Intelligenza artificiale, UE e Giappone insieme per la ricerca

All’indomani dell’ultimo piano d’investimenti da 20mld con cui la Commissione Europea voleva rafforzare il settore, aumentando gli investimenti, superando le frammentazioni e colmando i ritardi, rilanciando le nuove tecnologie e delle politiche a sostegno, nell’ottica di imprimere un’accelerazione non più rimandabile e per promuovere crescita e occupazione negli Stati membri, a fine 2018, prendendo le distanze da Asia e America, Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione Europea responsabile per il Mercato Unico e Digitale, e Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza  e l’innovazione – incontrando Takuya Hirai, Ministro di Stato Giapponese per la Politica scientifica  e tecnologica – hanno posto le basi per consolidare la collaborazione tra Ue e Giappone e prospettato nuove possibilità di collaborazioni e sinergie tra i diversi attori. Tutto questo all’indomani della Dichiarazione congiunta a chiusura del 26° vertice UE-Giappone dello scorso 25 aprile.

Ad essere al centro dei colloqui: una mutazione radicale di lettura e di prospettiva da cui inquadrare la questione. Non più il profitto e quindi l’economia, la finanza, il Mercato ad essere al centro, a rappresentare la chiave di volta della processo di trasformazione tecnologico, ma non solo: sociale, economico sociologico in atto, ma l’Uomo.

La chiave di volta diventa, nel Nuovo Umanesimo che da tante parti si riaffaccia nel dibattito contemporaneo e sta diventando il nuovo filo conduttore moderno, la prospettiva antropocentrica, per imprimere una decisiva accelerazione all’intelligenza artificiale. L’Uomo dotato di una preminenza “ontologica” su tutta la realtà, in quanto “espressione immanente dello Spirito che è alla base dell’Universo” (e da questo punto di vista l’impostazione asiatica nella prospettiva di interpretazione degli avvenimenti e vicende quotidiane appare evidente). Questo il cuore dei colloqui tra Ansip e Hirai.

Un capovolgimento di prospettiva, una dimensione etica voluta dalla Commissione, invocata dalla Santa Sede, auspicata da filosofi e pensatori da più parti (e ricordiamo a questo proposito: “Orientamenti etici sull’intelligenza artificiale”. Ricerca e innovazione e robotica applicate alla vita di ogni giorno. Sette linee guida guardando al futuro prodotte dalla Commissione in occasione dell’ultimo Digital Day 2019 e redatto da un gruppo di esperti di alto livello della Commissione.)

L’obiettivo tra gli altri promuovere programmi di ricerca e innovazione, mentre aumentano la cooperazione tra la UE e il Giappone, nelle questioni scientifiche, tecnologiche di innovazioni strategiche nei settori di reciproco interesse, nei quali è possibile stabilire sinergie, secondo quanto definito dall’Accordo di partenariato strategico UE-Giappone dell’anno scorso.

Dimensione Etica dell’Intelligenza artificiale che, come si legge nel documento “Orientamenti etici” non può più “essere considerata un’opzione di lusso né un complemento accessorio: solo con la fiducia la nostra Società potrà trarre il massimo vantaggio dalle tecnologie. L’intelligenza artificiale etica è una proposta vantaggiosa per tutti, può offrire un vantaggio competitivo all’Europa, ossia quello di essere leader nello sviluppo di una IA antropocentrica di cui i cittadini possono fidarsi”.

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