Commissione UE, favorire la resilienza digitale

“La crisi Covid 19 ha dimostrato quanto sia fondamentale che i cittadini e le imprese siano collegati e in grado di interagire tra loro on line. Continueremo a collaborare con gli Stati membri per individuare gli ambiti che necessitano di maggiori investimenti affinché tutti gli europei possano beneficiare dei servizi e delle innovazioni tecnologiche” queste le parole della vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager a proposito del DESI.

Proprio l’emergenza sanitaria è stato il fattore che ci ha fatto prendere coscienza dell’essenzialità delle tecnologie digitali, di intelligenza artificiale, dello sviluppo digitale dei sistemi sociali dei Paesi mondiali a livello globale e dello sviluppo delle conoscenze digitali per i cittadini trasversalmente per tutte le fasce di età. E il pensiero va alla Scuola, alla ricerca di cure e vaccini, all’assistenza sanitaria a domicilio o negli Ospedali.

Sono ancora importanti i progressi che si devono realizzare in tutti questi ambiti perché numerosi, come abbiamo avuto modo di toccare con mano, pagandone lo scotto, sono i bacini di arretratezza anche se non possiamo non considerare che pur in una situazione che necessita di ulteriore sviluppo e progresso ci sono stati dei miglioramenti.

Pubblicato dalla Commissione Europea qualche giorno fa, il DESI 2020 riporta l’indice di digitalizzazione dell’Economia e della Società (Digital Economy and Society – DESI) e riporta il monitoraggio delle prestazioni digitali globali dell’Europa, misurando i progressi compiuti dai Paesi dell’Unione Europea in termini di competitività digitali.

Gli indicatori DESI dimostrano che i Paesi UE dovrebbero intensificare gli sforzi rivolti a migliorare la copertura delle Reti ad altissima capacità, “assegnare lo spettro 5G per consentire il lancio commerciale dei servizi 5G”, migliorare le competenze digitali dei cittadini e sviluppare la digitalizzazione delle imprese e del settore pubblico.

Nell’ambito del Piano per la ripresa dell’Europa, il DESI (come si legge nella Nota della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea) “guiderà l’analisi specifica per Paese a sostegno delle Raccomandazioni sul digitale formulate nel semestre europeo”. Lo scopo è quello di aiutare gli Stati membri ad orientare le rispettive esigenze in termini di “riforme e investimenti e a definirne le priorità, facilitando, in tal modo, l’accesso al dispositivo per la ripresa e la resilienza, la cui dotazione è di 560 miliardi di euro”. Lo strumento ha la funzione di supportare i Paesi UE, fornendo agli Stati i fondi necessari per rendere le rispettive economie più resilienti e per garantire che gli investimenti e le riforme siano in grado di promuovere e imprimere una significativa accelerazione alla transizione verde e digitale.

Sappiamo che la pandemia provocata dal Covid 19 ha avuto conseguenza su tutti gli aspetti dei tessuti sociali coinvolti e su tutti glia aspetti esaminati dal DESI, è per questo che i risultati relativi all’anno in corso, per essere interpretati correttamente, devono essere letti alla luce delle diverse misure messe in campo dalla Commissione e dai singoli Stati UE per arginarne la diffusione, supportando i Sistemi sanitari chiamati a fronteggiarla.

Misure della Commissione tra cui spicca la Raccomandazione “UE – 2020/518 della Commissione dell’8 aprile 2020” per un “pacchetto di strumenti comuni per l’uso della tecnologia e dei dati per contrastare la crisi Covid 19 e uscirne, in particolare per quanto riguarda le applicazioni mobili e l’uso di dati anonimizzati sulla mobilità” e nelle App di tracciamento. Su richiesta della Commissione, l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche – BEREC – ha iniziato a monitorare il traffico internet per evitare una congestione di Rete.

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