Covid 19 e tensioni USA-Cina

Se in Italia e in Europa in generale il contagio stia scemando, pare che il Coronavirus stia ora spostando i suoi nefasti effetti su quei paesi che finora ne erano rimasti alla periferia, un probabile effetto della globalizzazione. Dopo Boris Johnson, un altro premier è stato toccato dal Covid-19, si tratta del primo ministro russo Mikhail Mishustin, risultato positivo al coronavirus. Mishustin, in carica da gennaio, al momento si trova in quarantena nell’ospedale di Mosca e il presidente Vladimir Putin ha già firmato un decreto per nominare Andrei Belousov come primo ministro ad interim.

Il bilancio della pandemia in Iran è di quasi 100.000 contagi e oltre 6.000 morti, questo non ha impedito al presidente Hassan Rouhani di riaprire le moschee in tutta quella parte del paese meno colpita dal virus. Erano già stati tolti i divieti di spostamento e riaperti i centri commerciali, in un paese profondamente religioso come l’Iran appare singolare che i luoghi di culto riaprano dopo i centri commerciali. Le attività più a rischio, come barbieri e parrucchieri o palestre, dovranno per ora rimanere chiuse, mentre eventi sportivi e culturali restano vietati.

In Cina è stato riaperto il turismo contingentato al 30% della capienza rispetto i siti d’interesse e con misure di distanziamento e di protezione, ma sono già 50 milioni i turisti che hanno potuto tornare a muoversi. La storia di Pechino si intreccia strettamente con Washington e il dramma di Trump, in caduta nei sondaggi, con le elezioni in arrivo e una marea di disoccupati inaspettati per The Donald. Ecco cercare di distrarre l’attenzione ribaltando tutto sul presunto laboratorio di Wuhan da cui sarebbe uscito il virus, eventualità che esiste solo in misteriosi rapporti mai visti dei servizi segreti americani, mentre tutta la comunità scientifica rigetta questa bizzarra teoria. Forse Trump punta a fare tornare le aziende americane sul suolo natio o vuole la cancellazione di tutto o di parte dell’enorme debito statunitense in mano alla Cina. Lo spettro delle famose armi di distruzione di massa evocate da Bush e risultate poi inesistenti aleggia sopra il capo del magnate eletto alla Casa Bianca. Non pago, sempre Trump ha dichiarato alla Reuter di non credere ai sondaggi e che la politica cinese tifa per Biden, e ancora se la prende con Fauci, capo della task force sanitaria, colpevole di creare allarmismi, quando il Presidente vorrebbe solo vedere tranquillità e l’economia andare bene.

Notizie positive provengono dalla Corea del Sud, nessun nuovo caso di Covid-19 riscontrato, se non da persone provenienti dall’esterno, numeri che non sono stati inficiati nemmeno dallo svolgimento della tornata elettorale. E stesso risultato si ha nell’emisfero sud, dove Jacinda Ardern, primo ministro neozelandese, ha annunciato la vittoria del paese nella lotta al coronavirus. La sua politica di immediata chiusura dei confini ha preservato il paese dal peggio, e anche qui si stanno allentando le restrizioni imposte.

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