UE e indipendenza energetica

Il conflitto russo-ucraino ha messo in primo piano il problema della dipendenza energetica dell’Europa dal gas fornito da Mosca. La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha affermato che “Se la libertà ha un nome, il suo nome è Ucraina e la bandiera ucraina è oggi la bandiera della libertà. la politica energetica è anche una politica di sicurezza. L’UE ha già adottato e continuerà ad adottare misure per diventare indipendente dalle importazioni di gas e petrolio russo”. La posizione della Presidente è stata condivisa dalla maggior parte dei deputati, i quali hanno convenuto che l’UE deve rafforzare la sua autonomia strategica in materia di difesa e di energia, e dovrebbe farlo rapidamente. Notando come le importazioni UE di gas russo stiano finanziando indirettamente l’attacco russo all’Ucraina, hanno sostenuto la diversificazione degli acquisti di energia e l’investimento nelle energie rinnovabili. Molti deputati hanno sottolineato gli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia sull’economia e i rischi per la sicurezza alimentare, e hanno chiesto un sostegno per famiglie e imprese.

Attualmente la Russia fornisce oltre il 40% del gas, il 27% del petrolio e il 46% del carbone consumati nell’Unione Europea. La Commissione UE ha presentato un piano per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi prima del 2030, REPowerEu. Delineando il piano, il Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, ha affermato: “Dobbiamo essere responsabili del nostro futuro energetico e ciò significa che non possiamo permettere a un Paese terzo di destabilizzare i nostri mercati né di influenzare le nostre scelte energetiche”. Questa proposta si va ad aggiungere, integrandolo, l’Energy Prices Toolbox messo a punto lo scorso ottobre per aiutare gli Stati membri a contenere l’impatto dei prezzi elevati sui consumatori. L’obiettivo è diversificare le forniture di gas, accelerare l’introduzione di gas rinnovabili e sostituire il gas nel riscaldamento e nella produzione di energia, arrivando a ridurre la domanda dell’UE di gas russo di due terzi. La Commissione valuterà modifiche al sistema di scambio di quote di emissione e la sospensione temporanea dei divieti agli aiuti di stato, per quanto attiene alle imprese energivore in crisi. La Rete transeuropea dell’energia (RTE-E) mira a collegare le infrastrutture energetiche dei paesi dell’UE. Si tratta di una politica che identifica progetti di interesse comune a cui i paesi possono collaborare, per sviluppare migliori reti energetiche. Inoltre, fornisce finanziamenti per nuove infrastrutture energetiche.

Diversificare l’approvvigionamento energetico, aumentando le importazioni annue di GNL per 50 miliardi di metri cubi (Qatar, USA, Egitto, Africa occidentale); e usufruire diversamente dei gasdotti, cambiando produttori (Azerbaigian, Algeria, Norvegia), potrebbe portare a ulteriori 10 miliardi di metri cubi di risparmio annuo sulle importazioni di gas russe. E’ possibile accrescere l’obiettivo del Fit for 55 alla voce biometano, per 35 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2030 e alla voce idrogeno per 15 milioni di tonnellate in aggiunta alle 5,6 tonnellate previste. Fit for 55 prevede di raddoppiare la capacità fotovoltaica ed eolica dell’UE entro il 2025 e di triplicarla entro il 2030, con un risparmio di 170 miliardi di metri cubi di gas all’anno entro il 2030. Aggiungere impianti fotovoltaici a tetto fino a 15 TWh, potrebbe portare a risparmiare ulteriori 2,5 miliardi di metri cubi di gas. Portare a installazione 10 milioni di pompe di calore nei prossimi cinque anni sarebbe importante, portando a risparmiare 12 miliardi di metri cubi ogni 10 milioni di pompe di calore installate dalle famiglie.

La Commissione sta mettendo a punto una proposta legislativa in merito allo stoccaggio sotterraneo del gas in tutta l’UE, per aumentare la soglia di riempimento almeno fino al 90% della sua capacità entro il 1° ottobre di ogni anno; con conseguente monitoraggio dei livelli di riempimento e accordi di solidarietà tra gli Stati membri. Tenendo conto delle analisi portate dall’Agency for the Cooperation of Energy Regulators (ACER), si intende ottimizzare la struttura e il sistema energetico europeo, per contenere i prezzi dell’energia e favorire la transizione verde. Il completamento del Fit for 55 ridurrebbe già del 30% il consumo annuo di gas fossile, pari a 100 miliardi di metri cubi, entro il 2030. Aggiungendovi le misure previste nel piano REPowerEU sarebbe possibile risparmiare almeno 155 miliardi di metri cubi di consumo di gas fossile, equivalente al volume importato dalla Russia nel 2021.

Secondo il vicepresidente della Commissione Europea, Frank Timmermans: “Con il piano REPowerEU possiamo dare nuova forza all’Europa. Il Fit For 55 ridurrà il consumo di gas del 30% entro il 2030 e questo significa 100 mld di mc di gas di cui non avremo più bisogno. Entro la fine dell’anno possiamo sostituire 100 mld di m3 di importazioni dalla Russia, ossia 2/3, per porre fine alla nostra eccessiva dipendenza e questo ci darà maggiore spazio di manovra. Il piano si basa su un duplice binario: da una parte andremo a diversificare l’approvvigionamento cercando nuove fonti per sostituire 60 mld di mc e concentrandoci sul biometano possiamo sostituire altri 18 mld di mc aiutando i nostri agricoltori a diventare produttori energetici. Potremo aumentare anche l’importazione di idrogeno rinnovabile e questo consentirà di sviluppare una infrastruttura interconnessa che ci consentirà di fornire idrogeno sostenibile in grado di sostituire 60 mld di mc di gas russo”.

Per la commissaria UE all’Energia, Kadri Simson: “Dobbiamo muoverci velocemente e ridurre la nostra pericolosa dipendenza dai combustibili fossili russi. L’urgenza di rinunciare al gas russo è percepita in maniera più forte in alcuni Stati rispetto ad altri. Dobbiamo proteggere concittadini e aziende dai prezzi in crescita a causa del Covid e ora del conflitto in Ucraina. Ad ottobre abbiamo adottato una serie di misure per regolare i prezzi dell’elettricità per settore adottate da tutti gli Stati membri, ma ora non sono più sufficienti. Si può considerare di tassare i profitti dei prezzi dell’energia elevati e si possono usare anche gli introiti per sostenere i consumatori. Pensiamo che gli stoccaggi debbano essere pieni quando si provvederà ad aprile, ad almeno il 90% considerandoli come infrastrutture strategiche. Altra linea d’azione è ridurre la dipendenza da gas, che significa solare sui tetti, più rinnovabili, più risparmio energetico. Non possiamo pensare però alle rinnovabili se ottenere una licenza per costruire un parco eolico richiede 7 anni. Questi impianti devono essere considerati come di primario interesse pubblico e proporremo che gli Stati membri designino aree adeguate per i progetti pubblicando una raccomandazione per facilitare il rilascio dei permessi”.

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