UE e rapporti con l’India

Durante il mese di giugno l’UE e l’India hanno rilanciato i negoziati per un accordo globale di libero scambio, con l’obiettivo di arrivare a una positiva conclusione della trattativa entro la fine del 2023. L’UE e l’India hanno firmato una collaborazione strategica nel 2004 che prevedeva la condivisione di valori comuni e l’impegno a rispettare un ordine globale basato su regole precise e incentrato sul multilateralismo. I colloqui commerciali originariamente erano iniziati nel 2007, ma erano stati congelati dal 2013. Inoltre, nel 2020, i due paesi hanno sottoscritto una tabella di marcia fino al 2025 per una collaborazione strategica. L’anno scorso il Parlamento ha approvato un rapporto che esorta l’UE e l’India a una più stretta collaborazione per affrontare le sfide geopolitiche. Il richiamo dell’Europarlamento a non derogare su argomenti che ritiene fondamentali vede l’origine nel fatto che L’UE e l’India occupano terzo e quarto posto al mondo in termini di emissioni di gas serra, e condividono un interesse comune nella lotta al cambiamento climatico e nella transizione verso un’economia sostenibile; ma l’India appare poco decisa su questo versante e non ha ancora assunto una posizione decisa verso l’invasione russa dell’Ucraina.

Durante la plenaria del 4-7 luglio a Strasburgo, il Parlamento ha approvato una relazione che mira a migliorare le relazioni commerciali e la cooperazione UE-India superando i problemi riguardo il mercato di lunga data in settori come quello automobilistico, agricolo e farmaceutico; senza però scendere a compromessi su quelli che la UE ritiene punti fondamentali del diritto. L’India è il terzo partner commerciale una delle economie più grandi e in più rapida crescita del mondo. Prima della pandemia da COVID-19, il suo prodotto interno lordo ha registrato un aumento di circa il 6% ogni anno. L’UE è il terzo partner commerciale dell’India e il principale investitore estero, mentre l’India è il nono partner commerciale dell’UE. Nel 2021 ha rappresentato meno del 2,1% del suo commercio totale di merci. Diverse sono le cause che hanno portato all’aumento del commercio e degli investimenti tra i due paesi: il commercio di prodotti è aumentato del 72% negli ultimi dieci anni e, nello stesso periodo, l’afflusso di investimenti esteri da parte dell’UE è aumentato dall’8% al 18%; il che ha fatto assumere all’UE il ruolo di più importante finanziatore estero dell’India. Collegamenti più stretti hanno già contribuito ad aumentare gli scambi e gli investimenti tra i due partner. Ad esempio, il commercio UE-India è aumentato del 70% dal 2009 al 2019, mentre la quota di investimenti esteri dell’UE è aumentata dall’8% al 18% nello stesso periodo. Circa 6000 aziende europee sono attive in India, creando direttamente 1.7 milioni di posti di lavoro diretti e 5 milioni indirettamente.

Ma il conflitto russo ha inciso nei confronti dell’India con una carenza di prodotti energetici e di fertilizzanti, ma in seguito la Russia ha iniziato a fornire all’India petrolio a prezzi molto vantaggiosi pur di recuperare le quote di mercato bruciate dalle sanzioni occidentali, questo non è ovviamente ben visto dalle potenze occidentali impegnate nelle sanzioni. Le relazioni UE-India hanno bisogno di riprendere urgentemente quota, visto anche l’attivismo del Regno Unito che ora è un competitor della UE nel mercato globale. In tale ottica va vista la visita di della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che questa primavera è stata a Delhi per rilanciare le discussioni volte all’accordo di libero scambio (FTA) tra Unione europea e India, che è fermo da 15 anni. Fino allo scoppio della guerra, l’India dipendeva dalla Russia per circa il 49% delle sue importazioni di armi, a fronte della riluttanza di Germania, Francia e Italia a sostenere le vendite di armi all’India negli ultimi due decenni.

Il miglioramento dei rapporti UE-India, ha portato il presidente indiano Narendra Modi e la Von der Leyen, a firmare un accordo bilaterale su commercio, tecnologia e sicurezza, dando vita a un nuovo Consiglio per il commercio e la tecnologia tra Ue e India, per rafforzare la cooperazione tecnica e affrontare le sfide comuni in settori importanti per il progresso sostenibile dell’economia europea e indiana. La lotta al cambiamento climatico passa anche per un incremento della crescita in energia rinnovabile indiana del 250% tra il 2014 e il 2021, resa possibile soprattutto da investimenti stranieri, tra cui quelli di Paesi Ue.

I paesi colpiti da due anni di pandemia di Covid ora devono affrontare l’aumento dei prezzi del grano, dell’energia e dei fertilizzanti come risultato diretto della guerra di Putin. Entrambe le parti hanno convenuto che i rapidi cambiamenti nell’ambiente geopolitico evidenziano la necessità di un impegno strategico congiunto e approfondito. Il Consiglio per il commercio e la tecnologia Ue-India permetterà alle due parti di allineare le politiche e affrontare le sfide comuni “in settori importanti per il progresso sostenibile dell’economia europea e indiana. Russia e Cina hanno forgiato un patto apparentemente sfrenato. Hanno dichiarato che l’amicizia tra loro non ha limiti; che non esistono aree vietate di cooperazione; questo è stato nel febbraio di quest’anno. E poi è seguita l’invasione dell’Ucraina. Cosa possiamo aspettarci dalle “nuove relazioni internazionali” che entrambi hanno auspicato? Vogliamo una visione positiva per un pacifico e prospero Indo-Pacifico. La regione ospita metà della popolazione mondiale e il 60% del Pil mondiale. Il nostro punto di vista è che l’Indo-Pacifico rimanga libero e aperto e diventi sempre più interconnesso, prospero, sicuro e resiliente. Per l’Unione europea rafforzare e rivitalizzare la sua partnership con l’India è una priorità in questo prossimo decennio. Entrambe le nostre economie prosperare in un mondo di regole comuni e concorrenza leale. Condividiamo lo stesso interesse per rotte commerciali sicure, in catene di approvvigionamento senza soluzione di continuità e un Indo-Pacifico libero e aperto. Entrambe le nostre regioni sono le forze trainanti della rivoluzione digitale.”, ha detto Von der Leyen nel suo intervento al Raisina Dialogue in India, una conferenza multilaterale che si tiene ogni anno a Nuova Delhi.

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