Cronache dai Palazzi

Palazzo Chigi vara il green pass, l’ultima conquista degli italiani dopo la dura esperienza del Covid, sedici lunghi mesi di pandemia. Il premier Draghi ha firmato il Dpcm che stabilisce le modalità di rilascio delle Certificazioni verdi digitali Covid-19, che renderanno possibili non solo gli spostamenti all’interno del territorio nazionale ma anche la partecipazione a manifestazioni pubbliche, eventi sportivi, concerti, ma anche matrimoni e per andare in discoteca quando le sale da ballo riapriranno. La certificazione verde sarà inoltre necessaria per accedere alle strutture sanitarie assistenziali, le cosiddette Rsa, per andare a trovare i propri cari.

La certificazione verde italiana si integrerà con il “green pass” europeo che entrerà in vigore dal 1° luglio consentendo la piena libertà di movimento all’interno del territorio dell’Unione. Per quanto riguarda la certificazione nazionale è gratuita e potrà essere richiesta attraverso il sito dedicato del Governo, il sito del Fascicolo sanitario regionale digitando la Regione di residenza, oppure attraverso l’app Immuni. Riportando il proprio numero di tessera sanitaria e un codice unico ricevuto per avvenuta vaccinazione (sia prima che seconda dose), avvenuta guarigione, esito negativo del tampone nelle ultime 48 ore  – i codici vengono inviati via sms o via email dal Ministero della Salute ai contatti forniti al momento della prestazione – si potrà ricevere la propria certificazione verde ma di durata differente: chi ha ricevuto solo la prima dose del vaccino avrà un pass valido da 15 giorni dopo l’iniezione al richiamo; chi ha ricevuto anche la seconda dose riceverà un pass valido fin da subito e per i successivi 9 mesi; per chi è guarito dal Covid il certificato avrà una validità di 6 mesi mentre chi ha eseguito il test molecolare o antigenico la validità sarà di 48 ore. Il pass verrà revocato in caso di contagio e alla scadenza.

Per coloro che non hanno la possibilità di accedere al green pass per via telematica potranno comunque contare su un canale “fisico” rivolgendosi al proprio medico di base, pediatra di libera scelta o un farmacista che ricevuti i requisiti – codice fiscale e tessera sanitaria – potranno scaricare la certificazione verde e stampare il pass che, digitale o cartaceo, è un QR code che potrà essere letto da coloro che sono autorizzati a fare i controlli.

L’ultimo Dpcm varato dal governo autorizza al controllo delle certificazioni oltre ai pubblici ufficiali e “vettori aerei, marittimi e terrestri”, anche i gestori di pubblici esercizi e il “personale addetto al controllo delle attività di spettacolo in luoghi aperti al pubblico”. A regime dal 28 giugno, il codice arriverà in giornata a guariti e negativi al test molecolare o antigenico mentre i tempi di attesa per coloro che hanno completato il ciclo vaccinale sono al massimo due giorni; coloro che hanno ricevuto solo una prima dose dovranno invece aspettare 15 giorni. “Il green pass rappresenta un altro passo verso la normalità e la graduale uscita dalla pandemia”, come ha affermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.

Lo stato di emergenza per ora in vigore fino al 31 luglio potrebbe essere prorogato almeno fino a fine ottobre, soprattutto per garantire una continuità dei risultati della campagna di vaccinazione fin qui ottenuti. In generale all’interno dell’esecutivo “c’è un atteggiamento di grande prudenza”, a partire dal premier Draghi. In ogni caso “non si deve abusare della proroga dello stato di emergenza”,  ha affermato la ministra degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, in quanto si tratta di “poteri speciali dal punto di vista costituzionale”. La proroga sarebbe comunque quasi scontata in quanto “agevola le procedure e semplifica la burocrazia” anche se cancellare lo stato di emergenza il 31 luglio vorrebbe dire “dare un segnale positivo al Paese”.

In definitiva, il presidente del Consiglio Draghi ha ribadito che “bisogna verificare le condizioni” e che “45 giorni sono tanti in una pandemia”. In pratica è ancora presto per poter decretare la fine o un’eventuale proroga dello stato di emergenza. Nel frattempo, sulla scia dei provvedimenti adottati da altri Paesi europei come Francia, Spagna e Germania, viene valutata la possibilità di poter togliere l’obbligo delle mascherina all’aperto dai primi di luglio, una misura che è allo studio da diversi giorni e che potrebbe avere un forte valore simbolico di ritorno alla vita e ad una pseudo normalità, anche se senza fughe in avanti, con prudenza e soprattutto senza abbassare il livello di guardia.

Nel nostro Paese il calo della curva epidemica è comunque sempre più evidente, calano i nuovi casi, che si attestano intorno ai 1.300, mentre il tasso di positività rimane stabile allo 0,7%. Diminuiscono anche i decessi per un totale di oltre 127 mila vittime dall’inizio dell’epidemia.

Da Barcellona dove ha ricevuto il “Premio per la costruzione europea”, il premier Draghi auspica una “ripresa economica giusta e duratura”. Nel contempo il presidente del Consiglio ha sottolineato che “Italia e Spagna non sono solo unite da profondi legami storici, politici e culturali. Sono partner strategici negli ambiziosi progetti che abbiamo davanti in Europa. La transizione ecologica, la digitalizzazione, la trasformazione delle nostre città. Insieme a Francia, Germania, e gli altri Stati membri vogliamo costruire un’Unione europea più moderna, competitiva e solidale”, ha affermato il premier Draghi, per superare le divisioni tra Nord e Sud, uniti nel confronto con le altre potenze globali. Senza il dibattito “che hanno intrapreso i governi della Spagna e dell’Italia nei momenti difficili e oscuri della pandemia”, ha affermato il premier spagnolo Pedro Sanchez, “l’accordo sui fondi Next Generation oggi non sarebbe una realtà”. In questa fase di profonda trasformazione economica e sociale Italia e Spagna sembrano condividere la stessa prospettiva di futuro.

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