Elezioni PE 2024, i seggi assegnati ai Paesi UE

Nel giugno 2023, a un anno dalle elezioni europee fissate per il 6-9 giugno 2024, il Parlamento europeo ha proposto l’aumento dei seggi per nove Paesi dell’UE aumentando il numero totale di eurodeputati dagli attuali 705 a un totale di 716. Ne beneficerebbero Spagna e Olanda (+ 2); Austria, Danimarca, Finlandia, Slovacchia, Irlanda, Slovenia, Lettonia, (+1); per un totale di 11 seggi in più. Il numero massimo di eurodeputati previsto dai trattati UE è di 750, più il Presidente. Il numero di seggi per Paese viene deciso prima di ogni elezione europea. Attualmente il Parlamento europeo conta 705 seggi e non più 751 (ovvero quelli presenti fino all’uscita del Regno Unito dall’UE il 31 gennaio 2020). La distribuzione dei seggi avviene seguendo il principio della “proporzionalità degressiva”, tenendo conto delle dimensioni della popolazione degli Stati membri temperata dalla necessità di garantire un adeguato livello di rappresentanza per i cittadini europei dei paesi più piccoli. I paesi più piccoli hanno un numero di eurodeputati inferiore rispetto ai paesi più grandi, tuttavia gli eurodeputati dei paesi più grandi rappresenteranno un numero maggiore di persone rispetto ai loro colleghi dei paesi più piccoli. Il numero minimo di seggi per paese è 6 (Cipro Estonia Lussemburgo e Malta) e il numero massimo è di 96 (Germania).

La proposta di modifica del PE è stata adottata con 316 voti favorevoli, 169 contrari e 67 astensioni, mentre la risoluzione che accompagna la proposta è stata approvata con 312 voti a favore, 201 contrari e 44 astensioni. L’iniziativa del PE si basa sulla volontà di adeguarsi ai cambiamenti demografici avvenuti dopo il 2019, tuttavia, gli euro-deputati vogliono mantenere una riserva di 28 seggi per i membri che potrebbero essere eletti in una futura circoscrizione elettorale transnazionale, in linea con la proposta del Parlamento sulla legge elettorale dell’UE, che si trova sul tavolo del Consiglio. I deputati avvertono che qualsiasi ulteriore ritardo nei lavori del Consiglio su questa riforma sarebbe contrario al principio di cooperazione leale, poiché la decisione del Consiglio avrebbe un impatto sulle elezioni del Parlamento europeo e appunto sulla sua composizione. Spetta ora al Consiglio europeo adottare una decisione all’unanimità, che richiederà poi l’approvazione del Parlamento. I deputati sottolineano la necessità di procedere rapidamente, per dare agli Stati membri il tempo di apportare le modifiche necessarie in vista delle votazioni del prossimo anno, per cui chiedono di essere immediatamente informati se il Consiglio europeo intende discostarsi dalla proposta presentata.

Il correlatore Loránt Vincze (PPE, RO) ha commentato: “Tra le numerose proposte di distribuzione dei seggi presentate sia in commissione che in plenaria, oggi il Parlamento ha mantenuto la proposta iniziale che abbiamo presentato con il mio collega correlatore. La soluzione è equilibrata e la meno invasiva dell’equilibrio esistente nella rappresentanza dei cittadini. Aggiunge solo la quantità minima di seggi necessaria per rispettare un’interpretazione rigorosa del principio di proporzionalità decrescente dei Trattati e solo quando questi sono oggettivamente giustificati, senza ricorrere a tagli per alcun Paese. Sono fiducioso che abbia un’alta probabilità di ottenere l’approvazione unanime del Consiglio europeo“.

Il correlatore Sandro Gozi (Renew, FR) ha dichiarato: “Si tratta di un passo importante verso un’Europa più equa. La composizione del Parlamento va di pari passo con la nuova legge elettorale europea. Entrambe sono fondamentali per organizzare elezioni nel 2024 che siano più europee e più rappresentative. Esortiamo il Consiglio europeo ad accelerare i negoziati per assegnare 28 seggi transnazionali a una circoscrizione paneuropea e ci auguriamo che la decisione finale, che richiederà il nostro consenso, tenga maggiormente conto degli sviluppi demografici e in modo più proporzionale“.

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