La ragazzina (Film, 1974)

Rivedere La ragazzina a quasi sessant’anni ti permette di apprezzare le cose che da diciottenne non potevi, che passavano giocoforza in secondo piano, se non venivano del tutto trascurate. In primo luogo Mario Imperoli era un buon regista, purtroppo scomparso troppo presto, quando avrebbe potuto cominciare a impiegare al meglio le sue doti. La ragazzina resta uno dei suoi pochi film d’autore, tutta farina del suo sacco, visto che l’ha scritto e sceneggiato.

Va da sé che per noi il film è importante come debutto di Gloria Guida nel cinema, giovane cantante che avrebbe dovuto transitare solo per un rapido istante dalla settima arte, notata da Imperoli per merito di alcune foto uscite da un concorso di bellezza. Non va taciuta un’ottima fotografia di Lignano Sabbiadoro – sponsor turistico dell’operazione – realizzata dal diligente Alvaro Pianezzi; il montaggio di Sandro Lena non è per niente dilatato e il film si vede con piacere anche dopo quarantacinque anni dalla sua prima uscita in sala. Peccato che la visione televisiva sull’emittente Cielo venga sforbiciata con evidenti tagli che rendono poco comprensibile lo svolgersi degli eventi. E che dire della colonna sonora di Nico Fidenco eseguita dall’orchestra di Giacomo dell’Orso e dal complesso la Rosa dei Venti? Un piccolo capolavoro di romanticismo sonoro che si ascolta con interesse durante alcuni ralenti che il regista realizza sulla spiaggia friulana. Interpreti all’altezza, dalla sensuale Colette Descombes al perfido Gian Luigi Chirizzi, passando per il perverso Paolo Carlini per giungere a una sensuale lolita come Gloria Guida.

La trama. Monica è una studentessa sedicenne (la Guida ha 18 anni) ancora illibata che vive il problema della verginità e vorrebbe perderla con l’uomo giusto. Al centro di tutto, l’ipocrisia borghese e l’incomunicabilità tra genitori e figli, pure se il regista è didascalico quando descrive il padre e la madre della protagonista. Gli amici dei genitori sono messi piuttosto male. L’avvocato Moroni (Paolo Carlini) apprezza le grazie delle minorenni e vorrebbe portarsi a letto Monica; sua moglie (Descombres) è la classica borghese annoiata che finisce per trovarsi un amante, tra l’altro il professore di Monica, il primo vero amore della studentessa.

A parte la trama, la figura di Monica è resa benissimo da Gloria Guida, icona di gioventù e spensieratezza, lolita stupenda dotata di ingenuo candore e debordante sensualità. Le corse di Gloria Guida sulla spiaggia sono il leitmotiv del film e costituiscono il pretesto ideale per far ascoltare in sottofondo l’ottima colonna sonora composta da Nico Fidenco. Monica s’innamora del giovane insegnante di storia dell’arte, interpretato da Andres Resino, un personaggio giovanilistico dai modi teneri e gentili che va in giro a bordo di una moto giapponese e veste con giacca di pelle ultima moda. Il compagno di scuola Leo, invece, è un sordido procacciatore di ragazzine per il turpe avvocato e tenta di conquistare Monica per inserirla nel torbido giro. Gloria Guida indossa minigonne ascellari e slip multicolori che fanno capolino in numerose sequenze. Era il periodo delle gonne vivaci con camicetta scollata e la bella attrice ne sfoggia un intero guardaroba.

La ragazzina è un film che presenta dei limiti, ma lancia Gloria Guida nel ruolo che le sarà più congeniale: la studentessa sexy e maliziosa che fa perdere la testa a compagni di classe e professori. Mario Imperoli (Roma, 1931 – 1977) merita qualche nota perché è un regista misconosciuto al grande pubblico. Nasce giornalista, diventa sceneggiatore cinematografico e subito dopo produttore. Si mette in proprio come regista nel periodo 1972-1977 dirigendo alcune commedie erotiche (Mia moglie… un corpo per l’amore, 1972, è il suo debutto), tra queste due film con Gloria Guida (La ragazzina e Blue Jeans). Il suo film migliore è il poliziottesco sociale Come cani arrabbiati (1976), sono interessanti anche Canne mozze, Una strana voglia di amare (1976) e l’erotico-malizioso Le dolci zie (1975). Muore a soli 46 anni, quando cominciava ad avere successo. La ragazzina esce in Francia come Le lycéenne découvre l’amour e in Spagna come La colegiala se inamora. Tutto perché viene esportato dopo il successo de La liceale, quasi fosse un finto sequel. Da recuperare.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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