Tempi violenti
Cerco di leggere meno giornali; le notizie le prendo da fonti che (spero o mi illudo) siano veritiere per evitare la trappola della notizia fake o manipolata secondo i vari credo politici. Difficile davvero capire se si sta leggendo una vera notizia o una bufala. Certo è che su tutto emerge un dato inconfutabile e cioè l’escalation della violenza specie giovanile.
Abbiamo preso confidenza con una nuova parola, maranza e non facciamo altro che leggere di questi adolescenti di origine africana che spavaldi si riuniscono in bande seminando disagio e violenza in molte città. Non passa giorno che non si leggano notizie di molestie in treno, risse, a volte anche con epiloghi pericolosi.
Ma chi sono questi maranza? Il termine “maranza” è tornato, negli ultimi mesi, di moda grazie a TikTok ed è un’etichetta usata per definire una specifica sottocultura urbana giovanile che ostenta uno stile di vita violento e aggressivo, ma anche un certo tipo di abbigliamento. Io credo che in sostanza si tratti di bullismo che si autoalimenta nei gruppi.
Come salvarsi? Difficile: le famiglie mi sembrano sempre più latitanti e la scuola dimostra un graduale fallimento di gestione sfornando ragazzi ignoranti e aggressivi. Poi ci sono i social: per un pugno di like ci sono giovani che ci hanno lasciato la vita loro e quella dei compagni, tutto ingigantito nel nome della visibilità.
E qui la narrativa psicoanalitica si sbizzarrisce e si divide. Sono ragazzi fragili dicono alcuni, vengono da condizioni complicate. Io credo che ormai ci sia poco da fare se non tornare indietro. Le condizioni complicate ormai sono all’ordine del giorno e anche il disagio. Forse per salvarsi dovrebbero esserci più insegnanti coraggiosi e volenterosi e più consapevolezza da parte delle forze dell’ordine per fronteggiare il fenomeno.
Certo è che questi ragazzi sono il risultato di un fallimento epocale e ci dimostrano ogni giorno che l’integrazione bisogna soprattutto seguirla e supportarla con i giusti mezzi, altrimenti diventa la terra di nessuno. Che il principio sovrano dovrebbe essere per tutti accettare i doveri di cittadino prima ancora di esigere diritti.
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