UE, Net Zero Industry Act

È necessaria una notevole quantità di tecnologie energetiche pulite per sostenere il conseguimento degli obiettivi climatici dell’Europa per il 2030 e il 2050. L’Europa importa in gran parte queste tecnologie e molti paesi terzi hanno intensificato gli sforzi per espandere la loro capacità di produzione di energia pulita. Il Net-Zero Industry Act fa parte del pilastro del piano industriale Green Deal per un contesto normativo prevedibile e semplificato, che mira a promuovere gli investimenti nella capacità di produzione di prodotti fondamentali per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica dell’UE. Il regolamento comprende prodotti, componenti e apparecchiature necessari per la produzione di tecnologie a zero emissioni nette. Si distingue tra tecnologie a zero emissioni nette e tecnologie strategiche a zero emissioni nette, le ultime delle quali apportano un contributo significativo alla decarbonizzazione entro il 2030 e sono disponibili in commercio o entreranno presto sul mercato. Mentre tutte le tecnologie net-zero beneficiano delle disposizioni del presente regolamento, le tecnologie strategiche net-zero godono di ulteriori vantaggi, come beneficiare del criterio di resilienza nelle aste e della possibilità di diventare progetti strategici Net-Zero. A questi progetti può essere concesso lo status di priorità in modo che possano beneficiare di tempistiche più brevi. Vengono selezionati in base ai tre criteri seguenti; 1) livello di preparazione tecnologica; 2) contributo alla decarbonizzazione e alla competitività; 3) resilienza del sistema energetico.

La “normativa sull’industria a zero emissioni nette” è in linea con le conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa attraverso diverse misure. Sostiene l’obiettivo dell’UE di rafforzare la sicurezza energetica europea, conseguire l’indipendenza energetica e garantire una transizione giusta, fornendo allo stesso tempo energia sostenibile e a prezzi accessibili (proposta 3). La Legge sull’industria a zero emissioni nette (in inglese Net-Zero Industry Act), già concordata informalmente con il Consiglio, fissa per l’Europa l’obiettivo di produrre il 40% del suo fabbisogno annuo di tecnologie a zero emissioni nette entro il 2030, sulla base di piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC), e di raggiungere il 15% del valore del mercato globale per tali tecnologie. Il Parlamento ha dato il via libera finale al regolamento con 361 voti favorevoli, 121 contrari e 45 astensioni.

La legislazione è considerata come un passo verso un fondo di sovranità europea e dovrebbe aumentare i finanziamenti provenienti dalle entrate del Sistema nazionale di scambio delle quote di emissione (ETS) e quelli necessari per la maggior parte dei progetti strategici inclusi nella Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP). Nello specifico, l’atto riflette la proposta 3 (misure 1, 3, 5, 6), la proposta 11 (misura 1), la proposta 12 (misura 5), la proposta 17 (misura 1) e la proposta 18 (misura 2), che mirano collettivamente a promuovere un quadro energetico sostenibile, resiliente e indipendente all’interno dell’UE.

L’accordo prevede la creazione di Zone di accelerazione a zero emissioni nette, che beneficeranno di un processo di autorizzazione veloce, delegando agli Stati membri parte della raccolta di informazioni per le valutazioni ambientali. Le tecnologie che saranno sostenute comprendono tutte le tecnologie rinnovabili, il nucleare, la decarbonizzazione industriale, la rete, le tecnologie di stoccaggio dell’energia e le biotecnologie. Al momento la bilancia commerciale UE verso queste tecnologie è fortemente sbilanciata verso l’estero con una quota di importazioni molto consistente; occorre quindi aumentare la quota di produzione in area UE per garantire una transizione energetica e industriale efficace, ma anche un presidio e un rafforzamento della competitività europea su queste tecnologie strategiche, come anche per le tecnologie che rientrano nei settori del CleanTech e del ClimaTech. La legge semplificherà la procedura di autorizzazione, fissando scadenze massime per l’autorizzazione dei progetti in funzione della loro portata e dei loro risultati.

I piani nazionali di sostegno volti a far sì che le famiglie e i consumatori passino più rapidamente a tecnologie come i pannelli solari e le pompe di calore dovranno tenere conto dei criteri di sostenibilità e resilienza. Anche le procedure di appalto pubblico e le aste per la diffusione di fonti di energia rinnovabili dovranno soddisfare tali criteri, anche se a condizioni che saranno definite più tardi dalla Commissione. Queste tecnologie, per beneficiare delle nuove procedure, dovranno garantire un minimo del 30% del volume messo all’asta ogni anno nello Stato membro o, in alternativa, un massimo di sei gigawatt messi all’asta ogni anno e per paese. Grazie al Net Zero Industry Act l’Europa si pone l’obiettivo di arrivare a generare il 40% del proprio fabbisogno annuale di net zero technology entro il 2030; avendo come punto di riferimento i Piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC), puntando a generare investimenti e iniziative necessarie per permettere all’industria UE di arrivare a rappresentare il 15% del valore del mercato globale per queste tecnologie.

Il relatore Christian Ehler (PPE, DE) ha affermato: “Questo voto è una buona notizia per l’industria europea e definisce il tono della prossima legislatura. Per realizzare tutte le nostre ambizioni economiche, climatiche ed energetiche, abbiamo bisogno dell’industria in Europa. Questa legge è il primo passo per rendere il nostro mercato adatto a questo scopo“.

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