UE, la Commissione propone Legge sul clima

La stabilizzazione del Sistema bancario dei Paesi UE e l’adozione di un Piano europeo di ripresa economica hanno dimostrato che l’Unione Europea quando agisce in modo coordinato e sinergico risulta più incisiva ed efficace nella sua azione. Tradotto in altri termini, come si legge nella Comunicazione 10 marzo 2020 della Commissione Una nuova strategia industriale per l’Europa: “il potenziamento della rappresentanza esterna della UE dovrà andare di pari passo con un maggiore coordinamento interno”, la UE sarà in grado e in condizioni di influire sulle e nelle decisioni politiche mondiali solo se agirà all’unisono.

Questo vale per tutte le Riforme che mette e si propone di mettere in atto, per tutte le risposte alle situazioni di crisi che è chiamata a dare, per tutte le politiche di innovazione che intende ed è chiamata a pianificare e realizzare: la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 è solo l’ultima, ma non più urgente tra le crisi a cui deve far fronte.

Anche se concordiamo tutti sul fatto che la UE ha trasformato l’Europa, trasformando questo Continente, o almeno gran parte di questo, da un Continente di pace anziché di guerra, come gli avvenimenti delle due ultime guerre mondiali avrebbero portato a credere, e in un Continente di sostanziale prosperità, pur tra luci ed ombre. E, ugualmente, concorderemo tutti nel ritenere che l’Europa, anche se con tutte le sue imperfezioni e debolezze politico-strategiche, resta il tentativo di maggior successo di unione, di condivisione di sovranità nella realizzazione di una realtà geopolitica sempre più globalizzata e interconnessa, per le sue implicazioni strategiche, tra realtà politico-geografiche molto diverse tra di loro per tradizioni, usi, costumi, politiche, bisogni ed esigenze, ma, nonostante questo, che dimostra di essere al momento del bisogno, di maggior successo e di maggior solidità e durata.

Parlavamo delle crisi ed emergenze che è stata chiamata negli anni, dalla sua costituzione ad oggi, ad arginare e fronteggiare: la sua strutturale crisi d’identità, le numerose sfide a cui deve fornire una risposta, la sfida della solidarietà per garantire un benessere sociale condiviso ai suoi cittadini, della sicurezza, a fronteggiare il disordine internazionale, l’emergenza migratoria, ma, senza dubbio, tra le più urgenti e per cui servono misure radicali e strutturali rientra la minaccia climatica.

Un dato di fatto e che, in ogni caso, oramai, i 27 Paesi UE, le loro economie, la soluzione dei problemi di ogni singolo paese e del Continente non può essere trovata nel dare risposte di singoli a problemi che diventano, comunque, come il Covid 19 ha dimostrato, entro breve tempo, del Continente e  “patrimonio condiviso” di ciascuno Stato membro.

Di tutto questo l’Europa ne è consapevole e cerca soluzioni globali, che, come effetto secondario, producano, anche, una maggiore coesione interna, stabilità e solidità. Ecco quindi la pianificazione da parte della Commissione di Una nuova strategia industriale per un’Europa competitiva a livello mondiale, verde e digitale.

Il Clima, tra le numerose sfide che si trovano in questo momento sul tavolo, è tra quelle che richiedono misure drastiche per le sue implicazioni e la trasversalità di implicazioni, per il coinvolgimento sinergico dei 27 Paesi che implica la sua soluzione.

E questo perché si va a toccare il settore dei combustibili e quindi l’approvvigionamento energetico, i sistemi socio-economici dei singoli Paesi della UE, l’utilizzo delle materie prime di ciascun Paese, le abitudini di vita, alimentari, legate all’impiego del tempo libero di ciascuno di noi, le esigenze del mondo dei consumi e della produzione industriale che implica e comporta la modifica di delicati equilibri che incidono, minacciandola sulla sicurezza economica degli Stati UE e ad avere, in questo modo, effetti e ripercussioni sul cambiamento climatico e sull’abbassamento o aumento dei livelli di inquinamento.

Questo coinsieme di fattori e motivazioni è evidente che ha e sempre più avrà influenze esercitando pressioni sull’ambiente. Occorreranno soluzioni globali ai problemi legati al cambiamento climatico, occorrerà realizzare una Strategia innovativa per il clima e l’energia nei singoli Paesi UE e su tutto il territorio dell’Europa. Una Strategia che realizzi una transizione verso la neutralità climatica e verso la leadership digitale, affinché le Imprese europee siano messe in condizioni di poter continuare a svilupparsi e a fronteggiare la concorrenza mondiale.

Una transizione che accompagnerà gli Stati UE nella realizzazione del Green Deal europeo che diventerà il motore di una crescita industriale europea verde e sostenibile, che traghettandola verso il digitale consentirà all’industria e alle Pmi di accrescere la propria produttività, accompagnerà i lavoratori ad acquisire nuove competenze, promuovendo la de-carbonizzazione dei sistemi economici, una transizione che accrescerà la competitività europea sulla scena mondiale facendo leva sul Mercato Unico per “imporre standard mondiali”.

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