Italia delle Regioni
“Le città che fanno stare bene” è il titolo dell’evento che ha celebrato giovedì 2 luglio la Giornata Nazionale per la Salute e il Benessere delle Città, promosso da Health City Institute con il patrocinio di Anci e di Sport e Salute. Oltre il 70 per cento della popolazione vive in aree urbane. In una lettera aperta alle istituzioni nazionali e locali l’invito a rendere la salute urbana un impegno prioritario con politiche integrate.
Una lettera aperta rivolta alle istituzioni nazionali e locali affinché la salute urbana diventi una priorità trasversale nelle politiche pubbliche. È questo l’appello lanciato in occasione della Giornata Nazionale 2026, nell’evento “Le città che fanno stare bene” promosso da HCI (Health City Institute), con il patrocinio di ANCI e Sport e Salute, a Roma presso la sede nazionale ANCI. Una lettera che non è solo una dichiarazione di principi, ma un invito all’azione e ad assumersi un impegno in un contesto in cui le aree urbane sono sempre più centrali per la salute delle persone. La lettera, rivolta a Sindaci, Governo, Parlamento e Presidenti delle Regioni, è firmata da HCI con il patrocinio dell’Intergruppo parlamentare “Qualità di vita nelle città” e dell’Intergruppo parlamentare sulle Aree interne, ed è sottoscritta da 20 organizzazioni.
Le amministrazioni locali sono il primo presidio di salute dei cittadini. Ogni intervento urbano può generare benessere, prevenzione e inclusione. Allo stesso tempo, è fondamentale che Governo e Parlamento accompagnino questo processo con strumenti normativi adeguati, risorse dedicate e politiche integrate. L’appello lanciato oggi è quello a rendere la salute urbana una priorità trasversale nelle politiche pubbliche, attraverso: l’integrazione della salute in tutte le politiche (Health in All Policies); investimenti in ambienti urbani sani e sostenibili; promozione della mobilità attiva e degli stili di vita sani; contrasto alle disuguaglianze sociali e territoriali; rafforzamento del ruolo dei Comuni nella promozione della salute.
La lettera invita quindi tutte le istituzioni a promuovere iniziative locali per la salute urbana, valorizzare le buone pratiche già esistenti, coinvolgere attivamente i cittadini, contribuire alla costruzione di città più sane, inclusive e sostenibili.
“Le città incidono sempre di più sulla qualità della vita e sulla salute delle persone, per questo – dichiara Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli –dobbiamo ripensarle mettendo al centro il benessere dei cittadini. Una nuova urbanistica, più spazi verdi e servizi a misura d’uomo sono strumenti essenziali per favorire stili di vita sani e migliorare la salute delle comunità. Il principio della One Health ci ricorda che la salute delle persone è strettamente legata a quella dell’ambiente, del mondo animale e vegetale. Investire nella prevenzione significa garantire non solo una vita più lunga, ma anche una migliore qualità della vita. L’Anci è al fianco dei sindaci che ogni giorno lavorano per costruire città più vivibili e più attente alla salute. Siamo convinti che città più sane significhino comunità più forti, coese e capaci di assicurare un benessere condiviso per tutti”.
“La salute non è solo una questione sanitaria. È il risultato – dichiara Federico Serra, presidente di Health City Institute – di scelte urbane, ambientali, sociali ed economiche. È il prodotto di politiche integrate che riguardano la mobilità, la qualità dell’aria, l’accesso al verde, l’inclusione, la sicurezza e gli stili di vita. Ogni scelta urbana è una scelta di salute. Una strada questa dell’Urban Health che in Italia è stata aperta grazie all’iniziativa dell’Health City Institute, con un impegno decennale che si è tradotto in importanti risultati, fra cui la promozione della figura dell’Health City Manager, il Manifesto sulla salute nelle città bene comune e, oggi, questa lettera aperta che invita all’assunzione di un impegno concreto e collettivo”.
“Investire nelle città – dichiara Chiara Frontini, presidente Commissione Anci sport, salute, politiche giovanili e aree interne e sindaca di Viterbo – significa investire nella salute, nella qualità della vita e nel futuro del Paese. Le città possono essere parte del problema, ma soprattutto possono essere la soluzione. Per questo occorre rinnovare un impegno comune: costruire città che fanno stare bene”.
“Nel contesto contemporaneo, rendere le città italiane delle Health City, attraverso una rigenerazione urbana – dichiara il sen. Mario Occhiuto, presidente dell’Intergruppo parlamentare Qualità di vita nelle città – che consideri la salute come fattore di crescita e coesione, rappresenta un obiettivo cruciale. A questo scopo dobbiamo far sì che le città siano promotrici della salute, amministrate da politiche chiare per tutelarla e migliorarla. Occorre sviluppare un contesto urbano che sia salutogenico e non patogeno, promuovere una politica urbana che sia una forma di medicina preventiva, spezzare il circolo vizioso che si crea fra cattive condizioni di salute, povertà socioeconomica, basso livello di istruzione ed emarginazione”.
“Una ricerca congiunta tra CNR e Università dell’Aquila ha evidenziato un chiaro punto di svolta nel 2013-2014, anni da cui il tasso di aumento della temperatura globale è addirittura raddoppiato. In questo contesto – dichiara Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Chairholder della Cattedra UNESCO sull’Urban Health – riteniamo che diventi ancora più importante agire negli ambiti che possiamo controllare insieme, come il governo delle città, per ridurre al minimo gli impatti negativi.
“Ad esempio – precisa Andrea Lenzi – aumentare la copertura arborea fino a raggiungere almeno il 30 per cento in tutta l’area urbana può contribuire a ridurre in modo significativo l’impatto delle ondate di calore specie dove si manifesta più intenso, nei quartieri più cementificati e densamente abitati. Le foreste urbane possono diventare una soluzione per la resilienza climatica, a beneficio della salute pubblica e della qualità della vita, assieme a maggiori superfici permeabili e sistemi di gestione dell’acqua piovana”.
©Futuro Europa® Riproduzione autorizzata citando la fonte. Eventuali immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione
