Guerra e pace

La guerra in Ucraina prosegue con grande intensità, ma continuano anche a levarsi le voci a favore della pace. I benintenzionati però si scontrano contro quello cha Mario Draghi ha definito “un muro” Putin. Il Viceministro degli Esteri russo ha detto che c’è un piano italiano che è allo studio. Ma bisogna riconoscere che un accordo di pace è, al momento, quasi impossibile. Le due parti sono convinte che alla fine vinceranno e, allora, perché cedere ora?

Putin ha dietro di sé il potente apparato militare russo e, per ora, l’appoggio dell’opinione pubblica, e sa che cedere adesso sarebbe la sua morte politica. Zelenskiy è impegnato in una guerra di sopravvivenza, il suo popolo è unito e combattivo e l’Occidente (cioè venti paesi, tra cui USA, UK e Francia, ma ora anche Danimarca, Slovacchia, Italia) stanno fornendo armi necessarie per difendersi e anche contrattaccare.

In queste condizioni, parlare di pace e soprattutto realizzarla richiederebbe un vero miracolo. Dobbiamo dunque aspettarci che la guerra continui, sperando e pregando solo che non porti a troppi morti innocenti, a troppe distruzioni nella martoriata Ucraina, finché una delle due parti (o tutte e due) dicano basta.

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