Italia delle Regioni

Riforme istituzionali: Fedriga scrive a Meloni per un incontro.  In merito all’avvio delle interlocuzioni sulle riforme istituzionali promosso dal Governo, il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, perché anche le Regioni possano contribuire ai processi di riforma, chiedendo un incontro

“Come noto, negli ultimi anni, la sovrapposizione di interventi normativi non sempre coordinati, unitamente alle mancate approvazioni dei disegni di legge di riforma costituzionale, hanno generato notevoli criticità soprattutto nell’ambito della governance territoriale. Per il sistema delle Regioni è, da tempo, avvertita l’esigenza di condividere percorsi volti a superare le criticità che interessano ciclicamente il sistema istituzionale e, in particolare, gli enti territoriali, le cui funzioni incidono più direttamente sulla vita di cittadini e imprese. Ciò anche per affrontare al meglio le straordinarie sfide che attendono il Paese, realizzando una stagione nuova nella quale restituire opportunità ai cittadini. Un traguardo per il quale sarà necessario il contributo di tutti gli enti costitutivi la Repubblica, a partire dalle Regioni e dalle Province autonome, affinché centro e periferia agiscano per un comune impegno nella più stretta collaborazione. Esprimendo, dunque, soddisfazione per l’avvio delle riflessioni sulla tematica delle riforme istituzionali, desidero rappresentarle sin da subito la volontà delle Regioni e delle Province autonome di contribuire in modo propositivo a questo percorso e, pertanto, sono a chiederLe un incontro con la Conferenza”.

Le regioni per il potenziamento della sanità territoriale. “La pandemia ha messo sotto stress il Servizio Sanitario Nazionale, facendo emergere alcune fragilità”, dichiara Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, intervenendo al Seminario dal titolo “L’economia della sanità, l’economia per la salute” promosso dal Centro studi americani a Roma.

“La sanità è ancora ospedalocentrica – spiega Fedriga – sovraccaricando il sistema e quindi portandolo a non essere più in grado di dare le risposte adeguate a tutte le esigenze sanitarie. Il ripristino di tutti i servizi ma anche il loro miglioramento sul territorio sono ora gli obiettivi. Va potenziata l’assistenza territoriale e l’integrazione tra servizi ospedalieri e sociali. Bisogna cogliere l’opportunità del Pnrr rivolte al potenziamento della sanità territoriale, anche con una più efficace appropriatezza delle prestazioni. Le case o ospedali di comunità dovrebbero andare in questa direzione e superare anche la mancanza di cure intermedie e quindi delle ospedalizzazioni improprie, in quanto l’assistenza domiciliare non è possibile. Le case o ospedali di comunità serviranno proprio a questo, ma necessitano di un’organizzazione con medici e personale sanitario, fornendo le risposte sul territorio, più vicina alle esigenze dei cittadini, attuando anche la riforma della medicina generale”.

“Quindi – continua Fedriga – i finanziamenti dovranno garantire tempi di accesso e qualità delle prestazioni all’altezza dei migliori standard. Serve continuare ad investire anche in risorse umane, affrontando l’attuale carenza di personale sanitario. La carenza di personale sanitario è ormai un’emergenza che va superata, ma richiede interventi straordinari a partire dal superamento dei vincoli legislativi che impongono tetti di spesa e limiti gestionali nell’acquisizione del personale sanitario”.

Tra residui Covid e caro energia per quest’anno servirebbe un miliardo e mezzo di risorse in più. Ora il rapporto tra spesa sanitaria/PIL si stabilizza solo dal 2025 per poi crescere. L’anticipo invece delle risorse al 2024 permetterebbe di sviluppare prima l’Assistenza territoriale e dare quella celerità necessaria per migliorare i servizi.

Fedriga ha sottolineato che la riforma della sanità territoriale prevista dal Pnrr rischia di rimanere incompiuta: “Le case e gli ospedali di comunità hanno bisogno non soltanto della struttura. È necessario riempire queste strutture con personale in grado di dare risposte alle domande del territorio”, ha detto Fedriga secondo cui esiste “un tema di risorse che mancano”. Inoltre, ha detto, “la seconda criticità è la carenza di personale: dobbiamo avere consapevolezza che la formazione non può dare risposte immediate. Bisogna togliere alcuni tetti di spesa per favorire l’attrattività e la produttività nel servizio nazionale”. Infine, secondo Fedriga, “occorre abbattere quel muro ideologico che ha voluto vedere il privato convenzionato come antagonista delle strutture pubbliche”.

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