Covid 19 nel mondo, privacy e diritti personali

Freedom House (FH) è una Organizzazione Non Governativa internazionale con sede negli Stati Uniti, ed è la più autorevole in materia di ricerca e approfondimento nel campo delle libertà politiche e dei diritti umani e la diffusione di informazioni inerenti il loro effettivo rispetto. Fra i suoi rapporti si è occupata della questione privacy e diritti personali rispetto la pandemia di Covid-19. Questa rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica, ma le misure di emergenza adottate per combattere i pericoli possono avere impatto fortemente restrittivo nei confronti dei cittadini e possono rimanere in essere anche dopo la fine dell’emergenza, ricordiamo come molte norme nate negli anni di ferro o dopo minacce di terrorismo siano rimaste in vigore anche quando non ne sussistevano più i motivi scatenanti.

Freedom House invita i governi ad attenersi ad alcuni principi base: eventuali restrizioni di emergenza devono essere comunicate in modo chiaro, attuate in modo trasparente, ben fondate nella legge, necessarie per servire uno scopo legittimo e proporzionate alla minaccia. Le restrizioni di emergenza che incidono sui diritti di base, comprese le libertà di riunione, di associazione o di movimento interno, dovrebbero essere limitate nella durata, soggette a supervisione indipendente, e imposte ed estese in base solo a criteri trasparenti. Le persone dovrebbero avere l’opportunità di chiedere rimedi e risarcimenti per eventuali violazioni dei diritti non necessarie o sproporzionate commesse durante la crisi. I programmi di sorveglianza nuovi o ampliati che utilizzano tecnologie emergenti o raccolgono informazioni personali degli individui, compresi quelli ottenuti da società private, devono essere gestiti in modo aperto e trasparente, scientificamente necessario per limitare la diffusione della malattia, di durata limitata, soggetto a supervisione indipendente e “bloccato” da altri usi commerciali e governativi come le forze dell’ordine e l’applicazione delle politiche sull’immigrazione.

Una stampa gratuita è particolarmente vitale durante i periodi di emergenza. Non dovrebbero esserci censure statali o altre restrizioni indebite sul libero flusso di informazioni. Tutti gli sforzi devono essere fatti per fornire e mantenere l’accesso a Internet e ad altre piattaforme di comunicazione. Le sanzioni penali per la distribuzione di informazioni false sono sproporzionate e soggette ad applicazione e abuso arbitrari. Al contrario, i governi dovrebbero contrastare qualsiasi falsità fornendo informazioni chiare, accurate e aggiornate. Dovrebbero essere prese tutte le misure possibili per proteggere l’amministrazione di elezioni libere ed eque, anche adeguando le regole di registrazione degli elettori e le procedure dei seggi elettorali, incoraggiando il voto anticipato e consentendo votazione per posta o altre procedure di voto a distanza dove la loro integrità può assicurato. Il rinvio delle elezioni dovrebbe essere solo l’ultima risorsa e dovrebbe essere sostenuto dalla legge e da un ampio consenso tra forze politiche ed esperti indipendenti.

Fatte salve le raccomandazioni di FH, rimane il fatto che la tentazione per i governi di attuare un controllo sui cittadini è sempre latente, ora queste misure sono attuate “per monitorare le infezioni, rintracciare i contatti delle persone infette, garantire la conformità alla quarantena e mappare la diffusione della malattia“. Ma il rischio, come su richiamato, che queste restino in vita e si rivelino eccessivamente invadenti rispetto l’obiettivo prefissato è molto alto.

In tutti gli stati interessati dall’emergenza Covid-19 sono state emesse leggi, spesso per decreto, che limitano fortemente la libertà personale e instaurano sistemi di controllo particolarmente pervasivi, con gli eccessi dell’Ungheria che consente al primo ministro Viktor Orbán di governare con decreto a tempo indeterminato; seguito in questo dalla Slovenia. Amnesty International riporta come in Russia, un medico leader sindacale degli operatori sanitari è stato arrestato e picchiato mentre cercava di consegnare forniture a un ospedale locale nella regione di Novgorod. Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha ordinato alla polizia e al personale militare di “sparare” ai membri dell’opposizione e ai manifestanti che si oppongono alle sue severe misure di blocco.

Human Rights Watch notizia che in Uganda, il governo ha fatto irruzione in un rifugio per persone LGBT + e ha preso in custodia 20 persone, sostenendo che stavano violando le regole sulle assemblee di oltre 10 persone. Associated Press ha pubblicato che in Polonia il governo vorrebbe procedere con le elezioni previste a maggio, contando sul vantaggio che normalmente arride i partiti tradizionali in questi casi. La Reuters ha fatto sapere che dopo l’arresto di un reporter per la copertura della situazione in un ospedale nella città di Novi Sad, il Primo Ministro della Serbia Ana Brnabić ha revocato un decreto che aveva dato al governo il controllo totale sulle informazioni durante la crisi. Secondo il Washington Posto un ragazzo che guardava fuori dal balcone di casa sua, è stato ucciso dalla polizia in Kenya per avere infranto il coprifuoco. E in piena crisi sanitaria negli Stati Uniti, il Wisconsin ha proceduto al voto di persona per le elezioni presidenziali primarie e locali il 7 aprile, nonostante le preoccupazioni per la salute, dopo che i legislatori repubblicani hanno vinto una battaglia giudiziaria contro il governatore democratico.

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