Infantilismi

Anche in un momento particolarmente difficile, l’area che guarda a sinistra non perde il vecchio vizio di lasciarsi andare alla guerriglia interna. Carlo Calenda, un rispettabile signore che è titolare di una forza vicina allo 0%, sentenzia che il prossimo Presidente del Consiglio non può essere Enrico Letta, ma Mario Draghi, e favoleggia di una vasta concentrazione repubblicana e di centro guidata dall’ex Presidente della BCE.

Posizione personale e quindi rispettabile, ma inguaribilmente infantile, almeno per due ragioni: la prima è che Mario Draghi è persona troppo seria per prestarsi ad operazioni di parte, meno che mai su sollecitazione di una specie di armata Brancaleone nella quale entrerebbero pezzi di varie forze politiche in rottura con la casa di origine. La seconda è che l’area di centro-sinistra, comunque si organizzi, molto, ma molto difficilmente prevarrà su un centro-destra che, almeno in fase preelettorale, si presenta unito. Ma se anche, per qualche imprevisto miracolo, il PD dovesse vincere, sarebbe del tutto normale che a dirigere il governo andasse il suo leader, come accade in ogni democrazia.

Chiacchiere, dunque, forse animate da un desiderio di effimero protagonismo. La stampa riporta le parole di questi infanti, come se fossero fatti seri, incisivi, e il personaggio del momento si sente per un attimo importante, l’uomo del giorno. Mi dispiace solo di vedere accanto a Calenda la mia vecchia e carissima amica Emma Bonino, a cui mi legano stima e affetto. Emma merita davvero di meglio.

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