Cuba connected

Il 10 febbraio del 2011 un cavo sottomarino in fibra ottica raggiunge Cuba dal Venezuela che si è offerto di velocizzare l’isola nella connessione internet. Un evento epocale. Mentre in tutto il mondo diventavamo sempre più dipendenti da internet, l’isola era fuori dai giochi. Devo dire in modo egoistico che loro non si rendevano conto di che oasi umana erano ancora, un posto dove nonostante tutti i problemi, erano davvero liberi.

Ricordo l’Avana quando internet era disponibile solo negli alberghi per turisti, costava un bel po’ ed era di una lentezza atomica, da perdere la pazienza. Però l’altra faccia della medaglia era che le persone camminavano e incontrandosi si sorridevano, i ragazzi seduti la sera sui muretti del Malecon cantavano, bevevano e parlavano tra loro. Nessuno imbambolato davanti un piccolo schermo illuminato. Era uno spettacolo straordinario. Erano liberi e lo eravamo anche noi .

Poi poco alla volta la trasformazione iniziò; il progresso premeva con i suoi doni belli o brutti. A poco a poco, un colosso cinese installò ripetitori WiFi, da loro pronunciato esattamente come si scrive, senza americanismi. Gli alberghi vendevano delle cartine tipo ricarica telefonica dei primi tempi, dove c’era un codice e con quello potevi navigare ma sempre in hotel o nei pressi. Era bello vedere ragazzi fare capannelli per connettersi. Era tutta una novità, una lenta novità. Poi il Governo attrezzò delle piazze apposite per consentire questo, sempre però con la cartina che ogni volta costava di meno e che i primi tempi era diventata anche merce da mercato nero.

Una vota assistetti a una scena meravigliosa: una signora molto anziana seduta su una panchina ombreggiata parlava e piangeva di fronte allo schermo di un tablet dove si vedeva un ragazzo che teneva in braccio una bimbetta. La donna era forse la prima volta che vedeva la sua nipotina nata chissà dove, fuori dall’isola. Era una scena dolcissima, tenera, veramente dava un valore a questo freddo internet, lo faceva andare verso vette alte.

Dalla fine di luglio dello scorso anno si possono avere reti internet private via cavo e WiFi nelle case e negli esercizi commerciali e si possono importare router e altre attrezzature necessarie per dotarsi di una connessione alla Rete. È una decisione molto importante per uno dei paesi meno collegati a internet dell’emisfero occidentale. Insomma, ecco il progresso. Ora sul Malecon sempre più spesso i ragazzi assomigliano ai giovani di tutto il mondo: imbambolati davanti a piccoli schermi illuminati. Una grande cosa. Sicuramente per i tanti cubani sparsi per il mondo che possono ogni volta che vogliono, parlare con i loro cari rimasti sull’isola.

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