Italia delle Regioni

Nella recente Conferenza Unificata Stato-Regioni è stato espresso parere favorevole dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per il rifinanziamento di 10 milioni di euro per l’anno 2022 e di 10 milioni di euro per l’anno 2023 del Fondo di Protezione Civile. Il Fondo viene erogato al fine di potenziare il sistema di Protezione Civile delle Regioni e degli Enti locali ed intervenire direttamente per fronteggiare le esigenze più urgenti.

In ambito sanitario, dopo sei anni è stato sbloccato il provvedimento delle Tariffe LEA (Livelli essenziali di assistenza) in collaborazione con la Conferenza delle Regioni – come sottolineato dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci – che garantisce prestazioni a tutti i cittadini. Il provvedimento aggiorna le tariffe delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica fermi rispettivamente al 1996 e al 1999 e valorizza quelle di nuovo inserimento. Le nuove tariffe entreranno in vigore dal 1° gennaio 2024 per quanto concerne l’assistenza specialistica ambulatoriale e dal 1° aprile 2024 per quanto concerne l’assistenza protesica.

“Dopo sei anni finalmente – spiega Schillaci – è stata raggiunta l’intesa in Stato-Regioni sul Decreto tariffe che consente la piena efficacia dei nuovi livelli essenziali di assistenza varati nel 2017. Un risultato di straordinaria importanza frutto dell’impegno del Governo e della collaborazione proficua con le Regioni. Il Dpcm del 2017, infatti, innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica, introducendo prestazioni tecnologicamente avanzate ed escludendo prestazioni obsolete. Prestazioni che finora non è stato possibile erogare su tutto il territorio nazionale proprio in mancanza dell’adozione del decreto tariffe”.

“Tutti i cittadini, superando le disomogeneità assistenziali – aggiunge il ministro – potranno finalmente usufruire in ogni area della Nazione di prestazioni al passo con le acquisizioni medico scientifiche ormai consolidate, con effetti positivi anche in termini di contenimento della mobilità sanitaria”.

Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, spiega che si tratta di “un provvedimento importante dal quale dipende l’adozione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza nell’ottica di assicurare risposte ai bisogni sanitari primari che i cittadini aspettano da tempo”. Toma aggiunge che “al via libera all’atteso Decreto che aggiorna i tariffari di diverse prestazioni garantite dal Sistema Sanitario Nazionale, tra le altre la procreazione medicalmente assistita, la consulenza genica fino a prestazioni di elevatissimo contenuto tecnologico come l’adroterapia o di tecnologia recente come l’enteroscopia con microcamera ingeribile e la radioterapia stereotassica con importanti novità”.

Il nuovo nomenclatore provvede al necessario aggiornamento di quello disciplinato dal Decreto ministeriale 22 luglio 1996, includendo prestazioni tecnologicamente avanzate ed eliminando quelle obsolete. Questi i tempi di entrata in vigore delle nuove tariffe: per la specialistica ambulatoriale si partirà a gennaio 2024 mentre per la protesica da aprile 2024.

Per i comuni italiani associati nell’Anci il presidente Decaro: “Impensabile rinunciare agli asili nido, bene se il governo si impegna a trovare soluzioni”. Il Presidente dell’Anci così commenta l’informativa resa in Parlamento dal ministro Fitto a proposito della realizzazione dei progetti del PNRR.

“Abbiamo ascoltato con attenzione le parole con le quali il ministro Fitto ha illustrato alla Camera lo stato di avanzamento della misura del PNRR destinata a garantire alle famiglie italiane 264 mila nuovi posti negli asili nido. È un obiettivo che l’Italia non può mancare e al quale i Comuni non sono disposti a rinunciare. Per questo – ha detto Decaro – prendiamo atto dell’impegno assunto oggi dal governo davanti al Parlamento di ‘salvare gli asili nido’, come ha detto il ministro”.

“Fin dal primo giorno – ha aggiunto Decaro – l’ANCI ha segnalato le criticità che potevano mettere a rischio la realizzazione di questo importante piano. Come oggi ha confermato il ministro, fin dall’inizio ci sono stati ritardi nella procedura per l’individuazione degli interventi da finanziare. Successivamente, i Comuni titolari degli interventi hanno dovuto aspettare quattro mesi prima che fosse possibile sottoscrivere le convenzioni con il Ministero, e da quel momento sono stati concessi loro solo sei mesi per redigere i progetti, attivare le procedure di gara e aggiudicare i lavori. Non ci risulta ci sia un particolare allarme in merito alle scadenze; quindi, chiediamo nel dialogo costruttivo con il governo, di verificare le attività dei singoli comuni e di gestire con flessibilità le date intermedie del cronoprogramma”.

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