Buongiorno a voi tre lettori

Il titolo di questo articolo non vuole essere provocatorio, ma è un messaggio per te, lettore, che non sai, o non sei consapevole che mentre scorri sul cellulare, sul tablet o sul computer questo articolo, che non sei da solo. Altre due persone ti accompagnano. O meglio: due alter ego che non ti lasciano da solo. Mai. E non preoccuparti, non è uno sdoppiamento di identità o un tuo problema, ma una delle naturali conseguenze della rivoluzione digitale.

Iniziamo da te, uomo, persona fisica, essere umano che ti muovi in un ambiente che si trova in qualche angolo del pianeta Terra, che scegli con quale piede alzarti al mattino, con chi condividere la tua giornata e così via. Tu, in quanto persona, hai i tuoi diritti garantiti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali e, prima, addirittura dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del Cittadino del 1789. Hai diritto alla libertà di pensiero, di parola, alla vita, ad un giusto processo se accusato, al voto e così via. Secondo la Costituzione Americana hai anche il diritto a perseguire la felicità.

Adesso, però, hai un’altra personalità che si muove anche mentre tu dormi, un tuo doppione che hai contribuito a creare e rappresenta il te stesso all’interno della rete. Tutti i tuoi click, i tuoi like, le tue interazioni tramite lo strumento digitale che hai in mano, generano la tua Identità Virtuale, quel costrutto di te che è il risultato del comportamento durante la navigazione. Non puoi farci niente. Ogni volta che utilizzi il computer, il tablet o lo smartphone, la macchina riceve un input che viene messo a disposizione di algoritmi che provvedono a creare online un’immagine dell’essere umano che, in quel momento, si proietta in rete. La nascita e gli sviluppi del web 2.0 hanno portato alla nascita di questo nostro alter ego che si muove in rete ed è il frutto dei click che vengono accuratamente registrati sul device utilizzato e trasferiti in tempo reale, tramite il sito o il social a cui siamo connessi; gli algoritmi e l’intelligenza artificiale li esamineranno insieme a tutte le altre informazioni che ricevono da chi entra in contatto con quel profilo.

È un’impronta digitale che internet conosce e riconosce, un vero e proprio avatar ed è come Internet vede e fa vedere una persona al suo interno. Questo avatar vive h24 online ed è quello che ci fa ricevere pubblicità mirata sulle nostre abitudini online. E non solo. Il diritto se ne dovrà occupare a breve ma, nel frattempo, noi naviganti della rete, dobbiamo riflettere su questo nostro gemello che abbiamo creato e che si muove nell’oceano della rete anche se tu non vuoi.

La terza identità è quella intermedia, che pensiamo di non avere, ma è il nostro io con il cellulare in mano. Quando usiamo il nostro device cambiamo comportamento, inutile negarlo. È l’essere umano che deve adattarsi ad una macchina dalla quale è sempre più difficile staccarsi e che sta diventando ancor più indispensabile di quanto mai avessimo immaginato.

Dai rapporti con la Pubblica Amministrazione al conto corrente online, dalla scuola dei figli alla sanità, fino a ordinare la spesa, giocare, ascoltare musica e vedere video tramite lo strumento che in questo istante stai usando per leggere, la nostra esistenza è in mano e sotto il controllo dei device. Qualcuno potrebbe pensare che dobbiamo farne a meno, riprendendoci la nostra privacy e recuperando rapporti umani, personali, che sembrano solo un lontano ricordo. Il Covid ha dato una ultima decisiva sterzata verso la totale digitalizzazione delle nostre esistenze; molti lavori sono cambiati grazie alla tecnologia digitale, alcuni sono scomparsi e ne sono nati di nuovi. Ma anche nuove patologie si sono sviluppate da quando abbiamo consegnato la nostra esistenza allo smartphone, prendendo tutte le comodità che ci offre e senza pensare ai rischi.

La terza personalità io la chiamo Homo Googlis, perché si è sviluppata da quando abbiamo iniziato a comportarci seguendo gli schemi del motore di ricerca più usato al mondo e nel nostro dizionario è entrata la parola gugolare.

Questa identità, tuttavia, possiamo gestirla, imparando a fare un uso consapevole del cellulare. Buona lettura a voi tre.

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