Paulette (Film, 2013)

Paulette di Jérôme Enrico dimostra ancora una volta la vitalità del cinema francese, in particolar modo della commedia, che produce soggetti originali e interessanti, controcorrente e politicamente scorretti, il solo modo di fare comicità intelligente. Bernadette Lafont, al penultimo film, uscito nell’anno della sua scomparsa, regala un’interpretazione magistrale nei panni di Nonna Spinello, l’anziana Paulette, che per sbarcare il lunario si mette a fare la spacciatrice per conto di malavitosi russi e francesi. Pare che la storia sia la drammatizzazione comica di un fatto di cronaca, anche se la caratterizzazione dei personaggi è molto caricaturale.

La protagonista è una nonna xenofoba, cattivissima con figlia, genero e nipote, egoista e crudele, disposta a tutto pur di sopravvivere alla morte del marito e alla chiusura della brasserie gestita insieme al coniuge. Non è certo un film morale questo Paulette, anzi è molto trasgressivo, un vero e proprio inno alla liberalizzazione delle droghe leggere, nella convinzione (non so quanto fondata) che siano innocue. Il regista descrive una Parigi di periferia dove convivono arzille vecchiette che giocano a carte, pericolosi tossicodipendenti, simpatici scoppiati e giovani che si sballano con i dolcetti alla canapa confezionati dalla terribile nonna Spinello. Paulette chiama sbucciabanane il genero, scimmietta il nipotino mulatto (gli dice che non lo sopporta perché è nero), odia gli immigrati e non vuole sacrificarsi per gli altri, se la cosa non le procura un vantaggio. Alla fine qualcosa cambierà e la vecchietta dimostrerà di avere un cuore, ma per continuare il suo commercio illegale sarà costretta a emigrare.

Un film sarcastico e grottesco, girato con cura da un regista poco noto in Italia, buon direttore di attori che recitano sempre sopra le righe, come richiede una storia ricca di spunti farseschi. Montaggio rapido e coinvolgente, fotografia poetica e decadente di una Parigi notturna e periferica. Da vedere senza pregiudizi, ma anche senza prendere tutto per oro colato, dopo tutto è una commedia.

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Regia: Jérôme Enrico. Soggetto e Sceneggiatura: Jérôme Enrico, Bianca Olsen, Cyril Rambour, Laurie Aubanel. Fotografia: Bruno Privat. Montaggio: Antoine Vareille. Costumi: Agnès Falque. Genere: Commedia. Durata: 87’. Interpreti: Bernadette Lafont (paulette), Carmen Maura (Maria), André Penvern (Walter), Dominique Lavanant (Lucienne), Françoise Bertin (Renée Alzheimer), Ismael Dramé (Léo), Jean-Baptiste Anoumon (Ousmane), Axelle Laffont (Agnès), Paco Boublard (Vito), Aymen Saidi (Rachid), Pascal Nzonzi (Padre Baptiste), Lionnel Astier (Fred), Mathias Melloul (Jérémy), Yvonne Gradelet (Ginette), Miglen Mirtchev (Taras), Fred Saurel (cliente chitarrista).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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