Lavoro, Settimane della sicurezza 2019

La tutela della sicurezza e della salute globale del lavoratore, prevenire infortuni ed incidenti sul lavoro e le malattie professionali, riducendone la gravità degli esiti rientrano tra quegli ambiti particolari garantiti e tutelati dai legislatori sia sul piano nazionale che internazionale.

Quelli compiuti in materia sono stati pasi da gigante: la salvaguardia dell’integrità psicofisica, collegata ai fattori di rischio provocati dall’attività lavorativa ha, con il tempo, acquisito sempre maggiore importanza e la sensibilità del legislatore è, di pari passo, aumentata fino a che il “diritto alla salute” è divenuto un diritto fondamentale che riveste un ruolo di primissimo piano tra la gerarchia dei diritti contenuti nelle Costituzioni occidentali moderne.

L’attività di normazione internazionale, recepita sul piano nazionale, ha sempre guardato con scrupolosa sensibilità a non pregiudicare in alcun modo il bilanciamento di interessi tra libertà di iniziativa economica privata e la sicurezza, la garanzia della libertà, il rispetto della dignità umana, quando si parla e si è parlato di sicurezza sul lavoro e nell’Unione il legislatore europeo sta procedendo alla modernizzazione degli Organismi europei con proposte di modifica e riforme del sistema di organismi competenti in materia di lavoro a cominciare da quando il Presidente Juncker nel 2017 propose di creare l’Autorità Europea del Lavoro, come organismo europeo di enforcement e di ispezione per la garanzia di un mercato unico europeo equo, il raggiungimento di un’effettiva cooperazione amministrativa per la mobilità dei lavoratori, la garanzia e il rispetto delle misure di tutela  salvaguardia della salute e sicurezza sul lavoro negli Stati UE. Proseguendo, sempre su parere del Comitato economico e sociale europeo nel 2017, con la revisione dei regolamenti istitutivi della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) e dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) al fine di creare uniformità tra gli obiettivi delle tre Agenzie, l’ottimizzazione dei risultati ed eliminare le possibili sovrapposizioni e duplicazioni, aggiornando le rispettive mission.

Oltre e al di là della Strategia comunitaria definita nel Quadro strategico 2014-2020 in tema di salute e sicurezza sul lavoro dell’Unione Europea. Quadro strategico che si basa su un piano d’azione pluriennale per il consolidamento delle Strategie nazionali in materia di salute e scurezza, attraverso il coordinamento delle politiche, la semplificazione della legislazione e l’attualizzazione in materia, anche mediante Raccomandazioni specifiche indirizzate dalla Commissione a ciascun Paese, salvaguardando, contemporaneamente, un livello elevato di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Lo scenario in cui si contestualizzano le numerose iniziative che si sono svolte e sono previste in questo mese di ottobre è appunto questo.

Si tratta di un periodo denso di appuntamenti quello delle Settimane della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro 2019 che stiamo vivendo. Centinaia di eventi di sensibilizzazione realizzati in tutta la UE e, naturalmente, in Italia, con una copertura mediatica all’altezza dell’importanza del valore della sicurezza sul lavoro e la garanzia e tutela della vita umana: proiezioni, eventi sui social media, conferenze, mostre, concorsi, sessioni di formazione, workshop, sono solo alcune delle attività organizzate per questa straordinaria Campagna di Comunicazione che vede coinvolti tutti gli attori istituzionali, aziende, enti, imprenditori, organi di stampa e d’informazione per sensibilizzare su un tema che, per il suo valore sociale, richiede il coinvolgimento attivo di tutti  e di ciascuno.

La cultura della prevenzione dei rischi, della sicurezza, della salute, del lavoro per la garanzia di una “priorità sociale”, la sicurezza sul lavoro, che come ha tenuto a ribadire il Presidente della repubblica Mattarella, nel suo Messaggio di saluto inviato per la “69° Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro” al Presidente dell’ANMIL, appena conclusasi, che continua: “si tratta di un’occasione preziosa per riflettere sui dati, tutt’ora così preoccupanti delle morti e degli infortuni die lavoratori, per far crescere la cultura e l’impegno della sicurezza ni luoghi di lavoro”.

I dati nazionali degli infortuni con esito mortale sul lavoro hanno avuto un aumento: “587 denunce d’infortunio del luglio 2018 per arrivare alle 599 del luglio 2019” e sono aumentate le patologie di origine professionale denunciate: “38.501 (+2,7%)”, mentre sono diminuite le denunce d’infortunio sul lavoro, al luglio 2019, che non hanno registrato l’evento morte: “378.671” (- 0,002%) rispetto alle 378.733 del 2018. Il settore dell’agricoltura si conferma quel con più casi, con 22 denunce. I dati provenienti dall’analisi territoriale ci dicono che vi è stato un aumento dei casi mortali solo nell’Italia centrale e meridionale 10 in più al Centro (da 110 a 120) e 15 in più al Sud (da 119 a 134), 12 in più nelle Isole (da 46 a 58). Nel Nord si registra una diminuzione (da 155 a 1539 e nel Nord est /da 157 a 134). A livello regionale il numero maggiore di casi con esito mortale e della Puglia con 16 eventi mortali, mentre la regione che ne ha auto il numero minore è il Veneto con 17 casi.

Questo è il motivo per cui il Governo e il legislatore si stanno muovendo, in sinergia a tutti i soggetti coinvolti: Istituzioni, parti sociali, imprenditoria, politica per l’elaborazione e realizzazione di una Strategia nazionale su Salute e Sicurezza sul lavoro che argini pericolose involuzioni, anche sede Comunitaria, nelle politiche di prevenzione e protezione in ambito lavorativo.

E sono i dati, la condivisione dei dati e degli interventi da adottare, definire i parametri di una “cattiva formazione e di una formazione efficace” quello che occorre, coinvolgendo le rappresentanze sindacali e tuti i soggetti coinvolti. Occorre garantire l’imparzialità dei dati, fornendo alla politica e ai soggetti chiamati ad utilizzarli e interpretarli adeguato supporto tecnico specialistico. In modo che si possano attutare e prevenire i rischi con strumentazioni idonee, possano essere sviluppati strumenti di monitoraggio per la prevenzione, e che alle intenzioni seguano atti e fatti concreti, in vista della realizzazione degli “Stati generali della sicurezza” per radicare la cultura della prevenzione in ogni realtà territoriale, nei differenti settori produttivi, per la condivisione delle informazioni e per garantire elevati livelli di qualità, di sicurezza ed equità del lavoro e sul lavoro.

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