Italia d’oro

In momenti come questi, in cui non sono certo le buone notizie ad abbondare, la doppia vittoria degli azzurri a Tokyo è giunta quanto mai benvenuta. Lo so, appassionarsi e gioire per i successi sportivi è un po’ infantile, ci sono ben altre cose di cui preoccuparsi e le medaglie olimpiche non risolvono certo i problemi della pandemia e dell’economia. Ma per qualche tempo, vedere la bandiera tricolore salire sui pennoni e l’inno di Mameli risuonare nella lontana Tokyo, serve se non altro a dare una breve pausa alle idee nere.

E non è poi così sciocco e infondato identificare il livello generale di un Paese e di un popolo dalla sua posizione nel medagliere sportivo (basta del resto vedere il medagliere per rendersene conto: non è solo un problema di numero di abitanti, se no l’India sarebbe in cima, ma di organizzazione e di spirito competitivo: lo stesso che distingue USA, Cina, Russia, ma anche Gran Bretagna e Australia.

Certo, fa un po’ strano vedere l’Italia superare per ora Germania, Francia, Spagna, e niente ci assicura che il risultato finale confermi questa posizione; ma intanto godiamoci tranquillamente questo successo, che sentiamo un po’ di tutti, e che giustamente hanno sottolineato il Presidente Mattarella e il Presidente Draghi – e il Parlamento intero, per una volta unito – sapendo che presto torneremo alle trite, squallide vicende della politica quotidiana, e di oro ne resterà ben poco.

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