Italia delle Regioni

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è una opportunità per il Paese – afferma il presidente della Conferenza delle Regioni Italiane, Massimiliano Fedriga – che però non dobbiamo trasformare in un libro dei sogni, soprattutto perché stiamo parlando di risorse che per buona parte sono del debito nazionale, altre sono parte del debito europeo a cui poi dovremmo partecipare. È pertanto fondamentale che queste risorse siano investite per aumentare il nostro Pil e far sì che il debito diventi qualcosa di pagabile e proficuo.

Per questo il sistema delle Regioni ha sempre voluto collaborare in modo costruttivo con il Governo, seppure la risposta non sempre è stata positiva, soprattutto all’inizio del Pnrr, quando il precedente Governo aveva ancora una visione centralistica, coinvolgendo poco o nulla i territori.

Abbiamo così cercato di recuperare questo gap per il miglior funzionamento e la messa a terra degli investimenti. È stata così aperta un’interlocuzione con i diversi Ministeri, in particolare con il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Maria Stella Gelmini. Abbiamo cercato così di mettere ordine e di coinvolgere i territori per rendere più veloce e proficua la spesa. Chiaro esempio sono i cosiddetti progetti Bandiera, che stiamo vagliando nelle loro diverse progettualità. Il Pnrr serve non soltanto a potenziare chi è già forte, ma a colmare soprattutto i gap esistenti a livello nazionale e non soltanto tra Nord e Sud, ma anche tra grandi aree e piccoli centri. E’ un impegno di tutte le Regioni.

Anche il rapporto con Funzione pubblica è stato molto proficuo e ha portato ottimi risultati. Abbiamo inoltre messo in campo tutte le progettualità sviluppate per quanto riguarda la salute e in particolare il potenziamento della medicina del territorio, dalle cure intermedie alle case di comunità e le centrali operative territoriali.

Per quanto riguarda invece la transizione digitale è necessario coinvolgere sempre di più le best practice che già esistono nei diversi territori. Per la cultura abbiamo collaborato sia per i Borghi grandi che per quanto riguarda il bando dei piccoli Borghi, sottolineando le criticità dei piccoli comuni che hanno difficoltà nel portare avanti le procedure. E’ questo un tema sicuramente importante.

Inoltre molte regioni hanno collaborato anche con risorse proprie per potenziare le diverse misure del Pnrr e per cercare di renderlo ancora più incisivo. Ma oggi il problema all’ordine del giorno è l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. In tal senso la Conferenza delle Regioni ha già sensibilizzato il Governo per arrivare alle giuste correzioni del Pnrr, visto anche il mutato contesto economico nel quale operare.

Il Pnrr deve portare sviluppo e le Regioni intendono collaborare sia sul piano politico che tecnico. La collaborazione istituzionale è fondamentale e lo abbiamo visto nel corso della pandemia. La collaborazione, infatti, funziona e può dare serie e veloci risposte al Paese. Siamo disponibili – ribadisce Fedriga – a tutti gli approfondimenti, soprattutto a mettere in campo tutte le risorse che ci sono sul territorio e affrontare così al meglio questa sfida”.

I comuni italiani ospiteranno tanti giovani impegnati nel Servizio Civile. Sono 2390 i ragazzi del network scanci.it che il 25 maggio scorso hanno iniziato l’avventura del Servizio Civile che li vedrà impegnati per un anno a collaborare con le amministrazioni locali in diversi settori. Anche nella sede di ANCI Nazionale in via dei Prefetti, 46, è appena iniziato il percorso di quattro giovani volontari che hanno deciso di impegnarsi nella attività di servizio civile presso l’ANCI e che saranno in prima linea nelle attività svolte che li proietterà nella realtà degli Enti Locali.

“Il Servizio civile universale è un importantissimo istituto di cittadinanza attiva e partecipazione alla vita delle comunità dove i giovani sono protagonisti. I progetti di servizio civile che si realizzano nei comuni italiani sono un’occasione per le nuove generazioni di intraprendere un percorso di crescita personale e professionale”, commenta Claudio Scajola, Sindaco di Imperia e Delegato Anci al Servizio civile e volontariato. Che insieme alla struttura dell’Associazione fa “un grande in bocca al lupo a tutti i nuovi giovani volontari del sistema ANCI augurandosi che tra un anno escano più ricchi di esperienza ma soprattutto con la consapevolezza che aiutare il Tuo Paese aiuta te stesso”.

Il servizio civile vede i giovani seriamente impegnati nel contesto organizzativo dei Comuni in un’ottica innovativa che li impegna come protagonisti di percorsi di cittadinanza attiva. I progetti nei Comuni valorizzano l’attività dei giovani volontari come esperienza di formazione e apprendimento sul campo, oltre che di difesa della Patria in modo non armato e non violento.
In questo reciproco scambio tra amministrazione comunale e giovani sta il senso di questa esperienza, che rappresenta di fatto un modo per rendere un anno di servizio al proprio Paese e di interagire con persone e professionisti in grado di favorire le possibilità occupazionali, sia nel Comune di svolgimento, sia in senso più ampio nelle partnership che le realtà territoriali sempre più spesso attivano nei diversi settori.

Per l’occasione AnciLab, la società di ANCI Lombardia, ha appena concluso una Ricerca sui 2799 candidati al servizio civile di quest’anno intervistando i giovani durante la fase di selezione del bando che avviamo oggi. I racconti parlano di voglia di partecipazione e collaborazione, ma anche di crisi occupazionale, condizione da NEET e difficoltà economiche. In generale il quadro che emerge è di giovani candidati al servizio civile sempre più desiderosi di mettere le proprie energie e competenze al servizio dei comuni, con coraggio. Per tutte le informazioni è attivo il sito www.scanci.it.

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