L’ultimo volo del Concorde

Roma-Milano in treno? Tre ore e trenta minuti circa, ci riferiscono i tabelloni delle compagnie ferroviarie italiane. Sicuramente molto meno delle quasi sette ore che Google Maps ci dice sono necessarie per raggiungere Reggio Calabria dalla capitale guidando nel rispetto dei limiti di velocità. Sempre dalla Città eterna un volo per Mosca impiega cinque ore, minuto più, minuto meno.

E un viaggio da Londra o Parigi a New York? Bastavano tre ore. Oggi ricorrono esattamente venti anni dall’ultimo volo del Concorde, il leggendario aereo con “il naso a punta” prodotto da un consorzio anglofrancese formato dalla British Aerospace e dalla transalpina Aérospatiale. Era stato ritirato ufficialmente il precedente 24 ottobre, ma il 26 novembre 2003 è stata la data dell’ultimo volo operativo del Concorde. Quel giorno, il Concorde G-BOAG di British Airways effettuò il suo volo finale da Londra a Bristol e poi ritorno a Londra.

Il primo volo del prototipo risale al 2 marzo 1969, mentre il 4 novembre 1970 il velivolo raggiunse per la prima volta Mach 2, secondo aereo commerciale a raggiungere questa velocità, dopo il sovietico Tupolev Tu-144.

Il progetto Concorde nacque per offrire un servizio di volo passeggeri supersonico che potesse ridurre significativamente i tempi di viaggio tra diverse destinazioni. Fin dalla sua progettazione era stato pensato per volare a velocità supersoniche, ovvero più veloce del suono. Questo gli permetteva di raggiungere velocità di crociera di circa Mach 2, ovvero due volte la velocità del suono, consentendo di coprire lunghe distanze in tempi molto più brevi rispetto agli aerei convenzionali ed era destinato ad per offrire un’esperienza di volo di lusso. Le cabine erano piccole e ospitavano un numero limitato di passeggeri, garantendo un servizio personalizzato e comfort elevati.

Le compagnie aeree poterono sfruttare l’immagine positiva associata a questo aereo supersonico che riuscì anche a far collaborare Francia e Inghilterra facendole uscire da una costante competizione. Dopo anni di progettazione, il primo Concorde prese ufficialmente in servizio il 21 gennaio 1976 sulle linee Parigi-Dakar-Rio de Janeiro e Londra-Bahrein; a novembre dell’anno successivo iniziarono i voli verso New York. Le uniche compagnie commerciali ad utilizzarlo furono Air France e British Airways.

Questi voli che portavano meno di cento passeggeri e caratterizzati dal lusso, avevano un costo per il biglietto che poteva raggiungere, a fine Anni 70, anche i dodicimila dollari e, ovviamente, non mancarono le polemiche.

Tra le principali accuse quella di produrre inquinamento acustico a causa del suo rumore assordante durante il decollo e l’atterraggio. L’alto consumo di carburante e le emissioni di gas di scarico, inoltre, sollevarono preoccupazioni sull’impatto ambientale. In particolare, il Concorde era considerato meno efficiente in termini di consumo di carburante rispetto agli aerei sottosonici, con le conseguenti critiche da parte di ambientalisti.

Inoltre, anche se il Concorde ha goduto di un record di sicurezza relativamente buono, il disastro del volo Air France 4590 nel 2000, quando un Concorde si è schiantò a terra poco dopo il decollo, sollevò preoccupazioni sulla sicurezza dell’aereo che determinarono una temporanea sospensione dei voli. Dopo un periodo di stop i voli ripresero, ma il 10 aprile 2003, Air France e British Airways annunciarono contemporaneamente che avrebbero ritirato il Concorde nello stesso anno facendo riferimento al crollo di passeggeri in seguito all’incidente del 2000 e al calo dei viaggi aerei in seguito agli attacchi dell’11 settembre oltre all’aumento dei costi di manutenzione.

Il giorno successivo, il fondatore della Virgin Atlantic, Sir Richard Branson, annunciò che la compagnia era interessata all’acquisto della flotta Concorde della British Airways al prezzo di una sterlina”. La British Airways respinse l’idea. In seguito, corsero voci secondo le quali le compagnie aeree avrebbero potuto trarre maggiori profitti trasportando passeggeri di prima classe in modo subsonico. Ma queste polemiche non hanno scalfito la fama di quello che resta, in ogni caso, il simbolo di un’epoca: quegli Anni Ottanta in cui volare ben poteva ergersi a status symbol.

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