia stata recepita dal Governo e dal Ministero per la Famiglia – aggiunge il coordinatore della Consulta – è un segnale molto positivo. Significa che le proposte contenute nell’Agenda Controesodo non rimangono enunciazioni di principio, ma possono diventare elementi concreti delle politiche nazionali rivolte ai piccoli Comuni”.
Per i comuni dell’Anci, la misura rappresenta quindi un ulteriore passo nella direzione di politiche più attente alle caratteristiche dei territori di minore dimensione. “Nei piccoli Comuni – conclude Santoni – sostenere le famiglie significa sostenere la tenuta stessa delle comunità. Significa creare condizioni perché bambini, ragazzi e famiglie possano trovare servizi, opportunità e occasioni di socialità anche nei territori più piccoli. Questo investimento da 50 milioni va esattamente in questa direzione e si inserisce pienamente nella logica dell’Agenda Controesodo, che mette al centro la necessità di rendere i piccoli Comuni luoghi nei quali sia possibile continuare a vivere, crescere e costruire il proprio futuro”.
Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate entro il 29 settembre 2026, secondo le modalità previste dall’Avviso “Crescere nei piccoli comuni 2026”.
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