Italia delle Regioni

Nell’ambito della recente Conferenza Unificata delle Regioni Italiane si è discusso di  trasporto pubblico locale e in particolare sul rifinanziamento del “bonus trasporti”,  la Conferenza delle Regioni ha presentato un  documento sul rifinanziamento del “bonus trasporti”.

Le Regioni e Province autonome, al fine di mitigare l’impatto del caro energia sulle famiglie, hanno richiesto l’istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con dotazione pari a 100 milioni di euro per l’anno 2023, finalizzato a riconoscere un buono da utilizzare per l’acquisto – fino al 31 dicembre 2023 – di abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale, nei limiti della dotazione del fondo e fino ad esaurimento delle risorse.

Inoltre, considerato che tale bonus ha contribuito a garantire a numerosi cittadini il diritto alla mobilità in una forma sostenibile dal punto di vista sia sociale che ambientale, in un contesto di crisi economica che ha colpito soprattutto le famiglie, gli studenti e i lavoratori e  che, ad oggi, tali risorse sono esaurite e non è più possibile per gli utenti accedere a tale misura, le regioni ritengono opportuno che tale fondo sia rifinanziato anche per il 2023 e per il 2024, al fine di consentire ai cittadini più deboli di continuare ad usufruire di un incentivo all’utilizzo della mobilità sostenibile.

Per tali motivazioni le regioni hanno richiesto ufficialmente al Governo di rifinanziare – per i prossimi mesi del 2023 e per il 2024 – il fondo relativo  al “bonus trasporti” al fine di incentivare e sostenere, in un contesto di crisi economica e di incremento dei prezzi, l’utilizzo del trasporto pubblico regionale e locale.

Per i comuni italiani associati nell’Anci, passiamo in rassegna gli interventi più significativi e indicativi della strategia dei comuni italiani dei prossimi mesi, scaturita dall’Assemblea annuale di Genova.

Maria Limardo, Sindaco di Vibo Valentia, sul tema “Le risorse per il bilancio: le priorità dei sindaci”, oggetto dell’ultimo panel in agenda nella terza giornata della 40^ assemblea Anci di Genova, ha dichiarato: “Vibo è uno dei 12 comuni che ha firmato il patto della città con la Presidenza del consiglio. Questo ha comportato un aumento dell’addizionale Irpef per il risanamento del bilancio della città ma anche una misura come l’art. 81 che si auspica sia di sostegno per alcune fasce della cittadinanza. Esiste tuttavia il problema della spesa corrente che, con le nuove misure, non consente di far fronte a servizi che vorrebbero essere all’altezza di una grande città”.

Secondo Enrico Trantino, Sindaco di Catania: “Il sistema finanziario e della riscossione dei comuni ha bisogno di una rimodulazione, altrimenti i deficit gli enti locali non potranno reggere a lungo. Non si può ridurre il personale per risolvere i problemi del bilancio comunale perché questo creerebbe un un problema di garanzia dei servizi. Sarebbe, invece, necessaria la creazione di un Fondo per i crediti difficilmente esigibili. Sarebbe stato, quindi, auspicabile che il Pnnr avesse permesso ai comuni in questa situazione di ripartire”.

Alessandro Canelli, Sindaco di Novara e Presidente IFEL, ha fatto il punto sulla situazione finanziaria dei comuni: “Capiamo le difficolta dal punto di vista finanziario del governo ma i comuni, ad esempio, dovranno pagare i rinnovi contrattuali, giustamente. Ma lo pagano i comuni. Hanno una spesa a livello energetico che si è stabilizzata a livello più alto. L’inflazione morde anche i comuni e quindi anche il prezzo dei loro servizi.  Questi fenomeni incidono notevolmente sui bilanci comunali. Il capitolo dei minori, ad esempio, se prima era sul 3% ora arriva al 7%. È raddoppiato il costo dell’assistenza scolastica. Mentre le entrate sono fisse e rigide. Se mettiamo insieme tutte queste cose rischiamo di vedere una crisi finanziaria gravissima come quella che vivono i cittadini e gli stessi rischiano di pagare servizi più cari. Vogliamo, quindi, ragionare su alcune proposte, l’ideale sarebbe aver più risorse ma ragioniamo anche sulla possibilità di non avere un taglio”.

Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, ha concluso gli interventi del Panel: “L’esperienza di Napoli dal lato finanziario ci insegna che, se al centro c’è il cittadino e dall’altra l’amministrazione che si assume le proprie responsabilità, i conti si mettono a posto. I comuni sono quelli che hanno pagato le riduzioni finanziarie negli scorsi anni, ma i sindaci sono quelli che devono garantire la qualità della vita dei cittadini. Rivedere i tagli ai comuni dopo 7 anni significa che la capacità di spesa si riduce del 15% oltre le riduzioni relative all’inflazione che colpisce la macchina comunale come tutti i settori dello Stato. Il Reddito di cittadinanza non ha risolto il problema della povertà ma in tutti i comuni abbiamo una fila di cittadini che chiedono sostegno e non possiamo dirgli che abbiamo problemi finanziari. Ci vuole un nuovo patto di fiducia con i Sindaci attraverso interventi selettivi, chi deve contribuire deve farlo”.

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