Una festa esagerata (Film, 2018)

Un film tratto da una commedia non può che essere teatrale, ma in questo caso non è un difetto perché il diverso linguaggio fornisce nuova linfa a una storia ricca di gag e colpi di scena, gestita da attori preparati che rispettano i tempi comici senza sbagliare una battuta. La regia è di Vincenzo Salemme, la sceneggiatura vede la collaborazione di Enrico Vanzina (sia per i dialoghi che per l’adattamento cinematografico), la fotografia napoletana è di Stefano Salemme, il montaggio di Luca Montanari, le musiche sono di Nicola Piovani.

La trama. Siamo in un condominio partenopeo, dove la famiglia Parascandolo sta preparando la festa dei diciotto anni della figlia Mirea (Stellato), con grande frenesia da parte della moglie Teresa (D’Aquino) e più serenità da parte del marito Gennaro (Salemme). La moglie è una tipica piccolo borghese, sposata con un geometra, che non bada a spese pur di far colpo con gli ospiti: vorrebbe compiere la scalata sociale e dare in sposa la figlia allo sciocco rampollo (Di Maria) di un politico locale (Paolantoni). Un evento imprevisto mette a rischio la festa, perché il padre (Paone) di una vicina di casa (Forte) – segretamente innamorata di Gennaro – sembra essere improvvisamente deceduto. Niente è come sembra, da vera commedia degli equivoci, ma l’improvvisa resurrezione dell’uomo provoca il malore di Gennaro e la sua vendetta finale.

Un film recitato molto bene da diversi componenti della compagnia teatrale di Salemme, con l’innesto in ruoli chiave di Tosca D’Aquino (perfetta moglie stressata), Giovanni Cacioppo (un prete terreno, moderno e motorizzato) e Francesco Paolantoni (assessore maneggione). Vincenzo Salemme è il mattatore nei panni di un uomo per bene, che non vorrebbe niente di più di quel che possiede ma che è costretto a subire le manie di grandezza di moglie e figlia. La parte cinematografica vede una buona fotografia di Napoli dalla terrazza dove si svolge la festa, poche sequenze in esterno a bordo di un taxi, con scambi di battute esilaranti e alcuni flashback (sequenza ascensore) che riconducono a eventi passati.

Una commedia teatrale napoletana che ricorda i lavori del miglior Eduardo De Filippo, scritta per fustigare costumi e abitudini piccolo borghesi, superstizioni popolari, passioni difficili da estirpare, tipiche del popolo napoletano (il calcio).  “E che sia una festa esagerata!” è la battuta chiave del film, simbolo dei nuovi ricchi che devono eccedere per farsi notare e per compiere la scalata sociale. Finale circolare che riporta al sogno iniziale di Gennaro; la fuga dalla realtà, simboleggiata da una barca in mezzo del mare.

Una festa esagerata è uscito nelle sale il 22 marzo 2018, trasmesso in Prima Visione TV su Canale 5 il 14 maggio 2020. Incasso di due milioni di euro in tre settimane di programmazione (848 mila euro nel primo fine settimana).

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Regia: Vincenzo Salemme. Soggetto: Vincenzo Salemme (tratto dall’omonima commedia). Sceneggiatura: Vincenzo Salemme, Enrico Vanzina, Antonio Guerriero. Fotografia: Stefano Salemme. Montaggio: Luca Montanari. Musiche: Nicola Piovani. Produttore: Vincenzo Salemme. Casa di Produzione: Medusa Film. Distribuzione: Universal Pictures. Genere: Commedia: Durata: 90’. Interpreti: Vincenzo Salemme (Gennaro Parascandolo), Massimiliano Gallo (Lello il secondino), Tosca D’Aquino (Teresa Parascandolo), Iaia Forte (Lucia Scamardella), Nando Paone (Don Giovanni Scamardella), Francesco Paolantoni (Assessore Cardellino), Giovanni Cacioppo (Don Pasquale), Andrea Di Maria (Bebè Cardellino), James Senese (se stesso), Antonello Morea (Carmelina), Mirea Flavia Stellato (Mirea Parascandolo), Teresa Del Vecchio (cuoca), Vincenzo Borrino (Atzoka).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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