Vicky Cristina Barcelona (Film, 2008)

Le commedie di Woody Allen sono così ben confezionate da non sembrare americane (è un apprezzamento), non sono proprio classificabili, si tratta di commedie alla Woody Allen.

Vicky Cristina Barcelona (il titolo risulta dalla combinazione dei nomi delle due turiste americane con il luogo di ambientazione) a prima vista sembra un film europeo, spagnolo (coproduzione iberica) stile pellicole di Almodovar e Bigas Luna, forse per la presenza di ottimi attori ispanici (Cruz e Bardem). La voce narrante di Sandro Acerbo (Christopher Evan Welch, nel film originale) ci accompagna lungo un soggiorno a Barcellona di due amiche – Vicky (Hall) e Cristina (Johansson) – molto diverse per atteggiamento verso la vita e per comportamenti sessuali: riservata e controllata la prima, irruente e disponibile la seconda, che cadono entrambe nella rete di un fascinoso pittore catalano (Bardem), ancora innamorato della focosa moglie María Elena (Cruz). Woody Allen racconta una piccola storia che dura lo spazio di una vacanza ma che è capace di sconvolgere diverse esistenze, rischia di far naufragare il monotono matrimonio di Vicky e getta nello sconforto Cristina, convinta solo di ciò che non vuole dalla vita ma incapace di decidere. Triangolo amoroso, tradimento, esperienze al limite del consentito, fughe, voglia di restare per cambiare vita, tentati omicidi, passione, sono gli ingredienti di una commedia che diventa dramma e contamina il cinema sentimentale.

Fotografia anticata color ocra del bravissimo Aguirresarobe, montaggio compassato di Lepselter, dissolvenze incrociate, panoramiche suadenti, piani sequenza, primi piani, carrelli, musica spagnola intensa e coinvolgente a base di chitarra andalusa e sonorità catalane (autori non molto noti, tale Giulia y los Tellarini).

Un film artistico che racconta l’arte e il genio d’un pittore, un rapporto bohémien dove la sregolatezza e l’assenza di regole sono alla base di tutto, una storia d’amore narrata come una scintilla di passione che prende fuoco e subito si placa, mentre il vero rapporto sentimentale resta amore impossibile. Film d’autore che Woody Allen come al solito scrive, sceneggia e dirige con lo smalto dei tempi migliori, senza farsi prendere la mano dai personaggi ma conducendo la storia su binari improbabili e originali. Film molto premiato, sia dalla critica che dal pubblico, quarta pellicola che Woody Allen gira fuori dagli Stati Uniti, dopo tre a Londra, questa volta in primo piano abbiamo le bellezze naturali e artistiche di Barcellona, tra mare, Sagrada Familia e fantasmagoriche creazioni di Gaudí. Se l’avete perso, recuperatelo su Iris.

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Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Woody Allen. Fotografia: Javier Aguirresarobe. Montaggio: Alisa Lepselter. Musica: Giulia y los Tellarini. Scenografia. Alain Bainée. Paesi di Produzione: Spagna, Usa. Genere. Commedia (alla Woody Allen). Produttori: Letty Aonson, Stephen Tenenbaum, Gareth Wiley. Distribuzione: Medusa Film. Interpreti: Javier Bardem (Juan Antonio), Penélope Cruz (María Elena), Rebecca Hall (Vicky), Scarlett Joahansson (Cristina), Patricia Clarkson (Judy Nash), Chris Messina (Doug), Kevin Dunn (Mark Nash), Pablo Schreiber (Ben), Carrie Preston (Sally), Christopher Evan Welch (voce narrante).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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