Italia delle Regioni
Sicurezza delle città. Il rafforzamento delle competenze della Polizia locale rischia di rimanere incompleto se non sarà accompagnato da strumenti, tutele e risorse adeguate. È la posizione espressa dal delegato Anci alla Sicurezza urbana e sindaco di Bari Vito Leccese all’Adnkronos sulle novità contenute nel pacchetto sicurezza esaminato recentemente dal Consiglio dei Ministri. Il governo continua ad attribuire nuove responsabilità ai Comuni senza metterli nelle condizioni di esercitarle. E sulla polizia locale restano irrisolti i nodi delle tutele giuridiche, della formazione e dell’accesso diretto al Ced Interforze.
A rendere ancora più complesso il quadro è la progressiva riduzione degli organici. Secondo il Rapporto nazionale Anci, nel 2009 i Comuni italiani disponevano di quasi 60mila operatori di polizia locale, mentre oggi siamo poco sopra le 48 mila unita’, “significa aver perso oltre 11 mila agenti in quindici anni senza prevedere deroghe strutturali ai tetti di spesa per consentire ai Comuni di sostituire il personale andato in pensione”, Leccese indica alcuni aspetti sui quali va puntata l’attenzione.
Tra le questioni più delicate vi è quella delle garanzie riconosciute agli operatori chiamati a intervenire in contesti sempre più complessi: “Se un agente di polizia locale utilizza il taser e dall’intervento derivano conseguenze gravissime, non dispone delle medesime tutele normative previste per gli altri operatori delle forze di polizia”, afferma Leccese. Una disparità che, a suo giudizio, riguarda anche il piano previdenziale, assicurativo e legale.
Altro punto centrale è l’accesso alle banche dati. “Da anni si parla dell’accesso diretto della polizia locale al Ced Interforze, ma nella pratica questo accesso continua a non essere operativo”, sottolinea Leccese. Una situazione che ha ricadute concrete sull’attività quotidiana degli agenti: “Durante un controllo su strada un operatore della polizia locale non può verificare autonomamente se la persona che ha davanti abbia precedenti penali o sia destinataria di particolari provvedimenti. Deve necessariamente passare attraverso la sala operativa di un’altra forza di polizia, con inevitabili rallentamenti e con un evidente problema di sicurezza per chi sta effettuando il controllo”.
Il delegato Anci alla Sicurezza urbana richiama poi la necessità di percorsi di formazione condivisi con le altre forze dell’ordine: “Chiediamo da tempo programmi di addestramento tattico-operativo congiunti, perché esistono tecniche e procedure che oggi gli agenti della polizia locale non possono acquisire in maniera uniforme. Anche sapere come avvicinarsi in sicurezza a un’auto sospetta significa tutelare prima di tutto l’incolumità degli operatori”.
Per il delegato Anci, il rischio è che l’ampliamento delle competenze non sia accompagnato dagli strumenti necessari per esercitarle: “Ai cittadini interessa essere più sicuri, non assistere all’ennesimo decreto annunciato alla stampa. Il disegno di legge poteva rappresentare un nuovo inizio, invece lascia irrisolte tutte le questioni che come Anci avevamo sollevato. Gli annunci dal tono muscolare – conclude il Sindaco di Bari – si trasformano così in mera propaganda, dal valore effettivo vicino allo zero”.
“Siamo in estate, caratterizzata da grandiosi eventi, in particolare concerti, e alle spalle abbiamo o gli eventi legati al Giubileo, l’eredità di un grande evento non sono i giorni dell’evento, ma la capacità amministrativa e strutturale che resta ai Comuni e al Paese il giorno dopo. I grandi eventi devono lasciare ai Comuni un’eredità stabile di competenze, organizzazione e servizi. È questo il messaggio del segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra, intervenuta alla Luiss Business School di Roma alla presentazione dello studio “Decoro urbano e grandi eventi: il caso di AMA in occasione del Giubileo”.
“L’igiene urbana è una funzione fondamentale dei Comuni ed è il servizio pubblico più visibile nella vita quotidiana”, ha affermato Nicotra. Il decoro urbano è “la prima interfaccia tra il cittadino e la sua amministrazione” e rappresenta la prima immagine che residenti e visitatori hanno di una città. Per questo, ha sottolineato, i grandi eventi misurano la capacità delle amministrazioni di garantire servizi efficienti senza interrompere le attività ordinarie. Per Anci il Giubileo ha rappresentato un banco di prova particolarmente complesso e ha dimostrato che questo modello funziona. “La scelta che consideriamo più significativa è di metodo. Non è stata creata una struttura emergenziale separata, ma è stato potenziato, reso flessibile e digitalizzato il sistema ordinario. È la differenza tra gestire un evento e far crescere una città attraverso un evento”.
A confermare l’efficacia di questo approccio sono i dati illustrati durante l’iniziativa: la produzione dei rifiuti è cresciuta del 3,3%, in linea con l’aumento dei flussi turistici (+3,15%), mentre le segnalazioni dei cittadini sono diminuite di oltre un terzo. Per Nicotra, questi risultati dimostrano che una programmazione efficace consente di migliorare la qualità percepita dei servizi anche nelle fasi di maggiore pressione.
L’esperienza di Roma offre indicazioni utili a tutti i Comuni. Le priorità sono tre: utilizzare dati e digitalizzazione per programmare i servizi, adottare modelli organizzativi flessibili per gestire i picchi di domanda e trasformare i grandi eventi in un’occasione di crescita stabile per le amministrazioni locali.
Il 2026 sarà un anno decisivo anche per il completamento degli investimenti del Pnrr nel settore dell’igiene urbana. Nei prossimi anni molti Comuni saranno chiamati a ospitare eventi di rilievo nazionale e internazionale e potranno farlo contando su infrastrutture più moderne e su una capacità organizzativa rafforzata. “Il valore di questa esperienza sta nella sua replicabilità. Non è la descrizione di un’eccezione: è il manuale di un metodo. L’impegno di Anci – ha concluso Nicotra – è fare di questo metodo un patrimonio comune per tutti i Comuni italiani. Perché la vera eredità di un grande evento non sono i giorni dell’evento, ma la capacità amministrativa e strutturale che resta ai Comuni e al Paese il giorno dopo”.
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