Polvere di stelle (Film, 1973)

Polvere di stelle è una delle migliori regie di Alberto Sordi, che interpreta un film dedicato al teatro di rivista assieme a Monica Vitti. Siamo nel periodo più difficile della storia patria, quel 1943 del dopo armistizio, con l’Italia divisa in due, in piena guerra civile, funestata da bombardamenti americani e rappresaglie tedesche. Un attore (Sordi) riesce ad allestire con la sua scalcinata compagnia uno spettacolo per gli alleati, niente meno che al Teatro Petruzzelli di Bari. La compagnia è modesta, non è abituata a recitare su grandi palcoscenici e per platee numerose, ma riscuote un grande successo. Gli attori comprendono che si tratta di un momento straordinario e irripetibile, dettato dall’euforia del periodo storico. Purtroppo Sordi e Vitti vivranno tutta la vita nel ricordo di un evento unico, quasi favoloso, addirittura non creduti da amici e colleghi.

Sordi riesce a tratteggiare un affresco nostalgico dell’avanspettacolo, delle compagnie di una volta dove bastava mangiare per essere soddisfatti e di un teatro che non esiste più. L’attore romano scrive pure la famosa canzone Ma ‘n do’ … Haway? e la canta in coppia con Monica Vitti. Presenze marginali ma interessanti: Alvaro Vitali che balla il tip tap in galleria, Wanda Osiris nella parte di sé stessa che incontra la scalcinata compagnia, Carlo Dapporto che racconta barzellette in galleria e disprezza il povero Sordi. John Phillip Law (il Diabolik di Bava e l’Angelo di Roger Vadim in Barbarella) è un fascinoso marinaio americano che fa perdere la testa a Monica Vitti. Mattatori della pellicola un Sordi incontenibile, che replica molte gag del suo avanspettacolo, e una Vitti straordinaria, esuberante e vitale, donna coraggio, innamorata del suo uomo e del teatro.

Polvere di stelle dipinge molto bene anche un’Italia allo sbando, mostra i simboli fascisti che cadono, mette alla berlina i ridicoli miliziani, mostra la fiducia del popolo nell’avvenire. Sordi è il camaleontico italiano che cambia bandiera al momento giusto, sfrutta l’occasione, ma non ha idee politiche precise. Un film nostalgico e lieve, che fa ridere e pensare, vera commedia all’italiana scritta da Maccari e Zapponi. Ottime le musiche di Piccioni, basate su canzoni d’epoca (Polvere di stelle, Addio sogni di gloria, L’amore è un treno, Anchors aweigh, Sentimental) e il goliardico motivo dominante Ma ‘n do’ …Haway, scritto da Sordi e musicato dal maestro. Versione integrale, meno visibile ma interessante perché contiene tutte le parti dello spettacolo messo in scena a Bari, con la mitica canzone Attaccati all’asse!.

Da riscoprire. Unico caso in carriera con un Sordi che equivale al Sordi regista (ma aiuto regista è Carlo Vanzina).

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Regia: Alberto Sordi. Soggetto: Ruggero Maccari. Sceneggiatura: Ruggero Maccari, Bernadino Zapponi, Alberto Sordi. Durata: 145’ (ridotto a 123’). Fotografia: Franco Di Giacomo. Montaggio: Raimondo Crociani. Musiche: Piero Piccioni. Scenografia: Mario Grabuglia. Aiuto Regista: Carlo Vanzina. Costumi: Bruna Parmesan. Produttore: Edmondo Amati. Casa di Produzione: Capitolina Produzioni Cinematografiche. Distribuzione: Fida Cinematografica. Interpreti: Alberto Sordi, Monica Vitti, John Phillipp Law, Wanda Osiris, Edoardo Faieta, Alvaro Vitali, Alfredo Adami, Carlo Dapporto, Franco Angrisano, Dino Curcio, Franca Scagnetti, Lorenzo Piani, Luigi Antonio Guerra, Piero Virgintino, Antonio Abramonte.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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